Ubitennis
Intervista Roland Garros

Rafael Nadal 6.06

Traduzione a cura di Alessandro Mastroluca

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R. NADAL b. N. Djokovic 6-4 6-2 7-6


D. E' sembrato che in alcuni momenti il pubblico sia stato fin troppo calmo, quasi che non credessero al livello di gioco cui stavano assistendo, ai colpi che stavi giocando. Hai avuto anche tu la stessa impressione?

R. No, non ci ho pensato. Devi pensare ad un sacco di cose durante la partita. Sono concentrato solo sul mio gioco. Il livello dei primi due set oggi è stato molto buono. Quasi perfetto. Perciò posso essere felice di come ho giocato. Il mio miglior match finora, no?

D. Potresti essere in forma ancora migliore avvicinandoti ad un'altra finale al Roland Garros?

R. Cosa?

D. E' possibile essere in una condizione migliore di quella che hai tu ad esso in vista della finale?

R. Beh, meglio dei primi due set di oggi, è difficile, no? Perchè ho giocato molto bene. Puoi sempre giocare meglio, ma oggi sentivo molto bene la palla sia col dritto che col rovescio. Cambiavo sempre direzione col dritto. Sono entrato più dentro il campo rispetto al solito. L'ho già detto, no? Oggi sono molto contento. Perchè è difficile giocare così contro uno come Djokovic, no?

D. Quando sei andato avanti 3-0 al terzo, è stato difficile mantenere alta la concentrazione?

R. No. Ho giocato un game molto brutto sul 3-0. Ho giocato un game terribile. Era un game decisivo? Probabilmente sono diventato un po' nervoso, perchè se fossi andato 4-0 avrei praticamente vinto. Ho fatto degli errori, sul 3-2 15-40 ho salvato il game salendo 4-2. Il momento più importante è stato sul 5-3 15-30, no? Perchè sapevo che dovevo vincere quel game di rispos ta, perchè dopo sarei andato a servire contro vento. Djokovic risponde bene e stava giocando meglio, e sul 5-4 la partita sarebbe diventata parecchio dura, no? Comunque, sono salito 30-15. Ha messo un dritto sulla riga. Poi ho giocato un punto molto buono, ma alla fine ho giocato una palla corta pessima e mi ha brekkato. E poi ha avuto dei set point. E' stata dura mentalmente, perchè hai il match totalmente sotto controllo, e per qualche momento vedi che il match si complica. Però ero sempre due set sopra. Se voleva battermi, doveva giocare altri due set in qual modo, no?

D. Che ci dici del tiebreak? Perchè hai salvato il set point, hai agguantato il tiebreak e sei partito forte, giocando incredibilmente bene. Dicci della tua mentalità all'inizio del tiebreak.

D. Analizzo un po' la situazione, no? Stavo pensando, per quale ragione stavo giocando così incredibilmente bene all'inizio? Beh, due set a zer o, 3-0 e avere sempre il controllo del punto. Ma è stato lui ad avere il controllo del punto negli ultimi game del terzo set. Pensavo a questo, e ho preso la decisione. Devo guadagnare campo. Devo entrare di più. Perchè lui era più dentro il campo rispetto a me in quel momento. Provo a venire avanti. Prima del tiebreak penso, che vinca o perda il tiebreak, devo fare queste cose, no? E le cose sono andate bene oggi. Ho giocato ottimi dritti.

D. Hai notato Borg tra il pubblico dietro la riga di fondo? Qualche reazione nell'averlo tra il pubblico?

R. No. Oggi non vedevo nessuno.

D. Se Federer vince, lo affronterai ancora. L'hai battuto otto volte su nove sulla terra, tre di fila qui. Hai mai pensato di dover fare degli aggiustamenti al tuo gioco contro di lui sulla terra?
 

R. Giocare contro Federer è sempre speciale, no? E' un'atmosfera diversa. La tattica, beh, è sempre leggermente diversa. Ma cer co comunque di fare il mio gioco. So che contro di lui devo giocare il mio miglior tennis. Altrimenti non riuscirei mai a batterlo. Devo solo provare a fare del mio meglio. Questa è la tattica migliore: giocare benissimo.

D. Sul match point, quel diritto, sapevi che dovevi tirarne uno particolarmente potente?

R. Cosa?

D. Il set point contro di te, il tuo diritto.
 

D. Sì, mi ricordo.

D. Sentivi di dover giocare un vincente?

R. La verità? Non pensavo di giocare il vincente. La palla era vincente, ma lui ha risposto, una risposta abbastanza veloce, e ho tirato una palla veloce. Ma non pensavo al vincente prima di toccare la palla? Volevo tirare un colpo forte ma sicuro.

D. Sicuro?

R. Era sicuro. Sì, è stato un vincente, ma era dentro di due metri.

D. Pensi che questo campo sia un po' come casa tua?

R. Beh, è un campo speciale per me, no? Ho ricordi incredibil i in questo campo. E' sempre un sentimento speciale giocare qui. Quando il campo è pieno fa un grande effetto. E' una grande emozione per me tornare qui ogni anno. Ringrazio di cuore tutti, perchè il pubblico è sempre molto rispettoso verso di me. Perciò grazie all'organizzazione, a tutti.

D. pensi che non puoi perdere su questo campo?

R. Penso che posso perdere ogni volta che entro su questo campo, perciò...

D. Quando è stata l'ultima volta che sei diventato davvero nervoso qui? Non appena nervoso, ma quando stavi giocando male e ti sei sentito molto nervoso quando dovevi mantenere il controllo di te stesso.

R. (in spagnolo) Sto pensando. Beh, un po' contro Mathieu nel primo set, forse era il 2006. Contro Grosjean con il problema del pubblico, penso nel 2005. Un set pari, break sopra, tutto sotto controllo e dopo diventò difficile. Non più poi, credo (ride).

D. E' quasi una routine per te arrivare in finale qui. Avevi un po' di paura con Djokovic, dato che agli Australian Open aveva giocato molto bene?
 

R. Spero che diventi una routine. le cose sarebbero più facili per me, ma non del tutto. Sono molto felice di aver raggiunto la finale. Ho giocato un gran torneo, e sto facendo tutto il possibile per vincere. Questa sarebbe la mia quarta vittoria consecutiva qui, e sarebbe meraviglioso. Forse il match di oggi si è rivelato più facile di quanto mi aspettassi, perchè non mi attendevo di giocare a questo livello. Mi aspettavo che sarebbe stata una partita più difficile per me. Ma dominavo il gioco sul campo. Potevo spedire la palla dovunque volessi. Dominavo sia col dritto che col rovescio, e non dovevo pensare che potevo commettere degli errori. Questa è stata la chiave. E poi Djokovic, sai, è un grande giocatore, ma il suo tennis non era efficace come prima. perciò le cose s ono diventate più difficili per lui. Malgrado il break in mio favore, ogni volta che ha avuto un'opportunità l'ha presa.

D. Dopo quello che è successo oggi, non hai dubbi che ci sarà una finale Nadal-Federer?

R. Vedremo. Vedremo. Ci vorrà un giorno e mezzo. Sarà un match diverso. Proverò ad affrontare la storia. Anche se sei perfetto, devi aspettare e vedere cosa succede.

D. Nel terzo set hai detto che hai un po' rallentato, il tuo livello probabilmente stava un po' scendendo.

R. No, no, ho solo giocato un brutto game.

D. Forse è perchè non hai giocato come volevi e come stavi giocando nel secondo set, ma non pensi che lui stava facendo tutto il possibile per prendere la sua ultima chance?

R. Oggi giocavo contro uno che era stato il miglior giocatore finora quest'anno. Questa è la verità. Perciò, se perdi un attimo la concentrazio ne eccco cosa succede. Di botto ho iniziato a non giocare bene, e mi veniva da pensare. Aveva perso due set. Io ho iniziato a servire contro vento, e ho mantenuto il servizio per andare 3 pari. Sul 5-3 15-30 ho risposto col vento contro. Contro uno come lui, che ribatte molto bene, sapevo che avrebbe potuto brekkare sul 5-4. Non ho giocato davvero male, ma lui ha giocato un po' meglio a quel punto.

D. Hai avuto tempo di vedere altri match durante il torneo? Hai avuto tempo di vedere qualche partita di Roger? Hai avuto modo di analizzarli? Sei rimasto colpito da qualcosa? Pensi che abbia migliorato il suo gioco rispetto ai dubbi che aveva ad inizio stagione?
 

R. No. Beh, sai, io non guardo molto tennis. Mi piace guardare qualche partita ma non guardo tutto quello che fa Roger. Mi piace giocare contro di lui perchè p meraviglioso, ma non ho analizzato i suoi match. Per essere onesti con voi, non l'ho visto molto giocare. Forse una partita. Sì, contro Benneteau. E' quella l'unica che ho visto. E che altro posso dire? Sai, penso che gioca molto bene, ma quando dite che non stava giocando bene, io non sono d'accordo. Okay. Aveva qualche problema, ha sofferto di mononucleosi, ed è abbastanza umano perdere una partita. Ha perso da Fish, da Stepanek e da Djokovic in semifinale agli Australian Open. Ma per il resto, voglio dire, ha raggiunto un livello altissimo in ogni torneo che ha giocato. Questo torneo non è stato straordinario. Ha avuto delle difficoltà in alcuni match, particolarmente con Radek. E questo dimostra che le cose possono essere difficili per tutti. Anche per Federer. Ma penso che non gioca un brutto match da molti mesi. E' stato molto solido nei match che ha giocato qui, ma è anche vero che non ha avuto incontri difficili.

D. Per te qual è il pericolo maggiore nel match durante la finale? E secondo, qual è stata la partita più dura cont ro Federer?
 

R. Beh, il grande problema quando giochi una finale è il tuo avversario. Se gioco contro Federer, so che è il peggior avversario contro cui puoi giocare perchè, beh, è stato mio avversario per tre volte di fila, ma è sempre l'avversario più difficile da battere. Venendo alla seconda domanda, il match più duro è stato a Roma nel 2006.

D. Oggi c'era molto vento sul campo?

R. Sì, più degli altri giorni. Sai, a volte il vento crea dei vortici sul centrale, ed è difficile giocare. E' stato questo il caso, oggi. Ad un certo punto...

D. Penso che fossi quasi disperato, la stessa cosa era già avvenuta contro Almagro l'altro giorno.

R. Almagro? No, non c'era vento.

D. Allora mi sbaglio io. Ma è perchè giochi un grannumero di match su questo campo, o è per via del modo in cui colpisci la palla?

R. No, non penso che abbia niente a che fare col modo in cui colpisco la palla. Perchè, per come colpisco, è più facile colpire palle più piatte contro il vento, così è più facile dare spin alla palla. Sai, ci sono altri giocatori, come Agassi, che sapevano giocare molto bene contro vento. Loro colpiscono la palla con molta potenza e un gran movimento di polso.

D. E' il quarto anno consecutivo che sei qui e siedi dietro quella scrivania. Ti senti più nervoso di prima?

R. No, sto bene. Sono sempre stato calmo e tranquillo finora, e penso che niente sia cambiato, no? La sola cosa che è cambiata è che ho tre anni di più. Ho 22 anni. Non sono più una giovane promessa. Non sono più un giocatore promettente. Per il resto, è grosso modo la stessa cosa. un po' nervoso prima della finale, come sempre, perchè una finale è sempre una partita importante da giocare.

D. Toni ha detto che era pronto ad accettare una sconfitta oggi. Ha detto che sarebbe andato al mare.

R. Sì, sta tornando a Mallorca, mentre io giocherò al Queen's e Wimbledon. Toni va a giocare sulla spiaggia ognivolta che vuole; ma quando io entro sul campo, voglio vincere. Non voglio perdere, anche se tutto può succedere, e so che potrebbe essere un match lottato. Non voglio pensare alla sconfitta, ma accetto il fatto che possa esserci.

D. Tornando alla partita di oggi, hai servito molto bene. A volte puntavi sui punti deboli di Djokovic, ma il tuo servizio c'era sempre quando ne avevi bisogno?
 

R. Sì, assolutamente. Il mio servizio è stato molto utile. Gli ho servito in pancia un paio di volte. Sai, Djokovic è bravo a rispondere, perciò devi variare molto i tuoi colpi. Se gli servi sempre nello stesso modo, si abitua e poi risponde forte. Ma ero anche disturbato dal vento.

D. Perciò, dato l'avversario, qual è stato il piacere che hai ricavato giocando contro di lui?

R. Ero molto concentrato su di me. Sapevo che stavo giocando ad un livello molto alto, e sapevo che anche se riuscivo a mantenere quel livello, l'altro avrebbe comunque potuto vincere. Ma sapevo anche che nsarebbe stato difficile per lui rientrare se avessi continuato a giocare come stavo facendo a quel punto. Ma divertimento? No, in realtà no. Sapevo che stavo giocando bene ed ero felice. Se vuoi chiamarlo piacere, allora sì, okay. Ma tenendo conto che devi sempre essere pronto per il colpo successivo, ero molto concentrato. Volevo restare concentrato. Volevo entrare più dentro il campo. Eccetto in un momento del terzo set quando ho smesso di farlo, ma la mia ossessione era servire forte.

D. Toni ha detto che non avresti modificato la tua tattica contro Djokovic, perchè finora aveva funzionato abbastanza bene. Ora aspe tti di affrontare Federer. E' probabille che non avrai intenzione di cambiare niente della tua tattica.
 

R. Beh, il tennis è uno sport facile. Non hai bisogno di cambiare niente se fai le cose bene. Tutto quello che ti serve è continuare a giocare bene. Se inizio a venire a rete e giocare le volée, okay. Ma se riesco a servire sulle righe e usare il servizio per i miei colpi da fondo, va tutto bene. Non inventerò niente di nuovo per la finale. Le cose vanno bene o non vanno bene. Vanno bene quando tu fai quello che sai come fare. A volte modifichi le tattiche, aggiusto i tuoi passanti o il rovescio, ma questi sono aggiustamenti minori. Di base il tennis è uno sport molto facile.

UBS:  Il giorno prima della finale è diverso dagli altri? Ad esempio, cenerai in un risptorante? Sarai preoccupato stasera pensando che domenica dovrai giocare la finale? Mangerai qualcosa di particolare per stare in forma domenica? Sei molto rilassat o? Sei più attento che negli altri giorni?

R. no, no, come gli altri giorni. Se mangi qualcosa e hai difficoltà a digerirla, beh, non va per niente bene. Non penso di cambiare alcunchè. Sicuramente, non inizierò a mangiare cose pericolose (ride). Ad esempio, non mangerò niente che potrebbe causarmi problemi digestivi. Se mi dai qualcosa da mangiare e domani non mi sento bene, credimi, sei nei guai. Inizia a correre veloce. (ride).
 

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