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L'angolo di Rino Tommasi

Djokovic-Gulbis
spot per il tennis

I due hanno giocato fin qui la miglior partita di questo Roland Garros. Per Nadal,non sarà facile sconfiggere il serbo in semifinale. Rino Tommasi

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PARIGI - Nel giorno del suo ventiduesimo compleanno Rafael Nadal i regali li voleva solo ricevere, non era certo disposto a farli. Del resto non è nelle sue abitudini quella di lasciare ai suoi avversari qualche game più del necessario per cui a Nicolas Almagro è toccata la stessa quota che due giorni prima Nadal aveva concesso ad un altro suo connazionale, Fernando Verdasco, tre miseri games.

In totale sono 25 i games ceduti da Nadal nelle cinque partite che gli hanno permesso di raggiungere la semifinale, un numero che fa paura se solo si ricorda che anche il re del Roland Garros, Bjorn Borg, ne aveva ceduto uno di più quando nel 1978 stabilì il primato di 32 games perduti in tutto il torneo.

Comunque, pur rimanendo Nadal il favorito, non gli sarà facile uguagliare o battere alla fine il primato del campione svedese. A parte il solito Federer, che nella parte alta del tabellone dovrebbe comunque raggiungere la finale, Nadal troverà in semifinale un cliente particolarmente pericoloso oltre che caldissimo.

Novak Djokovic continua infatti a proporsi come l’unica possibile alternativa al duopolio che ha dominato il tennis nelle ultime stagioni.

In quella che è stata la migliore partita del torneo fino a questo momento Djokovic ha dovuto giocare il suo tennis migliore per tenere a bada quel campione annunciato che si è confermato il lettone Ernests Gulbis. Pur vincitore in tre set, Djokovic è dovuto rimanere in campo e lottare per 3 ore e 7 minuti.

Poiché oggi faceva freddo, molti giornalisti hanno preferito seguire questo incontro in sala stampa ma tutti i televisori, malgrado la contemporaneità dei due singolari maschili, erano sintonizzati con il Suzanne Lenglen anziché con il Philippe Chatrier , come è stato battezzato il campo centrale e dove Nadal stava strapazzando il povero Almagro.

L’incontro tra i due migliori rappresentanti delle classi 1987 (Djokovic) e 1988 (Gulbis) è stato un eccellente spot per uno sport come il tennis che qualcuno giudica in crisi. Gulbis faceva più gioco ed inevitabilmente sbagliava di più ma non si è mai fatto schiacciare. Inoltre i due giovanotti hanno giocato i loro colpi migliori nelle fasi più delicate ed importanti, segno indiscutibile di grande qualità tecnica e nervosa.

Nel singolare femminile ci sono state le prosecuzioni dei due incontri sospesi per oscurità la sera prima. Scontata la vittoria della Kuznetsova, che molti considerano la favorita del torneo, sulla Azarenka, una mezza sorpresa la vittoria della estone Kanepi sulla ceka Kvitova.

Secondo pronostico si sono qualificate per la semifinale nella parte bassa del tabellone le due giocatrici serbe che incalzano la Sharapova nella classifica mondiale e che probabilmente la supereranno molto presto.

Anna Ivanovic, finalista qui l’anno scorso, non si è fatta intrappolare dalle subdole ed intelligenti traiettorie della svizzera Schnyder, la Jankovic, la vincitrice del Foro Italico, ha ridimensionato la spagnola Suarez Navarro, che aveva eliminato la nostra Pennetta.
 

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