Safin elimina il numero tre serbo 6-4 7-6 6-2. Lo svizzero si libera dello spauracchio Soderling in tre set. Luigi Ansaloni
Wimbledon - La sognavano tutti una giornata così, i tanti tifosi di Marat Safin: un ultimo tango, la polvere di una stella che nei cuori degli appassionati è sempre stata radiosa. Finalmente, dopo tanto tribolare, sono stati accontentati nel palcoscenico più bello. Il tennista russo ha sconfitto al secondo turno di Wimbledon , nel mitico Centre Court,il numero tre del mondo, Novak Djokovic, distruggendolo in tre, rapidi set (poco più di due ore di gioco) con il punteggio di 6-4 7-6 6-2.
Marat ha dominato l’incontro senza il benché minimo problema: forte nel servizio (7 aces e 56% di prime palle, e solo il 28% di punti persi sul proprio servizio), agile e scattante come ai bei tempi, freddo (finalmente) nei momenti decisivi. Safin non si è fatto mancare niente, e anche il pubblico del Centrale ha potuto ammirare l’antico repertorio di un giocatore issatosi sino al tetto del mondo: tra rovesci bimani devastanti (suo marchio di fabbrica) e accelerazioni di dritto spaventose, anche la rete ha avuto oggi in Marat un dolce compagno di giochi, vista la frequenza con cui Safin ha giocato al volo. Insomma, un vero spettacolo, forse favorito dall'erba battuta vista qui a Wimbledon: "Otto anni fa i campi erano molto più veloci ", ha detto l'ex numero uno del mondo in conferenza stampa (a tal proposito, clicca qui per leggere l'articolo di Michele Fimiani)
Certo, anche Djokovic ci ha messo del suo: il serbo non ha avuto nessun tipo di reazione allo spumeggiante gioco del suo avversario. Nervoso su ogni palla, fallosissimo al servizio (10 doppi falli, di cui due solo nel primo game di gioco), abulico nei suoi colpi migliori (28 errori). Per Nole è un colpo duro, durissimo: la rata della semifinale dello scorso anno sarà pesante e inesorabile, soprattutto per uno che ambisce ad essere l’erede al trono di Roger Federer.
A proposito dello svizzero, il cinque volte vincitore di Wimbledon continua la sua striscia vincente sui campi londinesi (siamo a 37) battendo in tre set (6-3 6-4 7-6) lo svedese Soderling, una mina vagante da queste parti. Federer, molto concentrato e in gran forma, ha dominato il match senza problemi, con un piccolo passaggio a vuoto nel terzo set, quando si è trovato sotto di un break, ma sul 4-5 ha ricominciato a giocare alla grande e alla fine, anche se solo al tie break, ha portato a casa l'incontro. Ora ad attendere il detentore del titolo ci sarà il vincitore tra Gicquel e Bozoljac.
Safin al prossimo turno incrocerà, dopo Fognini, un altro italiano, Andreas Seppi: il numero uno italiano ha sconfitto in cinque, tiratissimi set il francese Florent Serra (6-3, 6-7, 6-2, 6-7, 6-4), qualificandosi così, per la prima volta nella sua carriera, al terzo turno di Wimbledon. Momenti da thriller nel match dell'Ivanovic: la serba, sotto un set a zero contro la Dechy, ha salvato due match point, di cui uno con un clamoroso nastro, con la palla in bilico, come nel "match point" di Woody Allen, tra inferno e paradiso. Ana ha avuto fortuna, e la prima a capirlo è stata lei, che ha chiesto scusa all'avversaria, un pò imbarazzata. La serba ha poi vinto il match al terzo con un tiratissimo 9-7.
Vittorie intanto anche per il numero nove del seeding, Wawrinka (7-6 6-3 7-5 all’aegentino Del Potro) e per il vincitore dell’edizione del 2002, Leyton Hewitt, che si è sbarazzato rapidamente dello spagnolo Montanes con il punteggio di 7-6 6-0 6-2. Altro ritiro (l’ottavo in due giorni): stavolta la vittima è l’ex numero uno Juan Carlos Ferrero, che sotto di due set contro il tedesco Zverev ha alzato bandiera bianca per un probabile problema muscolare.