Contravvenendo al detto "No cheers in the press box" in sala stampa non c'è stato un solo giornalista dispiaciuto per l'eliminazione della Sharapova. Rino Tommasi
PARIGI - C’è un bel libro negli Stati Uniti, che recita nel titolo “No Cheers in the Press Box !” Esprime un concetto che dovrebbe essere vangelo per ogni giornalista sportivo ma che invece viene disatteso ogni domenica, almeno nei nostri stadi di calcio. Insomma è un invito a non fare il tifo in tribuna stampa.
Tra l’altro il tennis , essendo sport individuale, non dovrebbe essere contaminato da simili debolezze.
Ebbene oggi pomeriggio mentre Maria Sharapova stava tradendo il suo talento e si faceva battere da Dinara Safina, la sorella di Marat Safin, non c’era un giornalista, in tribuna o in sala stampa, che non esprimesse il proprio compiacimento per quello che stava accadendo sul campo Suzanne Lenglen.
Dopo avere sciupato due set point nel primo set ed annullato un match point sul 3 a 5 del secondo, la Safina ha vinto il successivo tie-break e dal 2 pari del terzo set ha incassato gli errori di una Sharapova ormai allo sbando.
Ci sarà una ragione se una bella ragazza come la Sharapova, accolta come una benedizione per il tennis femminile quando ha vinto Wimbledon a 17 anni, si è via, via alienata le simpatie degli addetti ai lavori malgrado altri due titoli dello Slam, l’ultimo nel gennaio scorso in Australia, ed il numero uno in classifica.
Non credo basti la presenza fastidiosa di un padre travestito da allenatore a spiegare tutto questo.
Anche oggi, all’uscita dal campo, la Sharapova ha respinto con un gesto sprezzante l’innocente richiesta di un autografo. E’ vero che è difficile imparare a perdere, soprattutto per chi ha vinto molto, ma la Sharapova è spesso riuscita ad essere antipatica anche nelle giornate per lei più fortunate.
In semifinale, in una sezione del tabellone presidiata da cinque giocatrici russe, la Safina troverà Elena Dementieva che ha battuto in tre set la connazionale Vera Zvonareva.
Nel singolare maschile Roger Federer, dopo la brillante prestazione offerta contro Mario Ancic, è stato meno convincente quando oggi ha battuto in tre set il francese Julien Benneteau, in una partita che ha subito una interruzione per la pioggia subito dopo la conclusione del secondo set.
Nei quarti di finale Federer trova il cileno Fernando Gonzalez sua antica conoscenza e che ha battuto senza troppe difficoltà l’americano Robby Ginepri, non proprio uno specialista della terra battuta.
Il bilancio dei confronti diretti tra Federer e Gonzalez è di 10 vittorie ad una per il campione svizzero ma l’ultima sfida, al Masters dell’anno scorso, l’ha vinta Gonzalez. Non abbastanza per modificare un rapporto abbastanza consolidato.