Andreas emula il compagno di Davis e viene eliminato. Avrebbe dovuto vincere in due set contro Blake. Michele Fimiani
Dopo Filippo Volandri agli Internazionali d’Italia esce di scena anche Andreas Seppi, battuto dall’americano James Blake col punteggio di 7-6(5) 3-6 6-1 in una partita che l’altoatesino poteva vincere senza grossi problemi. Se infatti la classifica dice che l’americano è il numero 8 del ranking e conseguentemente si presentava a questo match come favorito, su questo tipo di superficie Blake non è mai riuscito ad esprimersi ad alti livelli non potendo sfruttare l’esplosività dei suoi colpi, micidiali sul cemento. La sconfitta di Seppi ha molto in comune con quella subita ieri da Volandri, in quanto anche Andreas come Filippo avrebbe potuto vincere il match in due comodi set se solo avesse giocato con più attenzione i punti decisivi della prima frazione, nella quale il suo avversario non ha fatto niente se non sfruttare gli errori del nostro tennista e imporsi al tie break.
Analogo a quello di Volandri anche il crollo nel terzo e decisivo set, durante il quale Andreas si è fatto dominare in lungo e in largo dal suo antagonista.
E infine, ultima analogia con la disfatta del livornese Filippo, anche quest’oggi sul centrale del Foro Italico il pubblico ha assistito ad una partita veramente scadente; il numero di errori gratuiti è stato di gran lunga superiore a quello dei colpi vincenti, con Seppi che ha tirato in rete una quantità innumerevole di dritti. Ieri gli spettatori romani hanno abbandonato Volandri durante la sua partita, oggi sono rimasti tutti al loro posto fino alla fine, ma forse solo perché dopo il match di Seppi sarebbe sceso in campo Nadal…
Come già detto i rimpianti per Andreas arrivano soprattutto per un primo set durante il quale Blake è apparso davvero in difficoltà, ma l’azzurro non è mai riuscito a sfruttare le esitazioni del suo avversario. Anche tatticamente Seppi, che oggi esibiva una maglietta verde perfettamente in tinta con i tabelloni pubblicitari del centrale, è sembrato piuttosto confuso; ha cercato con troppa poca insistenza il rovescio dell’americano, non ha quasi mai seguito a rete ottimi attacchi e si è spesso impelagato in palleggi dritto contro dritto che quasi sempre l’hanno visto soccombere.
Da rivedere anche la seconda palla di servizio (disastroso il rendimento nel primo set, solo il 25% di punti conquistati) e le tecniche di spostamento; come il suo coach Sartori ha rivelato al nostro Roberto Commentucci, dopo 6 mesi di gare sul cemento, Seppi sta avendo molta difficoltà a riabituarsi al gioco sulla terra rossa.
Rimane comunque il rammarico per una sconfitta che vedendo il Blake di oggi forse era proprio evitabile; cercando maggior regolarità l’azzurro avrebbe potuto portare a casa il match abbastanza tranquillamente, proprio come è successo nel secondo set quando Seppi ha sbagliato meno e ha conquistato senza problemi la frazione.
L’illusione è però durata poco, visto che Blake nel terzo set ha preso in mano il pallino del gioco, cominciando a scendere a rete più frequentemente, e ha chiuso senza problemi il parziale col punteggio di 6-1. Eloquente lo sguardo di Seppi, che all’ennesima risposta vincente del suo avversario sul 4-1 ha guardato sconsolato il suo angolo quasi non sapesse più cosa fare.
Altra delusione quindi per il pubblico romano che vede uscire di scena un altro componente della truppa italiana; un pubblico forse troppo tiepido e ancora un po’ maleducato. Assolutamente da bandire infatti i fischi della folla ogni qual volta l’avversario di un azzurro chiede al giudice di sedia di controllare il segno della palla.
Per il momento sembra che l’unico italiano capace di scaldare i cuori dei “tifosi” del foro italico sia Simone Bolelli, considerato forse dagli aficionados una ventata di novità per il panorama tennistico italiano; su di lui sono riposte le speranze di rivedere un azzurro ai vertici del tennis mondiale.
Michele Fimiani