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Wimbledon

SarĂ  l'anno del cambio della guardia?

Federer va per il sesto titolo di file, ma quest'anno il cammino si preannuncia difficile Tre le donne le Williams e la Sharapova su tutte. Ubaldo Scanagatta

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WIMBLEDON_ Centoventidue “championships” fa, su un prato rubato al cricket, un bel tipo di 27 anni, Spencer Gore, nato a meno di un miglio dall’All England Croquet Club di Wimbledon Common e assai più appassionato di cricket e dell’antica pallacorda (jeu de paume, real tennis) che non di lawn-tennis, si impose su un lotto di 22 giocatori che avevano pagato una ghinea di iscrizione.
Pur suscitando qualche critica per il suo scarso fair-play…_ lo sfacciato osò presentarsi anche a rete per mettere a segno perfino alcuni colpi al volo _ perse lungo la strada quattro set (più di quanto di solito ne concede Federer), ma alla fine dei 21 incontri intascò metà del montepremi, 12 ghinee, e in più una coppa d’argento messa in palio da “The Field”, una rivista dell’epoca con virtù premonitrici.
Centoventidue “Championships” dopo uno svizzero di madre sudafricana, Roger Federer, tenta di rivincere per la sesta volta consecutiva il titolo più antico nella storia degli sport individuali, proprio come riuscì anche a Williams Renshaw fra il 1881 e il 1886, solo che al più dotato dei fratelli Renshaw dopo la prima vittoria bastò di anno in anno vincere un solo match, il challenge-round contro il vincitore del torneo degli sfidanti.
Insomma per Roger è stato un tantino più difficile. E quest’anno sembra perfino più difficile delle altre volte, sebbene lui sia imbattuto sull’erba da Wimbledon 2002 (k.o. con il croato Ancic) per 59 incontri complessivi fra Wimbledon e il torneo di Halle, vinto anch’esso 5 volte.
Infatti il modo in cui Nadal lo ha battuto per la terza volta di fila in finale al Roland Garros, lasciandogli appena quattro games (6-1,6-3,6-0), insieme al primo torneo sull’erba conquistato al Queen’s dal maiorchino una settimana fa e al ricordo delle quattro occasioni mancate di un soffio nella finale d’un anno fa _ Federer si salvò due volte da 15-40 nei primi games del quinto set _ fanno dubitare per la prima volta dello strapotere “erbivoro” dello svizzero. L’anno scorso Nadal pianse, dopo la sconfitta, quasi fosse convinto di aver perso un’opportunità irripetibile.
Ora però lui stesso non ne sembra più così convinto: “Il favorito è Roger, ma è vero che anch’io potrei vincere…tuttavia ha più probabilità la Spagna di vincere l’Europeo di calcio che io Wimbledon” diceva sabato sera Rafa, tifosissimo del Real Madrid e delle Furie Rosse. Se lo dicesse più per intima convinzione oppure per scaramanzia non è dato sapere. Se non fosse che Bjorn Borg, noto per non azzeccare mai un pronostico (a Parigi si sbilanciò per Federer), lo considera favorito n.1, ci sarebbe quasi da crederlo.
Sa a malapena che ci sono gli Europei di calcio Venus Williams, quattro volte campionessa a Wimbledon, laddove risorge regolarmente anche da annate poco entusiasmanti. La sua rivale più agguerrita potrebbe essere sua sorella Serena _ un Williams-show prima della finale stavolta è stato scongiurato dal sorteggio _ oppure la capofila dell’armata russa, Maria Sharapova, campionessa qui una sola volta, tre anni fa. Alle due serbe n.1 e n.2 del mondo, Ivanovic e Jankovic, l’erba finora è sempre risultata piuttosto indigesta. Fra i 256 partecipanti anche undici italiani, sei uomini e cinque donne. Flavia Pennetta (Vakulenko al primo turno) potrebbe regalarci qualche soddisfazione. Bolelli (Bogdanovic…ma al secondo turno Gonzalez o Ginepri) temo di no. Fognini potrebbe invece sorprendere Safin, mai molto convincente sui prati. Seppi al massimo può arrivare al terzo turno con Djokovic, il serbo che sogna di sbarrare la strada, in semifinale, addirittura a Federer, pur sapendo che non gli sarà mai facile come sul cemento aussie. Insomma, semifinali teoriche: Federer-Djokovic e Nadal-Roddick. Ivanovic-Serena Williams, Venus Williams (Jankovic?)-Sharapova. Infine una pessima notizia: dopo cinque anni di stop a 2 sterline le dieci fragole con panna quest’anno sono salite a 2, 25. Non ci voleva. Anche se non sono io a trangugiare tutte le 18 tonnellate (con 7.000 litri di panna) che si consumano mediamente ad ogni Wimbledon.
 

Ubaldo Scanagatta

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