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De Villiers
in scacco?

Il Board cambia volto. Justin Gimelstob e David Edges le nuove nomine del Player Council svoltosi ieri a Wimbledon. Ora ET trema.

Ma è l'ATP intera ad essere in pericolo. Andrea Nizzero

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Mancano più di 24 ore al momento in cui Roger Federer calpesterà l'erba del Centre Court di Wimbledon, decretando l'inizio della 122esima edizione dei Championships, ma un incontro che potrebbe rivelarsi comunque importantissimo per le sorti del tennis mondiale si è già deciso. Nel pomeriggio di sabato, a Londra, si è riunito il Player Council - il Consiglio dei giocatori - dell'ATP. La decisione scaturita è stata la nomina all’ATP Board of Directors di David Edges, vice-direttore dell’emittente americana Tennis Channel, e Justin Gimelstob, tennista ritiratosi lo scorso anno e ora commentatore per ESPN.

Il Board è composto da sei elementi, tre dei quali sono controllati dal consiglio giocatori, che ha il potere sia di nominarli sia di sfiduciarli. E sono appunto tre le teste già cadute: Iggy Jovanovic è pronto ad abbandonare, mentre nei mesi scorsi sono stati costretti alle dimissioni Perry Rogers - agente nonché amico storico di Andre Agassi - e Jacco Eltingh. Entrambi, neanche a dirlo, forti alleati di Etienne De Villiers, il capo e presidente dell’ATP che ormai è palesemente e pubblicamente il bersaglio di questa complessa partita a scacchi.
Saranno proprio Gimelstob e Edges a sostituire Eltingh e Rogers, mentre la poltrona lasciata libera da Jovanovic verrà occupata, con ogni probabilità, da Ivan Ljubicic, attuale presidente del Consiglio Giocatori.
Questa mossa riesce nell’intento di far traballare ulteriormente la posizione di ET, che senza la maggioranza all’interno del Board avrebbe vita breve come CEO dell’organizzazione. Ora come ora, la riconferma del suo incarico al termine del mandato (dicembre 08) sembra tanto remota quanto sembrava scontata fino a pochi mesi fa.

Ma è anche l'ATP stessa a trovarsi in gravissimo pericolo, proprio a causa delle scelte di De Villiers. La sua decisione di favorire Ion Tiriac e il suo nuovo “mini-slam” di Madrid, alle spese del Masters Series di Amburgo, potrebbe infatti avere conseguenze pesantissime. Gli organizzatori del torneo del Rothenbaum hanno portato in tribunale l’ATP, chiedendo un risarcimento danni di oltre 50 milioni di euro. Da quel che si sa, i tedeschi hanno realistiche possibilità di vittoria. Se ciò accadesse, per l’ATP - che ha già sostenuto qualcosa come 7 milioni di dollari di sole spese legali, che potrebbero raddoppiare entro la conclusione del procedimento - “sarebbe la bancarotta”, afferma Ljubicic. C’è da credergli.
Il processo avrà inizio il 21 luglio presso la corte del Delaware, Stati Uniti, ma la sentenza definitiva arriverà probabilmente molto più avanti, dato che con ogni probabilità si andrà in appello, chiunque verrà decretato vincitore.
Si attendevano invece novità per quanto riguarda la candidatura dei Big Three - Federer, Nadal e Djokovic - ad un posto nel Player Council (tra i 10 membri che lo compongono vi è tutt’ora Davide Sanguinetti). Novità finora non arrivate, si può supporre a causa di un ordine del giorno troppo impegnativo e di cui non sono stati discussi tutti i punti.

In conclusione, il fatto che l’uomo a capo dell’Associazione Giocatori sia da tempo fortemente avversato proprio da coloro che dovrebbero da lui sentirsi tutelati - i giocatori stessi -, e ciò nonostante sia ancora al suo posto dopo 3 anni di mandato, non può non sembrare un palese controsenso e un chiaro sintomo dell’esigenza di un cambiamento profondo all’interno dell’organizzazione.
Proprio i giocatori sembrano essersene finalmente accorti. La speranza è che non sia già troppo tardi.
 

Andrea Nizzero

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