Quattro titoli in carriera per l'antagonista di Muster. Sarebbe morto per un arresto cardiaco, ma l'autopsia farà luce su tutta la vicenda.
Avrebbe compiuto 40 a breve Horst Skoff, tennista austriaco che a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90 conquistò quattro titoli Atp, raggiungendo la 18esima posizione mondiale. Nato a Klagenfurt, città che in questi giorni ospita Euro 2008, Skoff era diventato professionista nel 1985 ed era cresciuto nell’ombra e nella rivalità-odio con Thomas Muster, il campione mancino vincitore del Roland Garros nel 1995.
Giocatore regolarista, con buoni fondamentali e una predisposizione agli scambi prolungati, Horst ottenne tre dei quattro successi in carriera sulla terra rossa: nel 1988 ad Atene, in finale sul croato Bruno Oresar (63 26 62), nel 1990 a Ginevra in finale sullo spagnolo Sergi Bruguera (76 76) e nel 1993 a Bastad in finale sull’haitiano Ronald Agenor (75 16 60). A queste vittorie vanno aggiunte anche sette finali, di cui sei sulla terra. Il suo titolo più prestigioso lo ottenne però vincendo il torneo indoor di Vienna nel 1988, sconfiggendo in finale proprio il connazionale e rivale Muster (46 63 64 62). In Italia Skoff è ricordato principalmente per la sfida di coppa Davis del 1990 in cui rifilò tre set a zero e due game in totale a Diego Nargiso (60 60 62) per poi sconfiggere, a risultato acquisito, Claudio Pistolesi (64 61). È grazie ad un match di coppa Davis che Skoff detiene uno degli svariati record del mondo del tennis: nel 1989 l’Austria affrontava la Svezia nei quarti di finale e Hosrt sconfiggeva Mats Wilander 6-7 7-6 1-6 6-4 9-7 in quella che è tuttora la partita di coppa più lunga dall’introduzione del tiebreak: sei ore e quattro minuti. Aveva abbandonato il professionismo nel 1995, in una stagione pessima in cui aveva colto appena due vittorie, di cui una per ritiro; chiudeva la carriera con un bilancio di 228 vittorie e 203 sconfitte, per dedicarsi ad una scuola di tennis e ad un eterna lotta contro i problemi di peso.
Skoff verrà ricordato soprattutto per le sue intemperanze e per il suo carattere provocatorio. Una volta fu definito da Ivan Lendl il più grande “idiota” del mondo del tennis, reputazione che il tennista austriaco si era guadagnato con una pessima attitudine alle sconfitte, che spesso lo portava ad insultare i giudici di linea e l’arbitro. L’infanzia tennistica non era stata generosa con Horst, spesso preso in giro per la sua statura assai ridotta e spesso oggetto di prevaricazioni come quando fu rinchiuso da Muster e compagni in uno scatolone con la bocca chiusa con lo scotch. Il rapporto tra due fu pessimo e raggiungesse picchi di tensione quando il mancino di Liebniz ne criticò i metodi di allenamento con la stampa austriaca, scatenando le ire di Skoff e sancendo un lungo periodo di totale incomunicabilità fra i due, tanto da spingerli a non usare lo stesso spogliatoio e a far minacciare Muster di non prendere parte alla Davis del 1993 se Horst fosse stato convocato.
Ubaldo Scanagatta così ricorda un furioso Muster al termine della finale del torneo di Firenze del 1991 in cui Skoff fu sconfitto 62 67 64: “nello spogliatoio Thomas mi ha confessato che un giorno vorrebbe trovarsi solo tra quattro mura con Horst per avere la possibilità di riempirlo di pugni fino a farlo svenire”.
La federazione austriaca di tennis ha annunciato sabato la morte di Skoff, citando un infarto come causa del decesso. Un amico del tennista, Arno Puckhofer ha gettato qualche ombra sui fatti, dichiarando all’agenzia APA che la polizia avrebbe ordinato un’autopsia per verificare il motivo della presenza di ferite sul volto di Skoff. Un colpito e sicuramente più maturo Muster ha commentato la notizia dicendo che è difficile comprendere come una persona così giovane possa essere scomparsa: “mi ha accompagnato, sfidato e motivato per anni” ha laconicamente aggiunto.