Ubitennis
Roland Garros

Poker Nadal
Finale senza storia

"Imbarazzante", questo l'aggettivo che meglio descrive la superiorità di Rafa. Solo Vilas nella finale del '77 cedette meno giochi in finale (3). Scanagatta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

PARIGI _ Mai un n.1 del mondo aveva perso così nettamente una finale d’uno Slam. Rafa Nadal era il favorito della vigilia, ok, tutti pensavano che avrebbe uguagliato il record delle quattro vittorie consecutive di Bjorn Borg e perfino i giornalisti svizzeri erano assai poco ottimisti sulle possibilità del loro guerriero.

Ma il modo, davvero impressionante, in cui Rafa Nadal ha brutalizzato Roger Federer, lasciandogli appena quattro games e addirittura nessuno nel terzo set, 6-1,6-3,6-0, non l’aveva profetizzato quasi nessuno. Men che meno i due grandi svedesi Bjorn Borg e Mats Wilander, sbilanciatisi a favore di un exploit di Roger.

“E’ stato incredibile anche per me…alla fine non me la sono sentita nemmeno di esultare, dopo un 6-0 non c’era tanta tensione, e poi rispetto troppo Federer e tengo al nostro rapporto per mancargli di riguardo…” ha detto Nadal, campione di classe e sensibilità. “Scusa Roger, merci!” gli ha detto sul podio prima di aggiungere: “Lui è un esempio sia quando vince sia quando perde”. E poi con i giornalisti: “Se Federer avesse giocato al meglio non avrei mai vinto così. Vince, tra noi, chi è più in forma quel giorno”.

Sarà, ma sulla terra vince Nadal nove volte su dieci, questo dicono i numeri.

Questa volta lo svizzero è stato… Fed-Express in negativo. Dopo un’ora e 48 minuti sarebbe stato già negli spogliatoi se non ci fosse stata la premiazione, manco a dirlo effettuata da Bjorn Borg. Nel ’77 Vilas aveva lasciato solo tre games a Gottfried, e l’anno dopo Borg ne aveva concessi cinque a Vilas, ma né Gottfried né Vilas erano n.1 del mondo.

Il Nadal della finale è stato mostruoso, perfino più dei suoi record: 28 vittorie consecutive al Roland Garros , nemmeno un set perso come Nastase nel ’73 e Borg due volte (’78 e ’80), 45 set vinti degli ultimi 46, 115 successi nelle ultime 117 partite sul “rosso”, numeri da far paura come il suo gioco che ha fatto dire ieri a un Federer iper-mortificato: “E’ il miglior Nadal che ho mai visto”.

Il divario, dopo i primi 18 minuti di lotta abbastanza equilibrata, ma al termine dei quali Nadal era già avanti di un break dopo aver mancato due chances per il 3-0 “pesante”, è stato a tratti perfino imbarazzante. Fra la fine del primo set e l’inizio del secondo Nadal ha infilato una serie di 24 punti a 3. Lì, per soli cinque games, si è visto il vero Federer. Ma per fare i punti doveva fare miracoli, inventarsi sempre qualcosa, questo era il problema. Dallo 0-2 è salito sul 3 pari e ha avuto la palla break per il 4-3. Nadal gliela ha annullata con una micidiale pallacorta. “Lì si è deciso il match” ha ricordato Nadal. Dopo quegli sprazzi da Federer d’annata però Roger _ salvate tre palle break del 3-5 con tre attacchi prima di capitolare sulla quarta _ non avrebbe più fatto nemmeno un game. L’ultimo 6-0 l’aveva rimediato, diciassettenne, nel ’99. Beccò 6-3,6-0 sull’erba del Queen’s da Byron Black.

“E’ incredibile prima di tutti per me aver vinto così, ma non sarebbe stato possibile se Federer avesse giocato bene…” ha detto con la consueta umiltà, ma sinceramente, Nadal.

Certo che Josè Higueras, il nuovo allenatore di Federer, non ha fatto un gran esordio. “La stagione sulla terra rossa è finita” ha sospirato sollevato Federer, che d’essere soltanto il primo tennista del mondo dapperttutto fuorchè sul “rosso” non riesce a capacitarsi.

Ora si cambiano i colori. Dal rosso si passa al verde. La batosta “rossa” avrà ripercussioni psicologiche sul Federer “verde”, a Wimbledon? Lui non ha mai battuto sull’erba Nadal così facilmente come invece Rafa ha fatto sul rosso. Borg, anzi, aveva detto l’altro giorno: “L’anno scorso Federer è stato un tantino fortunato a vincere la finale con Nadal…”. Non mancheranno le occasioni per tornarci su.

-----------------------

Il massacro di Roger Federer, mai umiliato così. Un Nadal fenomenal lo ha messo alle corde fin dalla prima palla, gli ha strappato il game di battuta fin dal primo game, lo ha rifatto altre sette volte.

Non abbiamo mai visto il miglior Federer altro che per cinque games, nel secondo set quando da 0-2 è tornato su fino al 3 pari e palla break per il 4-3, ma una smorzata di Nadal ha spento anche quell’unica luce che si era accesa.

Una finale più a senso unico l’aveva vinto Vilas su Gottfried nel ’77 (gli aveva lasciato tre games, 6-0,6-3,6-0,) mentre Borg aveva battuto lo stesso vilas 6-1,6-1,6-3 l’anno dopo.

L’ultimo 6-0 subito da Federer _ che siamo stati capaci di trovare _ è quello del Queen’s nel 99, 6-3 6-0 da Byron Black, ma Roger aveva appena 19 anni.

I primi 3 games sono durati 18 minuti, e lì si è subito visto che Nadal _ che ha davvero giocato ogni punto come se fosse il matchpoint, anche sul 5-0 nel terzo…è quella la sua forza straordinaria _ era una macchina da guerra.

Mentre Federer faceva sforzi di fantasia, cercava di cambiare più possibile le strategie, doveva insomma inventarsi qualcosa ad ogni punto, Nadal sapeva esattamente cosa doveva fare. Così ha vinto la sua 28ma partita consecutiva qui, e la 115ma delle ultime 117. La superiorità che ha manifestato nell’occasione è stata quantomeno imbarazzante. E mi domando se non avrà strascichi anche sulla psiche di Roger perfino a Wimbledon dove lo svizzero è il re. Ma in Inghilterra Roger non ha mai dominato Nadal (anzi, tutt’altro…) come ha fatto Nadal con lui sulla terra rossa.

Prima della partita non c’era nemmeno un collega svizzero che credesse che Roger avrebbe potuto vincere, mentre Peter Bodo si era sbilanciato sul suo www.tennis.com per dire che Nadal avrebbe vinto 6-2,6-1,6-2. Soltanto due svedesi di …poco conto, Bjorn Borg e Mats Wilander avevano profetizzato un possibile exploit di Federer.

Proprio Borg ha consegnato la coppa dei Moschettieri a Nadal che ha avuto il buon gusto di non esultare nemmeno troppo, visto com’era abbattuto il suo avversario. “E’ un grande nella vittoria come nella sconfitta” ha detto Nadal che dal primo set in poi aveva dovuto fronteggiare anche il tifo dei francesi che speravano di poter assistere a un vero match.

L’aggettivo che circolava più spesso in tribuna stampa era: imbarazzante. Il biografo di Federer, Roger Jaunin, mi ha detto: “adesso siate gentili con noi…”. Al che ho risposto: “Non ti preoccupare, magari noi avessimo un finalista…anche se dovesse perdere 6-1, 6-3,6-0” Del resto non siamo qui che rimpiangiamo il Barazzutti semifinalista del ’78, nonostante che avesse fatto un solo game contro Borg?

Ogni tanto la tv francese ha inquadrato impietosamente Josè Higueras, il nuovo allenatore di Federer: imbarazzato anche lui. Non sapeva dove guardare. E meno male che Federer aveva detto: “Ho tutto per battere Nadal, la tattica, i colpi il resto".

Cerca  su Quotidiano.net nel Web