Nadal, Djokovic e Federer sono a caccia del titolo, ma chi degli altri 125 saprà distinguersi? Tutti i retroscena... anche in rosa! Nizzero e Monique
L’anno scorso, alla vigilia del Roland Garros, ci si chiedeva se Federer sarebbe riuscito a bissare il primo successo contro Nadal su terra battuta, ottenuto la settimana precedente nella finale (anomala) di Amburgo. La risposta, arrivata puntuale domenica 10 giugno, fu un no abbastanza deciso.
Oggi, alla stessa vigilia del medesimo torneo, i punti interrogativi sono aumentati. Merito (anche se forse Roger e Rafa la considerano una colpa) di un Novak Djokovic che ha saputo dare un vigorosissimo scossone alle gerarchie tennistiche, che dal 2005 si erano ormai quasi fossilizzate sul duopolio Nadal - Federer. In poche parole, dopo anni di monogamia, adesso ci si può attendere un più torbido menage-a-trois.
D’altra parte, non si può nemmeno dire che il torneo lo giochino in tre. E anche se è difficile pensare che tra i restanti 125 partecipanti si nasconda il campione del torneo, è più facile invece immaginare qualcuno che entri “in-the-zone” e si porti avanti nel torneo, tornando a casa con qualche scalpo importante.
Si inizia a giocare, e si possono provare ad anticipare alcuni scenari, più o meno attesi.
I contendenti
Rafael Nadal
Il favorito del torneo (scontato, ma bisognava scriverlo). Nonostante si pensasse la pressione per i molti punti da difendere potesse giocargli brutti scherzi prima del Roland Garros, anche quest’anno Rafa giunge a Parigi con la sua aura di imbattibilità intatta.
Il tabellone fino alle fasi finali non dovrebbe presentargli particolari difficoltà. Nei quarti potrebbe incontrare Nalbandian o Almagro, ma entrambi non sembrerebbero in grado di creargli grande fastidio. In semifinale sarebbe un’altra storia: Djokovic ha dimostrato ad Amburgo di poter impensierire il maiorchino anche sul rosso. Il suo rovescio non soffre le rotazioni di Nadal, e nemmeno la sua testa (ogni riferimento è puramente casuale). Inoltre, l’ultima partita giocata da Rafa è stata la finale di Amburgo, in cui se da un lato ha confermato la sua supremazia terricola e versato ulteriore aceto sulle ferite di Federer, dall’altro ha palesato qualche problema fisico. Se perdesse qualche set per strada prima di arrivare a fronteggiare Nole (difficile, ma non impossibile), potrebbe -sottolineo potrebbe - risentirne. Detto questo, va però sottolineato che la terra parigina esalta maggiormente il suo top spin rispetto a quella tedesca, che invece restituisce meno in termini di rimbalzo. Insomma, favorito Nadal, ma con piccola riserva in caso di complicazioni nei turni precedenti. Il pronostico per l’eventuale finale sarebbe invece comunque largamente a suo favore, qualsiasi nome si trovi davanti e per quanto accidentato sia il suo cammino nel torneo.
Novak Djokovic
Il secondo favorito del torneo, con Federer. Con la vittoria di Roma e la semifinale di Amburgo (seppur persa) ha fatto il pieno di fiducia. E il serbo sembra sempre di più quel famoso terzo che gode tra i due litiganti.
Anche lui fino alle semifinali dovrebbe incontrare pochi problemi. Canas, ammesso e non concesso che arrivi al terzo turno, negli ultimi mesi è sembrato l’ombra del giocatore che arrivò in finale a Miami 2007. E dato che quel Canas contro Nole fece 9 giochi in 3 set… Nella probabile semifinale con Nadal, i due si giocheranno nuovamente la seconda posizione mondiale. Vale ovviamente quanto scritto sopra. Riuscisse nell’impresa, la finale più probabile sarebbe contro Federer. Nonostante lo svizzero l’abbia battuto a Montecarlo, il Djokovic ammirato ad Amburgo contro Nadal - e che dovrà rivedersi a Parigi se vorrà arrivare in fondo - è un avversario che solo un Federer al 100% potrebbe battere. E quest’anno tale Federer non si è forse mai visto.
Roger Federer
Un aggettivo per descrivere la sua stagione fin qui: misteriosa. Esemplare in questo senso il torneo di Montecarlo: il mercoledì si ritrova sotto 5-1 nel terzo con Ramirez Hidalgo, quarantott’ore dopo mette in mostra forse il suo miglior tennis per battere Nalbandian. Che questi alti e bassi siano strascichi di mononucleosi (altra vicenda poco chiara) o semplicemente segnali di un calo psico-fisico, non ci è dato saperlo. Un piccolo vantaggio potrebbe però arrivargli dal fatto che, per la prima volta dopo 3 o 4 anni, una sua vittoria sarebbe considerata veramente una sorpresa. Un po’ di pressione in meno.
A Parigi il sorteggio sembra avergli dato una mano: evita Djokovic e ha una strada non proibitiva fino all’eventuale finale. Ulteriore aiuto cercherà di darglielo Higueras, che ha raggiunto Federer a Parigi dopo le due settimane di “prova” a Estoril e Montecarlo. Il pericolo principale prima di domenica 8 giugno sembrano quindi, più che gli avversari, le sue giornate negative. Giunto eventualmente fino a tale data, potrebbe però sentire la mancanza di partite impegnative. In finale contro Nadal partirebbe in ogni caso nettamente sfavorito. Con Djokovic avrebbe forse più chance, ma giocherebbe contro un avversario in fiducia straripante - come lo sarebbe il serbo se riuscisse a issarsi in finale. Vittoria finale difficile, ma non impossibile.
Seconde linee
Davydenko
La vittoria a Key Biscayne sembrava dovesse servirgli da rampa di lancio, invece fino ad ora il russo non ha dato grande seguito a tale exploit. Arriva comunque fresco di vittoria al torneo di Poertschach (indovinate lo sponsor? … “bet-at-home”), e quindi si presume in fiducia.
Il tabellone, sebbene ampiamente alla sua portata, è uno di quelli in cui il russo spesso prova a complicarsi la vita. Per arrivare in semi dovrà verosimilmente battere Safin, Ferrero e Ferrer. Ci riuscisse, molto probabilmente avremmo la replica della semifinale dello scorso anno, con Federer. In quell’occasione (e non solo), sprecò una valanga di occasioni, finendo per perdere in tre set dopo essere stato avanti in tutti e tre. Il suo atteggiamento contro lo svizzero ricorda molto quello di quest’ultimo contro Nadal: pur avendo il gioco e le armi per battere l’avversario, l’impressione è che entri in campo battuto.
Ferrer:
Fin qui una stagione non esaltante. Ha vinto il titolo di Valencia battendo Almagro in una rocambolesca finale, ma ha deluso a Roma e Amburgo.
Il tabellone sembra proporgli Calleri e Robredo per arrivare nei quarti di finale, dove troverebbe Davydenko. Partirebbe sfavorito ma non battuto. Probabili quarti, possibile semi. Qualcosa in più sarebbe ovviamente sorprendente.
Nalbandian
Se per Federer è la stagione ad essere misteriosa, per Nalbandian è l’intera carriera. Quest’anno lo si aspettava agli Australian Open per capire se sarebbe riuscito a confermare la strepitosa condizione palesata a fine 2007. Ha deluso lì e anche in seguito.
Il sorteggio sembra però benevolo, almeno fino agli ottavi di finale. Qui un probabile scontro con Almagro sarebbe il vero test per capire se potrebbe poi creare qualche grattacapo a Re Rafa nei quarti. Grattacapo, niente di più.
Rivelazioni?
Bolelli
In questa stagione ha dimostrato tutto il suo potenziale.
Ora ha una grande occasione per aggiungere la concretezza. Anche se il suo tabellone non si può definire facile, anzi, è quantomeno interessante. Dopo Baghdatis (rientrante da infortunio), se andasse avanti troverebbe probabilmente Del Potro, Berdych e o Blake o Tipsarevic. Sono tutti nomi importanti, ma questo percorso per arrivare nei quarti del Roland Garros è un treno che passa poche volte in una carriera.
Soderling - Monaco, Wawrinka - Kohlschreiber
Questi i quattro nomi che si leggono, consecutivamente, dall’entry n.15 alla n.18. Sono i due primi turni più interessanti di tutto il tabellone maschile, e chi ne uscirà avrà l’occasione di dire la sua. Soderling e Monaco avrebbero un percorso abbastanza comodo fino agli ottavi, probabilmente contro Federer, dove potrebbero costituire un test per le condizioni dello svizzero.
Chi vince tra Wawrinka e Kohlschreiber avrebbe una strada relativamente sgombra fino agli ottavi (redivivo Gonzalez permettendo), dove dovrebbe giocarsi l’accesso ai quarti probabilmente con Andreev. Se Wawrinka dovesse farcela, molto probabilmente assisteremmo a un quarto di finale svizzero tra il n.1 e il n.10 al mondo, interessantissimo per i risvolti sia personali (Roger e Stan sono grandi amici), sia - perché no - tecnici.
Andreev
Il russo ha fatto bene a Montecarlo e Roma, dove ha tolto un set rispettivamente a Davidenko e Djokovic.
Il sorteggio parigino non è stato né buono né cattivo. E’ nel sedicesimo di tabellone di Gasquet: poteva andargli peggio. Al primo turno trova Starace: poteva andargli meglio. Il nostro Potito potrebbe metterlo in difficoltà, ma superato tale scoglio (auguriamoci di no) potrebbe arrivare fino nei quarti.
Tipsarevic
Non sai mai cosa aspettarti: può portare Federer 10-8 al quinto set agli Australian Open, e fare 3 giochi contro Montanes ad Amburgo. Tra le due, difficile dire qual è l’impresa più ardua.
Insomma, può perdere al primo turno con Lapentti, come arrivare in scioltezza nei quarti di finale.
Almagro
Sulla terra battuta è uno dei clienti più scomodi, ma negli Slam non ha ancora fatto vedere granchè.
Il tabellone gli presenta una strada abbastanza comoda fino agli ottavi, dove verosimilmente troverà Nalbandian. Negli ultimi due precedenti, Nico l’ha battuto abbastanza nettamente, quindi non è escluso che sia proprio lo spagnolo a guadagnarsi un posto nei quarti contro, con ogni probabilità, Nadal.
Quali sono gli scenari più verosimili secondo voi? Chi vedete nella seconda settimana?
Andrea Nizzero