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Il tennis visto in Tv

Rossi e Lo Monaco sempre più
affiatati per una finale in tono minore

All'inizio del match, i telecronisti puntano su una vittoria di Safina, ma devono arrendersi alla pessima giornata della russa. Buona anche l'ultima di Barbara da Parigi. Marcos

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Lo Monaco/Rossi – Ivanovic/Safina

“S’è ingobbita tutta su questo colpo: parità”

Poco prima della finale femminile, Wilander, Barbara Rossi ed, in una certa misura, anche Lo Monaco puntano sulla vittoria della russa, che si presenta il campo con il completino che l’ha accompagnata sino ad oggi: bianco, con banda larga azzurra, ad orlarle la gonna. Una bella treccia non vuole berrettini, visierine, bandane o quant’altro. La serba, invece, avvolta nel rosso pastello della sua veste, porta una visierina bianca, a protezione degli sguardi in una giornata poco assolata. Rossi avverte che la campionessa in carica, Justine, siede in prima fila con giacca rossa. Ilie Nastase saluta la telecamera: camicia rossa garibaldina e cravatta gialla. De gustibus. Pietrangeli, elegantissimo, in giacca a quadrettini bianchi e blu, camicia azzurra e cravatta blu notte. Tiriac nel blu Lacoste e baffo sempre più azzimato. “Splendido rovescio in diagonale della Safina, che salva così una palla break”, inizia Jacopo. “Ivanovic deve stare attenta proprio alla diagonale rovescia”, avverte Barbara. Lo monaco chiude i primi due game quasi allo stesso modo: “E’ largo il dritto della russa: subito il break per Ana”. D’accordo. “E’ largo il rovescio della Safina: 2 a 0”. Non sono d’accordo: il rovescio russo è troppo stretto.

“Ivanovic non sapeva di esser diventata la numero uno. Tu ci credi, Barbara?”. “No!”. Nemmeno io. “Ana è molto migliorata negli spostamenti laterali: scivola bene sia a destra che a sinistra”, annota Rossi. A Sharapova fischiano le orecchie. Non solo scivola bene, ma risponde ancor meglio: Safina urla il suo disappunto verso l’angolo dei suoi. È sotto 4 a 1, pesante, come direbbe Rino. “Per ora, Ivanovic non ha sentito il peso dell’emozione: serve bene, risponde bene, si muove bene…Eccezionale questo dritto stretto della serba!”, Barbara s’emoziona. “Eh sì…ci vuole una gran mano!”, aggiunge Jacopo. Poco dopo, però, sbaglia un facile dritto d’attacco: la rivale recupera uno dei due break di svantaggio. 4 a 2, serve la russa. “Però. Questo è un colpo che Dinara ha migliorato molto”, senza scomporsi, Jacopo commenta un ottimo dritto, profondo ed incrociato. 4 a 3. Dopo un furibondo scambio, intervallato da una serie di colpi tagliati e finito con un approccio troppo lungo di Ivanovic, la serba trova uno stupendo lungolinea rovescio vincente: “Bello! Brava!! Bravissima!!!”. 4 pari: recuperati entrambi i break. La partita sembra riaprirsi. “Questo game fa male: era 4000 la Ivanovic. 5 punti consecutivi di Safina”.

Farà pure male, ma, replicando il pan per la focaccia, Ana chiude il nono game con un lungolinea rovescio vincente, stupendo quanto quello tirato in chiusura del game precedente dall’avversaria. 5 a 4 e servizio per lei. Molto divertente la pubblicità della BNParibas: durante un incontro del Roland Garros, qualcuno del pubblico si alza dagli spalti, scende in campo, allontana i campioni e prende il loro posto, iniziando a giocare un match festoso, tutti contro tutti, protagonisti gli spettatori. È il sogno di ciascuno di noi: per una volta, giocare nel centrale di Parigi, con le tribune piene. Ivanovic annulla una palla break assai pericolosa: “L’ha picchiata fortissimo col dritto a sventaglio!”, irrompe Lo Monaco. “Uela! Che punto!!”, s’eccita la collega. “Ed è il set point col dritto vincente tirato dal centro del campo!”, la segue Jacopo. Ana lo sprecherà: “Quel tipo di dritto a sventaglio va tirato al terzo colpo…non al settimo! Per questo motivo, ora, l’ha sbagliato”, spiega Jacopo, che, poco dopo, chiude il set. “Presa in contropiede, Safina non riesce a difendersi: 64 in quarantacinque minuti”.

Rossi spiega le ragioni delle difficoltà russe: “Per ora, il servizio di Safina non fa la differenza: la palla rimbalza sempre troppo vicina all’Ivanovic”. Sono le risposte serbe a far la differenza, per ora. Jacopo tocca la sua vetta odierna: “Il più bel punto del match! Prima in difesa una, poi l’altra, poi ancora la prima…due smash per la Safina, raccolti da Ivanovic e controcorta in diagonale meravigliosa!”. A questo spettacolo, Ana aggiunge un paio di risposte imprendibili. Break per lei: 2 a 1 e servizio. “Con un urlo, Safina cerca di allontanare la tensione e tiene il servizio: 3 a 2”. Più che in un urlo, Dinara si produce in una vera e propria sfuriata: se la prende col suo angolo, prima ancora che con se stessa. “Eilà!”. “Che bello!!”. “Gran dritto!!!”. I cronisti duettano alla perfezione, mentre Ana chiude un altro scambio con un diagonale definitivo. Il sesto è un gioco complicatissimo: tra ottime esecuzioni ed errori banali, la serba si porta sul 4 a 2, dopo una lunga serie di vantaggi. Lo chiude Barbara: “Safina non ha colto troppe occasioni: è molto tesa”. Pare anche a me.

Lo Monaco spiega bene gli effetti di tale tensione: “S’è ingobbita tutta su questo colpo: parità”. “Gioca bene e gioca male: oggi, non c’è continuità nel gioco della russa”, sentenzia Rossi. Dinara, comunque, trova il modo di avvicinarsi: 4 a 3, ma dopo un gioco interminabile, nel quale Ivanovic chiede conferma al giudice su una sua palla uscita di poco, applaude l’avversaria per un ottimo passante lungolinea di dritto e non approfitta di due doppifalli di Safina, sempre più nervosa. “Larga! 5 a 3 Ivanovic. Minispot”, che non parte. Ce ne faremo una ragione. “Beh!!”, sbotta Barbara, senza parole, di fronte ad un dritto spaventoso della serba. “Hai visto con quanto anticipo ha giocato questo dritto? Quasi non fa rimbalzare la palla!”, Jacopo è sinceramente ammirato. Anch’io! Col dritto, Ana riesce a colpire la palla in levare, come magistralmente mostrò di saper fare Davydenko, nella sua epica battaglia contro Nadal, a Roma, nel 2007. “Se ne va anche questo rovescio di Safina. 0040: tre match point!”, Jacopo avverte l’importanza del momento. Poi, chiude: “Ha steccato il rovescio, Ana, ma gli è rimasto dentro…e non ci arriva la Safina! 64 63. Un bell’abbraccio, tra le due…Primo Slam per Ana Ivanovic: il suo tennis è molto migliorato rispetto a quello mostrato a Roma. Bravissima!”

Non mi è piaciuta questa finale: Safina non è riuscita ad esprimere il suo tennis, frenata non solo dalle risposte della rivale, ma anche da un nervosismo, che non è mai riuscita a dominare. Titolo meritato da Ivanovic, che, oggi, forse perché mai messo in discussione l’esito del match, non ha ecceduto in pugnetti, sguardi di sfida, autoincitamenti ed urla lancinanti. È un gran bel periodo: festeggia la prima posizione nel ranking, alzando uno dei trofei più importanti. Complimenti!

Lo Monaco: 6 e mezzo

Rossi: 6 e mezzo

Ivanovic: 8

Safina: 4/5
 

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