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Comunque vada
sarà un successo

Il portavoce di Nadal e Djokovic, Benito Perez Barbadillo, ci svela come riesce a destreggiarsi tra 2 personalità molto diverse. Il segreto? “Sono due persone intelligenti”.
Giorgio Spalluto

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intervista tratta dal mensile "0-15"

Benito, sono ormai molti anni che frequenti il circuito Atp; molti non sanno, però, che prima non ti occupavi di tennis. Vuoi ripercorrere la tua carriera? Come è nato il tuo amore per il tennis?
Ho cominciato a lavorare nella mia Jerez de la Frontiera, che fino a qualche anno fa ospitava un Gran Premio di Formula 1. Il mondo della Formula 1 mi ha insegnato molto per quello che riguarda l'organizzazione di un evento, soprattutto a livello di comunicazione. Come allora, anche oggi il circo della Formula 1 è all'avanguardia da questo punto di vista. Da Jerez, dove si corre anche un importantissimo Gran Premio di Motociclismo, sono stato ingaggiato dall'Atp come Comunication Manager e ho fatto molte cose a livello di comunicazione. Sono molto orgoglioso di essermi inventato lo "Stars Program" dell'Atp; mi resi conto quando entrai in questo mondo che l'Atp non aveva alcun controllo sui giocatori e su quello che dovevano fare. Ci si occupava solo delle interviste post partita. Io pensavo, invece, che i giocatori dovessero fare di più e ci siamo appunto inventati questo "Stars Program" che adesso permette alla stampa, agli sponsor ed a tutti di essere più vicini ai giocatori, a partire dalle interviste programmate ed tante altre cose che sono riuscito a fare, anche con l'aiuto di Nicola Arzani. Quando poi ho cominciato ad avere qualche problema con l'Atp, ho pensato di mettermi in proprio. Essendo stato sempre molto vicino ai giocatori (perché è fondamentale riuscire a capirli affinchè abbiano anche un buon rapporto con i media) ho intrapreso questa nuova attività, al fianco prima di Rafa e poi di Nole.

Come fai a conciliare gli interessi del numero 2 e del numero 3 del mondo? Non ci sono precedenti in altri sport. Ci spieghi il segreto?
Rafa e Novak sono 2 persone intelligenti. Se uno dei 2 non fosse intelligente, avrei qualche problema. Sanno che io lavoro per il loro meglio, per promuovere la loro immagine nel miglior modo possibile. Sanno che se devono fare qualcosa insieme, non è dovuto alla mia presenza, ma è una cosa che conviene a tutti e due. Un esempio è quel servizio che abbiamo fatto a MonteCarlo. Se invece devono fare qualcosa di diverso, sanno bene che io mi devo dividere e devono essere intelligenti per capire che le cose vanno fatte in maniera professionale. Sicuramente non potrei fare le stesse cose con il numero 1, il numero 2 ed il numero 3. Questo sì che sarebbe impossibile. Questo perché i mercati sono diversi. Se anche venisse fuori un numero uno spagnolo, non potrei lavorare con lui e con Rafa perché il mercato e le strategie sarebbero molto simili e ci sarebbe un conflitto di interessi. E' diverso il discorso tra il numero 2 ed il numero 3 perché vengono da 2 paesi molto diversi, e sono anche molto diversi tra loro. Essendo due personaggi così differenti riesco ad occuparmene. Non so per quanto, però…….

Ormai solo pochi punti separano in classifica Nole da Rafa. Secondo te Nadal comincia a sentire la pressione anche se dissimula bene questo problema?
Rafa sa benissimo già dall'anno scorso che Djokovic è un vero campione, lo sa benissimo…ma Rafa deve fare il suo gioco, Novak il suo e Roger lo stesso. E poi vedremo chi la spunterà. Quello che è certo è che sarà una stagione bellissima. C'è stato un episodio divertente a proposito del fatto che la settimana di Barcellona Rafa aveva superato Novak nell'Atp Race; ero in macchina con Novak e stavo andando a cena quando mi ha chiamato Rafa; mentre stavamo parlando di questi problemi con l'Atp relativi al calendario, gli ho detto che ero con Novak che lo salutava, e lui ha ricambiato i saluti aggiungendo che lo aveva appena superato nella Race, grazie alla finale di Barcellona. Subito dopo a Roma Novak ha di nuovo sorpassato Rafa.

Come sono i loro rapporti? Si sentono spesso o sei sempre tu a fare da tramite?
Non si sentono spesso. Adesso si parlano un po'di più per i vari problemi che ci sono con l'Atp. Non si conoscono da tanto e sicuramente la lingua non li aiuta perché Rafa non parla molto bene né l'italiano né l'inglese. E' vero che tramite me cominciano a conoscersi un po' di più, perché io racconto ad entrambi quel poco che posso raccontare dell'altro; d'altronde devo sempre stare molto attento a non espormi troppo.

Evidentemente entrambi i "clan" hanno un'enorme fiducia in te. Si parla sempre di quello di Djokovic come un clan molto presente, quasi invadente. Secondo te come mai la famiglia Djokovic è così criticata?
Sicuramente c'è una grossa differenza tra le 2 famiglie. Quella di Rafa è molto riservata, non rilascia mai un'intervista. La diversità dei giocatori si riflette su quella delle famiglie. La cosa che hanno in comune i 2 giocatori è che sono intelligenti, sia Novak che Rafa. Effettivamente la famiglia di Novak è più presente a tutti i livelli. C'è una società che ha fondato il padre e che si chiama "Family Sport" che ti fa capire come tutta la loro vita giri intorno a Novak. Fanno un vero e proprio business intorno a lui. Pensa alla Tennis Academy che stanno mettendo su. Adesso fanno tutt'altro rispetto a quello che facevano prima che Novak diventasse un grande campione. Sono scelte di vita che vanno rispettate. Le critiche sono forse dovute al fatto che si fanno sentire molto quando fanno il tifo. Effettivamente è una cosa che non si vede spesso. Già al Roland Garros dello scorso anno, li avevo avvisati che indossando i colori della loro bandiera, sarebbero stati criticati. Era sicuramente una cosa nuova per il tennis. In realtà sono stato io dare loro questa idea. Forse non avrei dovuto… (ride)

Qual è la notizia più falsa che ti è toccato smentire riguardo i tuoi assistiti?
La nostra linea è quella di non smentire mai, perché entri in un gioco molto pericoloso. E' vero che quest'anno sono dovuto intervenire, subito dopo Miami, per la storia che era uscita sui giornali di Rafa con la ragazza danese (la Wozniacki, ndr). L'ho chiamata per capire cosa aveva detto, perché a volte non sai mai quello che è potuto succedere. Lei mi ha detto subito di essere molto dispiaciuta per l'accaduto, perché anche lei ha un fidanzato. Ricordo, poi, anche le polemiche per le affermazioni di Toni Nadal sul piede di Rafa, affermazioni che sono state equivocate. In quel caso non ho dovuto smentire, ma chiarire.

Dici sempre che bisogna conoscere bene lo zio Toni per interpretarne le dichiarazioni. In quella intervista a cui fai riferimento, sembrava proprio che la carriera di Nadal fosse in pericolo.
Effettivamente Nadal ha avuto dei problemi, ma ormai ha imparato a convivere con essi, altrimenti non sarebbe quel campione che è oggi. Ha avuto un problema al piede a cui si è dovuto, gioco forza, adattare. A Toni piacerebbe che lui si allenasse in una certa maniera ma sa che così facendo, Rafa rischierebbe di farsi male. Adesso che sa come stanno le cose, si sono adeguati e va bene così, visti i risultati che Rafa ha conseguito negli ultimi 2 anni. E' chiaro che la stampa è interessata a cercare qualcosa che faccia discutere ed ha travisato il significato delle parole di Toni, che ho dovuto chiarire.

Come si è evoluto il rapporto tra Toni e Rafa negli ultimi anni? C'è sempre la stessa fiducia incondizionata di Rafa nei confronti dello zio?
Assolutamente sì. Non è cambiato nulla. Sono sempre molto affiatati e secondo me non si separeranno mai. Anche se nella vita non si sa mai. Ho letto anche di Roig, nuovo coach di Rafa, quando invece sono 3 anni che viene con noi negli USA.

Rafa ha sempre detto di rimpiangere la finale di Wimbledon. Pensi che quella delusione lo abbia condizionato nella seconda parte della stagione scorsa, visto che non è riuscito a cogliere gli stessi risultati della prima parte.
E' vero che non ha vinto grandi tornei, ma ha fatto pur sempre un quarto di finale a Madrid contro Nalbandian e la finale a Bercy. Riguardo Wimbledon, effettivamente lui, che solitamente dopo un'ora ha gia dimenticato una sconfitta, ha fatto più fatica a riprendersi. Ricordo che avevamo un aereo alle 6 del mattino e dovevamo partire alle 3 da casa. Era effettivamente dispiaciuto ma abbiamo cenato tranquillamente con tutta la sua famiglia nel suo appartamento prima di partire per Manacor. Certo, era rattristato perché aveva avuto l'opportunità di coronare il suo grande sogno di vincere Wimbledon, ma questo non lo ha così condizionato nel prosieguo della stagione. E' vero che quest'anno voleva fortemente un titolo, che finalmente è arrivato a Monte Carlo. Era molto giù dopo la finale di Miami, ma è tutto è finito lì. Da questo punto di vista è una persona molto in gamba. E' molto intelligente.

A proposito di Miami, Djokovic ha perso una grossa occasione per avvicinare i primi 2 in classifica, perdendo al primo turno. Come ha reagito a quella clamorosa sconfitta?
L'ha presa molto bene. Anzi, penso che gli si sia servita di lezione e abbia imparato che nel tennis non ti puoi mai rilassare. Non è come il calcio, dove se indossi la maglia del Real Madrid sei già avanti di un gol. In questo sport c'è sempre un avversario che ti può battere, se non sei concentrato e non sei al 100%.

Insomma, mi sembra di capire che il ragazzo reagisca bene alle sconfitte e faccia presto ad imparare la lezione.
Ti dico che dopo la sconfitta con Anderson è andato a nuotare con i delfini nel parco acquatico con la famiglia. Poi ha preso l'aereo ed è andato a Milano dalla sua ragazza. E poi è andato in Serbia per il discorso del Kosovo. E' un tipo molto tranquillo, che sa perdere.

Come vive questi problemi che il suo paese sta attraversando?
Lui preferisce essere al margine della politica a livello nazionale. Poi, quando gli toccano fibre sensibili come il Kosovo, non ha paura di parlare e non si tira certo indietro.

Parliamo di politica, questa volta sportiva. Cosa ne pensi delle ultime dichiarazioni di Rafa in cui si è scagliato contro l'Atp. Non siamo abituati a vedere un tipo come lui, sempre molto pacato, prendersela così tanto. Non è un po' strano che il numero 2 del mondo non venga ascoltato da un'associazione che dovrebbe difenderlo?
Rafa ha già detto chiaramente quello che pensa. Io non posso parlare dell'Atp perché ho tantissimi amici che vi lavorano e che fanno un lavoro straordinario. Ci sono dei professionisti veramente eccezionali che lavorano nei tornei, al fianco dei giocatori. Dei vertici preferisco non parlare. Bisognerebbe chiedere a loro il perché non lo ascoltano.

Dopo il ritiro a Roma di Rafa, non vi siete pentiti della scelta di andare a Barcellona? Era giusto rischiare di compromettere la stagione sul rosso per difendere i 300 punti del torneo catalano?
Il problema non è aver giocato Barcellona, bensì il fatto che si tratta di 4 tornei di fila. Cosa faresti se tu, italiano, fossi Rafa Nadal e dovessi giocare 3 Master Series (Monte Carlo, uno in Spagna ed Amburgo) ed un torneo italiano, non così importante come quello di Roma, ma del livello di quello che è oggi Barcellona? Non giocheresti in Italia? Certo, lui poteva non giocare a Barcellona ma nella città catalana si gioca un torneo importantissimo nella storia del tennis, che vale anche tantissimi punti, ma il problema non è rappresentato dai punti. L'Atp non si può permettere di dire che Rafa poteva anche non giocare a Barcellona. Non ha senso.

Avrai visto il numero impressionante di ritiri (ben 16 tra Monte Carlo, Barcellona e Roma). E' sempre colpa del calendario?
Guarda, del calendario si è sempre discusso. I giocatori si sono sempre lamentati, in particolar modo di questa parte del calendario. Il vero problema, infatti, è rappresentato dal fatto che è sempre la stagione sul rosso ad essere la più tartassata. Quest'anno è stata ridotta di una settimana per le Olimpiadi e, soprattutto, per la Ncaa americana. Perché deve essere danneggiata sempre questa parte del calendario, e non altre? Questa è la domanda che si fanno in tanti.

E Barbadillo cosa cambierebbe del calendario? In generale, quali sono le cose che ti piacerebbe cambiare se fossi a capo dell'Atp?
Il giorno che mi daranno questa opportunità, lo vedrai. In questo momento preferisco non dare molte idee alla gente.

Cosa ne pensi del progressivo rallentamento delle superfici? Qualcuno pensa addirittura che venga fatto per favorire Rafa. Secondo te c'è una direttiva dall'alto in questo senso?
Innanzitutto non penso che venga fatto per favorire Rafa, che, invece, si lamenta delle palle che cambiano da torneo a torneo. Anche questa è una questione di cui si è sempre discusso. Sul discorso delle superfici, penso, come te, che questa sia una decisione presa dei vertici, per favorire lo spettacolo, e non un giocatore in particolare.

Qual è, se c'è, il torneo preferito da Barbadillo? Soprattutto per quello che riguarda il tuo lavoro?
A me piacciono tutti. Ci sono, però, 2 tornei che non mi sono mai perso in questi 13 anni di attività nel mondo del tennis: Monte Carlo e Roma. Quest'anno per la prima volta non sono andato a Barcellona, perché anch'io ho una famiglia…. Come vedi, anche io sono vittima del calendario (ride). Mi è dispiaciuto moltissimo saltarlo, per la prima volta. E poi c'è Madrid che comunque è un torneo molto giovane e che ha minore tradizione.

Infine, Federer sarà ancora il numero 1 a fine anno? O Barbadillo sarà il portavoce del prossimo leader?
Guarda che io sono il leader della Race da un anno e mezzo con i punti che prendo con tutti e due. E' una domanda molto difficile. Penso che sarà un anno bellissimo da questo punto di vista. Forse quello che ha meno chance è Rafa, però sono tutti lì. Dipenderà molto da quello che succede al Roland Garros. Sarà una lotta bellissima e penso che Novak abbia grosse chance di essere presto il numero 1.
 

Giorgio Spalluto

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