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Roland Garros

Occhio a Gulbis
mirabile lettone

Sarà nostro avversario nello spareggio di Davis e se battesse anche Lapentti potrebbe incrociare Bolelli negli ottavi di finale. Ubaldo Scanagatta

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PARIGI _ Se non fosse il n.1 della Lettonia, avversaria di Coppa Davis nello spareggio di settembre a Montecatini, e non avesse rintontito fino allo stremo con una dozzina di smorzate imprendibili ieri il n.7 del mondo Blake che pareva per l’appunto candidato ad affrontare Simone Bolelli negli ottavi di finale nel caso il bolognese oggi riuscisse a vincere la terza partita di fila e a metter k.o. anche il mancino francese Michael Llodra, beh…non saremmo qui a dir mirabilie di Ernests Gulbis.

Ma questo ragazzone di 19 anni e d’un metro e 91, il cui nonno fu campione europeo di basket con la vecchia Unione Sovietica e il cui padre è invece uno degli uomini più ricchi del suo Paese (è il principale azionista del primo gasdotto nazionale, mentre la madre è attrice di teatro drammatico), mi aveva già fatto una grande impressione lo scorso settembre agli US Open quando, grazie ad un gran servizio e soprattutto a uno straordinario rovescio bimane, aveva dominato prima il nostro Starace e poi il più esperto Robredo conquistando un posto fra gli ultimi sedici.

Avrei detto che sarebbe salito più alla svelta in classifica _ oggi è n.80 _ ma forse ha ragione Nikki Pilic, il suo primo talent-scout che lo aveva allenato assieme a Novak Djokovic e lo ha lasciato perché “è troppo ricco per sacrificarsi come si deve per diventare davvero forte”. “Se non si hanno i soldi in Lettonia al tennis non ci si avvicina nemmeno”, ribatte Gulbis che però _ ora che si allena in Austria con l’ex coach di Melzer _ finisce per dar ragione a Pilic: “Ci allenavamo con 'Dioko' quand’eravamo ragazzini, a 12 anni e 13 anni lui. Lui era più serio di me, è vero, voleva arrivare, lavorava più duro ed è... arrivato, sono contento per lui…io giocavo, lui si allenava”.

Nel giorno del "funerale" di Amelie Mauresmo (eliminata dalla spagnola della Canarie Suarez Navarro), seguendo le orme di Bolelli che sogna gli ottavi e forse addirittura i quarti se passa oggi Llodra e domenica il vincente di Gulbis-Lapentti _ che grande occasione! _ anche tre ragazze italiane sono felicemente approdate al terzo turno, Schiavone (6-3,6-0 alla Mamic), Knapp (6-2,7-6 alla bella francese Sanchez) e la Pennetta (3-6,6-1,6-1) alla sedicenne russa Pavlyuchenkova. La Pennetta avrà al prossimo turno Venus Williams. “Ci ho perso a Seul, l’ho battuta a Bangkok e la terra rossa è la miglior superficie per me e la peggiore per lei anche se qui ha giocato la finale…insomma la favorita resta lei. Qui ha giocato anche una finale (nel 2002, perse da Serena), però se gioco bene i colpi d’avvio, servizio e risposta e non le lascio troppa iniziativa perché non potrei batterla di nuovo?” La Schiavone n.18 trova la Azarenka n.16 per arrivare forse alla Kuznetsova. Anche per lei, come per Bolelli, una discreta opportunità per centrare un grande traguardo.
 

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