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Il tennis visto in tv

Pagelle di fine settimana
Barbara Rossi e Nadal i migliori

L'ex tennista si aggiudica il titolo settimanale nella sfida tra telecronisti. Il poker di Rafa merita 10, benissimo anche Ivanovic e Gulbis (9). Drammatica la regia di Eurosport (0). Marcos

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Jacopo Lo Monaco: 7

Preciso, aggiornato, instancabile. Raggiunge il suo massimo voto nella cronaca dell’incontro tra Ginepri e Gonzalez. Stimolato dalla presenza di Barbara Rossi, riesce a trasferire maggiori emozioni al telespettatore rispetto al suo standard abituale. Torna ai suoi ritmi blandi in occasione dell’incontro tra Nadal e Verdasco: assieme a lui, però, commentava un pessimo incontro Federico Ferrero.

Barbara Rossi: 7 e mezzo

In netto miglioramento rispetto all’anno passato. Sempre attenta, interviene puntualmente, per spiegare le fasi tattiche del gioco. Illustra con semplicità gli spunti tecnici degli incontri che commenta ed esprime una sincera passione per questo sport, coinvolgendo i telespettatori. Aggiornatissima, mostra di seguire con attenzione il tennis, anche quando non è impegnata nelle telecronache.

Federico Ferrero: 7

Spigliato e preparato, si addormenta solo commentando il match tra Nadal e Verdasco: ne aveva ben donde! Anche lui molto preparato, arricchisce spesso le sue cronache con aneddoti curiosi sul mondo del tennis. Non esita a manifestare il suo rincrescimento nella prima settimana del torneo, quando la regia internazionale di Eurosport sceglie di trasmettere in Italia incontri che poco ci interessano.

Lorenzo Cazzaniga: 6/7

Con passione, si esalta nei momenti giusti del match. Duetta bene con Ferrero e nelle prime giornate si fa carico, suo malgrado, di aggiornarci sugli incontri degli italiani non trasmessi in Italia e sulle pessime scelte della regia internazionale di Eurosport.

Paolino Canè: 6 e mezzo

Gli capita il miglior match del torneo, quello tra Gulbis e Djokovic, e non si lascia sfuggire l’occasione: divertente e divertito, interviene con entusiasmo, commentando colpi che lasciano di stucco persino lui, che, in diverse occasioni, ha mostrato un tennis meraviglioso. In finale cerca di sostenere un Federer in chiara difficoltà, approfondendo non solo i temi tattici del match (è suo meritorio uso), ma soffermandosi anche su alcuni aspetti tecnici (suo punto debole: anche a costo di ripetersi, Paolo dovrebbe, a mio parere, trattenersi maggiormente sull’esecuzione dei colpi. Non tutti i telespettatori, infatti, sono preparati, in questo senso). Ha limato, e non poco, le sue esuberanze al microfono: per molti erano indigeste.

Ivanovic: 9

Due settimane da sogno per lei: numero uno al mondo (superate in un sol botto Henin e Sharapova), derby vinto in semifinale contro Jankovic e primo torneo dello Slam in bacheca. Non merita il 10 perché, a mio parere, ostenta eccessi d’esuberanza durante l’incontro con la sua compagna di FedCup.

Safina: 8

Torneo eccezionale fino all’ultimo incontro: tradita dai nervi, non gioca come sa contro Ivanovic.

Pennetta: 6 e mezzo

Quarto turno e scalpo importante (Venus). Non oppone resistenza alla Suarez Navarro: era un’occasione da non perdere.

Schiavone: 5 e mezzo

Supera i primi due turni con estrema facilità (Craybas e Mamic), ma frana sull’Azarenka.

Nadal: 10

Insuperabile.

Federer: 6

Pur non giocando al meglio, grazie anche ad un ottimo tabellone, raggiunge la finale senza troppi patemi. Contro Nadal, non trova mai la forza ed il modo di esprimersi. Saluta il Roland Garros con un terrificante 60 sulle spalle: pecca indelebile.

Bolelli: 7

Supera Baghdatis e Del Potro, mostrando un ottimo tennis. Esce al terzo turno, a testa alta, cercando di rintuzzare le straordinarie volées di un Llodra, mai così ispirato Non riesce a sfruttare un’occasione che, a mio parere, gli si ripresenterà.

Gulbis: 9

Come Bolelli, ma qualche turno più avanti, esce a testa alta, perdendo da un Djokovic particolarmente attento a non allungare l’incontro. Ha mostrato i colpi che sempre vorrei vedere su un campo da tennis.

Regia internazionale di Eurosport: 0

Le scelte a dir poco impopolari (qui da noi), che hanno contraddistinto l’operato della regia di Eurosport nei primi giorni del torneo, culminano nella decisione di trasmettere in Italia l’incontro tra Coria e Robredo ed in Francia quello tra Bolelli e Baghdatis. Nella stessa occasione, la regia decide di interrompere un match, comunque intrigante (Coria/Robredo), dopo averlo mostrato per quasi due ore, in ossequio al match di Federer, impegnato contro Querrey, in un incontro senza storia alcuna. Al terzo turno, la regia preferisce mostrare agli italiani la partita tra Nadal e Nieminen (61 63 61), invece di quella che vede impegnato Bolelli contro uno degli idoli di casa: Llodra. È parso a tutti evidente che la regia internazionale non intende soddisfare i desideri degli appassionati europei: questo tipo di incongruenze, infatti, credo siano subite anche dai telespettatori di altri paesi, a parte alcuni fortunati, che abitano in paesi, nei quali Eurosport concede una regia autonoma. A questa noi puntiamo, da alcuni anni: probabilmente, in questo senso, servirebbe una qualche intercessione da parte di Sky, che ospita proprio Eurosport nel suo bouquet sportivo.

Compatibilità del palinsesto di Eurosport con il tennis, varie ed eventuali

Non si può certo affermare che Eurosport sia poco propenso a trasmettere tennis: quantitativamente, infatti, ne offre in abbondanza. L’indeterminabilità della durata degli incontri di tennis, però, acuisce la lotta che il tennis ed altri sport quotidianamente consumano per essere trasmessi, a discapito l’uno degli altri. Ricordo che Eurosport trasmette nel bouquet di Sky su tre canali: si provi ad utilizzarli con maggior raziocinio e minor parsimonia.
È noto a tutti che la pubblicità è anche l’anima del tennis trasmesso in televisione: si eviti, però, di far passare un suv nella metà campo della Mauresmo, quando la regia opta per le riprese dal basso. Suarez Navarro menava colpi per di qua e, per di là, invece di vedere le risposte di Amelie, si vedeva sgommare un macchinone. Spot, minispot, superspot, link scorrevoli in basso e reclame a sorpresa in alto, con tanto di scampanellìo fracassa timpani: est modus in rebus.
La qualità delle immagini di Eurosport non è delle migliori. Non di rado, si perde la sincronizzazione tra immagini e suoni. I rumori del campo sono quasi impercettibili. I telecronisti, quando commentano un incontro non programmato sul centrale, non hanno in cuffia il ritorno giusto, con evidenti difficoltà di cronaca. I telecronisti, soprattutto nelle prime giornate del torneo, spesso non hanno idea di quali immagini dovranno commentare al ritorno dalle pagine pubblicitarie. Per questi motivi, al termine della finale maschile, Jacopo Lo Monaco ha sentito il bisogno di scusarsi con i telespettatori, pur non avendo alcuna colpa. Lo ringraziamo anche per questo.

 

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