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Internazionali BNL d'Italia

Roma stavolta vaso di coccio
Maria Sharapova torna n.1

Il torneo romano paga con gli interessi la fortuna dell'edizione 2006. E la bella russa torna n. 1 nonostante il forfait in semifinale. Ubaldo Scanagatta

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Due anni fa il Foro Italico Roma offrì con la finale il miglior match dell’anno: cinque set e oltre cinque ore di lotta memorabili. Rafael Nadal conquistò un trofeo che Roger Federer avrebbe fatto suo se non avesse dilapidato due matchpoints, due dritti sparacchiati con foga. All’indomani Nadal e Federer, distrutti dalla fatica, dettero forfait ad Amburgo, mentre Roma fortunata godeva della rentree vincente di Martina Hingis.
Quest’anno Roma ha pagato con gli interessi (tre semifinali mancate su quattro) il conto di quelle due settimane così fortunate. E’ andata già bene, alla fine, che nell’albo d’oro siano finiti due nomi di sicuro prestigio come quelli dei due serbi Novak Djokovic e Jelena Jankovic. Nel quartetto dei semifinalisti di Amburgo c’erano i primi tre giocatori del mondo, Federer, Nadal e Djokovic più un “imbucato” italiano, Andreas Seppi, terzo azzurro in 18 anni a giungere così avanti _ da ieri n. 32 Atp, suo best-ranking, sarà testa di serie agli Internazionali di Francia al via domenica _ mentre a Montecarlo insieme ai primi tre c’era il n.4 Davydenko. Insomma ogni anno c’è un torneo che fa la fine del vaso di coccio fra quelli di ferro. Un anno Amburgo, un anno Roma, nel 2009 con Madrid rimpiazza Amburgo a chi toccherà?
Gli Internazionali BNL d’Italia hanno comunque registrato un bel successo di pubblico, quasi 163.000 spettatori. Un incremento del 107,30% rispetto al 2003. Per il 2009 si temono ripercussioni negative: non tutti i “malati” hanno dato la sensazione di non poter proprio scendere in campo. Non Roddick, che ha dato forfait anche ad Amburgo e a Parigi. Ma la Sharapova? Onesta, fin troppo, Maria ha dichiarato che a Parigi avrebbe provato a giocare, anche con gli antidolorifici. Avrebbe dovuto essere più ipocrita? Purtroppo fra gli Slam e gli altri tornei, compresi i Masters series, la distanza va facendosi sempre più netta. Il gap non verrà mai colmato, anzi. E allora ben poco possono fare sanzioni economiche imposte a tennisti multimiliardari, né sottrazioni di punti. Così, grazie anche alla baby-pensionata Justine Henin toltasi dalle classifiche, la venere siberiana, a dispetto del forfait romano, ridiventa n.1 del mondo dopo esserlo già stata per 15 settimane. Un anno fa a Roma non aveva giocato e centrando la semifinale ha guadagnato bei punti, mentre la Jankovic, campionessa anche nel 2007, ha ripreso i suoi e la Kuznetsova, finalista 12 mesi fa (battuta dalla francesina Cornet) li ha invece persi. Curioso notare che anche la prima volta che Maria salì sul trono del tennis, a 18 anni nell’estate 2005, si era appena ritirata a Los Angeles contro la Hantuchova. Il meccanismo delle classifiche computerizzate può apparire perverso. Il rischio, per la credibilità del tennis, è che la gente ne resti disorientata.
 

Ubaldo Scanagatta

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