Il 21enne francese di Boeil-Bezing sta scaldando i cuori dei tifosi francesi dopo le vittorie su Nalbandian e Tursunov. Tra aspirine e banane tutti i segreti dell'uomo nuovo del tennis transalpino. Michele Fimiani
Boeil-Bezing, i suoi due campi da tennis e il suo piccolo club diretto da mamma Chardy. Boeil-Bezing è un tranquillo paesello a poco più di 15 Km di distanza da Pau; probabilmente nessuno dei suoi abitanti avrebbe immaginato che in un paio di giorni il piccolo borgo avrebbe raggiunto la notorietà e le prime pagine di tutti i quotidiani sportivi francesi e non. Nativo di quelle parti è infatti la vera sorpresa di questo Roand Garros: Jérémy Chardy, n.145 ATP, il 21enne che sta scaldando i cuori di tutti i tifosi francesi. All’indomani della sua vittoria in cinque set su Nalbandian ha sconfitto anche il numero 33 del mondo Dmitry Tursunov (7-6 6-3 6-4). Desta meraviglia la sua calma apparente, la qualità del suo tennis e in particolare la maniera in cui ha giocato il tie break del primo set. Tutti i giornalisti francesi lo considerano un giocatore di sicuro avvenire. In effetti già nel 2005 il giovane francese aveva messo in mostra le sue grandi qualità conquistando il titolo juniores di Wimbledon, salvo poi rimanere un po’ troppo a lungo nell’ombra di qualche torneo di provincia.
Nonostante l'improvvisa notorietà Jérémy si sente "piuttosto rilassato" e da grande appassionato di calcio tiene a sottolineare la sua passione per la maglia del Paris Saint-Germain.
Domani avrà di fronte il numero 20 Almagro, specialista della terra rossa, e Chardy dovrà cercare il più possibile di recuperare le forze. Già contro Nalbandian fondamentale è stato l’intervento del medico del torneo, Bernard Montalvan, il quale ha dato un’ aspirina a Jérémy tranquillizzandolo non poco: “Le sue parole sono state importantissime per me. Anche stamani mi ha detto: “se non ti senti più le gambe…mangiati una banana!”” Il giornalista dell’ Equipe Lafayette ha paragonato l’incontro del ragazzo di Boeil-Bezing contro Tursunov ad un incontro di Boxe, con il campo numero 1 trasformato in un’arena da combattimento. “E’ tutto come in un sogno, quando sono rientrato negli spogliatoi ho detto al mio allenatore che adesso ho solo bisogno di svegliarmi dopo il torneo!” ha detto il giovane transalpino, apparso fin troppo esile nella sua maglietta leggermente larga. Secondo il suo “psicologo” Jacques Hervet “l’esplosione di questo ragazzo mi ricorda quella di Djokovic, o più recentemente di Schwank, Del Potro o Bolelli. Tutti giovani campioni che devono imparare a dosare la loro potenza. Dopotutto l’importante non è avere i colpi, è saperli utilizzare…”
Su Almagro, suo prossimo avversario: “l’ho visto giocare solo in televisione, mi dà l’idea che si tratti di uno spagnolo classico. Dovrò mettere in mostra ancora una volta il mio gioco aggressivo.” L’ambizione sicuramente non manca a questo ragazzo dalle grandi potenzialità.
L’ottimismo tra i transalpini non manca e a Boeil-Bezing sono pronti per un'altra grande impresa del loro giovane conterraneo.