Dai francesi alla regia di Eurosport: chi ha convinto e chi ha deluso in questa prima settimana al Roland Garros. Nuova rubrica che ci accompagnerà ogni domenica. Enzo Cherici
La prima settimana è ormai alle spalle ed è tempo di fare i primi bilanci. I tornei dello Slam da sempre riservano sorprese negative e positive. Conferme attese e capitomboli imprevisti. Insomma, nulla può mai essere dato per scontato. Il Roland Garros che stiamo vivendo non sfugge a questa regola. Vediamo allora insieme cosa resta di buono e meno buono di questa prima settimana di torneo. Insomma, i più e i meno di questi primi sette giorni di gara.
I più: +
I francesi
Torniamo per un attimo alla vigilia del torneo. Gasquet in crisi nera. Tsonga costretto ad alzare bandiera bianca. Risultato: una nazione (tennistica) in lutto. Non solo. Inizia il torneo ed escono a pochi giorni di distanza Simon, Mauresmo e Cornet. Adieu. E invece...Invece bastava guardare altrove. Quelle erano comparse. I protagonisti della storia erano altri. E arrivano così i trionfi di Chardy (con tanto di impresa al secondo turno contro un certo Nalbandian: vittoria al quinto rimontando da 0-2) e Llodra (pure lui vince al quinto contro Berdych risalendo da 1-2 e poi contro il nostro Bolelli). Il bel filotto di vittorie di Mathieu, per una volta rimontante anziché rimontato (da 0-2 contro Hernandez). Le sofferte vittorie di Monfils (5 set contro Melzer) e Benneteau (14 set giocati fin qui). Risultato, a 37 anni di distanza i cuginastri transalpini riportano cinque giocatori in ottavi. Difficilmente li rivedremo ai quarti, ma bravi comunque.
Gulbis
Che il ragazzo avesse talento lo si sapeva già. Aveva già stupito tutti in occasione dell’ultimo Us Open, dove aveva dato tre set a zero ad avversari del calibro di Starace e Robredo, prima di arrendersi in ottavi contro Moya. Ma che la conferma potesse arrivare così presto, in un torneo importante come Parigi, su una superificie apparentemente a lui ostica come la terra, era difficile da immaginare anche per i suoi più accaniti tifosi. E invece questo lettone dalla classe cristallina si presenta per la prima volta tra i magnifici 8 in un torneo dello Slam e sfiderà al prossimo turno niente meno che Novak Djokovic, dopo aver fatto fuori strada facendo la testa di serie numero 7 James Blake e, poco fa, l’idolo di casa Michael Llodra. Ho idea che lo rivedremo spesso negli ultimi turni degli Slam.
Ljubicic
Alzi la mano chi si sarebbe aspettato di vederlo ancora in gara a questo punto del torneo. Tra l’altro, non è che il buon Ivan avesse nei tornei dello Slam precedenti tali da indurre all’ottimismo. Deludeva da 3 del mondo, figurarsi se ci si potesse aspettare chissà cosa ora, che pareva aver imboccato la parabola discendente della carrierea. Tanto più dopo aver dato un’occhiata al suo tabellone, che gli riservava al terzo turno un osso all’apparenza troppo duro per i suoi attuali denti: “Stakanov” Davydenko. E invece...Invece il nostro Ljubo superava senza patemi due facili turni per presentarsi tirato a lucido al cospetto del più titolato rivale. Neanche il tempo di mettere piede in campo e si becca un 6-4 6-2 che avrebbe tramortito un elefante. Ma non lui. Non questa volta. Cambio di strategia (palle lente al centro del campo per non dare angoli al rivale) e partita rivoltata come una frittata: 6-3 6-2 6-4 e bye-bye Davydenko. Ritenta, sarai più fortunato.
Stepanek
Ha perso un set 7-6 contro il connazionale Vanek dopo aver vinto i primi due 6-1 6-0. È stata fin qui l’unica distrazione di questo giocatore apparso in uno stato di forma imbarazzante. Forse fin troppo per una prima settimana d’uno Slam. Per il resto, ha lasciato le briciole. Piace soprattuto il suo modo iper-offensivo di interpretare la partita. Chiedere per notizia al povero Robredo, che l’ha visto soltanto al riscaldamento e al momento di stringergli la mano. In mezzo, il vuoto. Il ciclone Stepanek l’ha investito come un’onda di piena. Adesso lo attende un avvelenatissimo Ferrer, ansioso di vendicarsi dopo i fatti di Roma. Ce la farà? Chissà. Di sicuro contro questo Stepanek dovrà tirar fuori il meglio del suo repertorio.
Hewitt
Ha perso, vero. Ed è anche vero che un ex numero uno del mondo a casa già al terzo turno in genere dovrebbe trovare posto nell’altra colonna, quella delle sorprese negative. Però c’è modo e modo di perdere. E Hewitt ha prima di tutto perso contro un signor giocatore e inoltre se l’è giocata fino alla fine perdendo 6-4 al quinto ed uscendo dal campo tra gli applausi, a testa altissima. Secondo noi, meritava almeno una citazione. Bravo campione.
Suarez-Navarro
Le righe che non avremmo mai voluto scrivere. E invece, con nostra somma delusione, la giovane spagnola merita la copertina di questa prima settimana. Tre turni di qualificazioni (rischiando addirittura di salutare la compagnia contro la semi-sconosciuta australiana Sophie Ferguson: 7-5 al terzo) e gli scalpi illustri di Mauresmo, Dellacqua e Pennetta, la portano strameritatamente ai quarti di finale, dove potrà dire la sua contro la Jankovic. Messo per un attimo da parte il dispiacere per la sconfitta di Flavia, va detto che fa molto piacere la presenza in gara di una giocatrice di questo tipo. Ne risentiremo sicuramente parlare. Forse già dalla prossima settimana...
I meno: -
Le Williams
Va bene che la terra non è mai stata la loro superficie preferita. Va bene che le condizioni di gioco durante questa prima settimana non le hanno aiutate. Va bene tutto. Però...L’occasione era troppo ghiotta. Soprattutto per Venus. Con la Henin fuori dai giochi si erano aperti spiragli impensabili fino a poche settimane fa. E invece le sorellone perdono due partite quasi in fotocopia, guarda caso nello stesso giorno, contro due giocatrici ampiamente alla loro portata, anche sulla terra. Testa già a Wimbledon?
Wawrinka
I puristi stavano già leccandosi i baffi, in attesa di un suo quarto di finale contro l’illustre connazionale. E invece Stanislao che ti combina? Passa in scioltezza i primi due turni contro giocatori niente male come Kohlschreiber e Cilic, vola due set a zero contro “mano de piedra” Gonzalez e quando sembra ormai involarsi verso la gloria degli ottavi si imballa in un 4-6 periodico. A casa. Pensavo potesse essere questo il torneo del definitivo salto di qualità del secondo svizzero. Rimandato a settembre (Us Open), visto che non mi aspetto grandi exploit da lui a Wimbledon.
Davydenko
Insieme alle Williams, la più grande delusione di questa prima settimana. Aveva un tabellone da sogno almeno fino ai quarti (dove avrebbe incontrato Ferrer o Stepanek) e invece s’è schiantato in ottavi contro Ljubicic perdendo una partita già vinta. E dando soprattutto un’impressione di impotenza di fronte ad un banale cambio di strategia da parte dell’avversario. Una stagione sulla terra davvero disastrosa.
Gli italiani
Qualcuno storcerà la bocca vedendo inseriti i nostri eroi tra i “cattivi”. Però cominciano ad essere veramente troppe le occasioni sprecate dai nostri. Seppi è stato sfortunato pescando Ancic vero, ma se non lo si batte (o contrasta quantomeno) sulla terra, allora dove? E invece niente. Tre set a zero (6-2 7-6 6-2) e a casa. Eppure il nostro era in forma, reduce da un grande torneo di Amburgo. Delusione. Starace anche non ha avuto fortuna, trovando subito l’ostico Andreev. Ma lo stesso russo è uscito subito dopo di fronte all’americano Ginepri, non certo uno specialista del rosso. E comunque due giocatori contro i quali un Potito in forma avrebbe potuto dire la sua. Male. Ed eccoci a Bolelli. Come giudicare il torneo del ragazzo di Budrio? Buono dal punto di vista del gioco e dei progressi mostrati. Questo è innegabile. Però manca ancora l’istinto del killer. Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte uno Llodra per entrare negli ottavi di uno Slam. E pur giocando bene il nostro giocatore forse avrebbe potuto e dovuto far di più. Insomma, il lettone Gulbis ha appena dato tre set a zero allo stesso avversario. Purtroppo si ha l’impressione che troppo spesso il nostro ricada negli stessi errori (contro Davydenko a Miami, contro Roddick a Roma ed ora contro Llodra). Per fortuna il ragazzo è in ottime mani. Coach Pistolesi sta facendo un eccellente lavoro e sono certo che torneremo a parlare di Bolelli raccontandone i successi. Le nostra ragazze hanno giocato un torneo contraddittorio. Brava la Knapp che ha vinto le partite che doveva vincere, arrivando ad impegnare almeno per un set la favorita numero uno Sharapova. Non giudicabile la Schiavone, sconfitta si nettamente al terzo turno dalla Azarenka, ma con l’alibi di un infortunio che ne ha limitato le possibilità. Bene e male la Pennetta. Siamo alle solite: come si può un giorno dominare contro Venus Williams e il giorno dopo prenderle di santa ragione dalla Suarez-Navarro? Sinceramente non se ne può più di queste occasioni gettate al vento. Possibile che una giocatrice esperta come Flavia abbia sottovalutato l’impegno? Possibile che non abbia trovato il modo di far valere la sua maggiore esperienza? Possibile gettare un’occasione del genere, forse irripetibile? Purtroppo ancora una volta siamo costretti ripetere (e ripeterci) le stesse domande. Speriamo sia anche l’ultima.
Eurosport
Il mio primo pensiero va a Lomonaco, Ferrero e Cazzaniga. Poveracci, non vorrei essere nei loro panni. Loro, senza colpe, quasi costretti a scusarsi per una programmazione incomprensibile. Cercando di giustificare e spiegare un qualcosa che loro per primi non capiscono. Per noi italiani poi una beffa dopo l’altra: Bolelli-Del Potro in diretta su Eurosport Francia e non in Italia. Senza contare l’incredibile trasmissione di un insipido Nadal-Nieminem con in contemporanea sullo Chatrier il combattuto match tra Llodra e Bolelli. Un appello: Sky, se ci sei batti un colpo!
Enzo Cherici