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Fuori l'ultimo italiano

Bye bye Simone, ride solo Roddick
Dopo 6 anni due americani ai quarti

Ubaldo Scanagatta

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ROMA _ “Con i top ten ormai ci lotto, quasi alla pari, però alla fine perdo sempre”. L’analisi, fatta a caldo da chi aveva spaccato anche un paio di racchette per la rabbia, è un tantino spietata. Ma è di Simone Bolelli uscito dal Campo Pietrangeli e dagli Internazionali BNL d’Italia insieme a tutto il tennis italiano di cui era _ a livello di ottavi di finale _ l’ultimo superstite.

Andy Roddick, un americano che a differenza di Sordi (Alberto, what’s American…) qui non aveva mai entusiasmato raggiungendo in sette partecipazioni una semifinale nel 2002 (k.o. con Haas) e i quarti nel 2006 (Monfils) ma senza mai battere una testa di serie (nè un grande giocatore sul "rosso"), nell’occasione ha saputo vestire panni inconsueti: umili. Si è spagnolizzato.

Non si è vergognato di farsi trovare spesso anche due metri dietro la riga di fondocampo. Ha anche alzato gran liftoni di dritto quando necessario. Moon-balls assai arrotate, approfittando dell’atavica ritrosia dell’ancora inesperto Bolelli a giocare la palla corta.

Il n.6 del mondo ha però riconosciuto il talento di Simone: “Ne ha molto, sa giocare bene tutti i colpi. Sono stato un tantino fortunato nel tiebreak anche per via di un cattivo rimbalzo e lui si è forse un po’ demoralizzato all’inizio del secondo set, quando ha perso subito il servizio”.

7-6,6-3 il risultato per Roddick, ma Bolelli esce bene dal match. Su lui si può contare in prospettiva. Lunedì salirà per la prima volta fra i primi 50, i top 20 non è traguardo impossibile. I colpi li ha tutti, le gambe un po’ meno _ troppi errori di dritto anomalo sono causati da una certa lentezza nel fare spazio col corpo alla palla da colpire _ ma quando sarà più esperto non perderà il break di vantaggio che si era conquistato nel primo set quando sul 3-2 40-30 ha ciccato tre dritti di fila. Né, una volta rimontato il tiebreak da 3-5 a 5 pari, regalerà più altri due dritti (il colpo con il quale peraltro cerca più rischi) come ha fatto ieri.

Roddick, mai visto così solido e continuo sulla terra rossa, è invece sempre solidissimo nei tiebreak. Detiene il miglior record ATP l’anno scorso della specialità: 35 vinti e 12 persi dopo averne vinti 18 di fila fino a Wimbledon quando ne cedette due a fila a Gasquet. Bolelli, invece, non ha ancora imparato a gestirsi bene i punti importanti. Ha sbagliato una palla importantissima sul 4-3 0-30 (serviva Roddick) identica a quella sbagliata per il 6-5 a Miami con Davydenko.

Nei quarti gli americani sono due _ l’altro è Blake e al suo posto avrebbe potuto esserci Seppi… _ ed è una presenza inconsueta (non succedeva da otto anni), quasi quanto quella di due svizzeri, lo scontato Federer e l’inatteso Wawrinka. Oggi Roger-Express (7-6,6-3 a Karlovic) è più favorito con Stepanek di quanto lo sia Djokovic con Almagro (che ha approfittato del ritiro di Gonzalez). Mentre nella metà orfana di Nadal la sconfitta patita ieri dal suo giustiziere Ferrero con Wawrinka sembra confermare quanto scritto ieri: è stato il piede a rovinarlo, più che l’improbabile resurrezione del “Mosquito”.

 

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