Se Francesca non avesse perso una partita già vinta, la giornata per il nostro tennis sarebbe stata una delle migliori dai tempi di Pietrangeli. Bolelli, con Hewitt sarà dura. Rino Tommasi
WIMBLEDON - Non ci avesse tradito Francesca Schiavone perdendo un incontro già vinto (un set e 4 a 0 nel secondo), quella di oggi potrebbe essere considerata una delle migliori giornate vissute a Wimbledon dal nostro tennis dai tempi in cui Nicola Pietrangeli (1960) ha giocato qui in semifinale perdendo in cinque set contro Rod Laver.
Statisticamente due giocatori al terzo turno nel singolare maschile li avevamo avuto anche nel 1998 (Sanguinetti e Bracciali) ma vi erano arrivati per circostanze abbastanza fortuite. Questa volta invece Andreas Seppi ma soprattutto Simone Bolelli hanno ottenuto ieri risultati più significativi e più suscettibili di ulteriori miglioramenti.
Seppi non aveva un avversario impossibile, tutt’altro, il francese Florent Serra,numero 74 in classifica, E’ stato comunque bravo a non avvilirsi dopo aver perduto due set, il secondo ed il quarto, al tie-break, vincendo alla fine al quinto dopo 3 ore ed un minuto.
Un minuto di più ma un set di meno è durato l’incontro che Bolelli ha vinto contro il cileno Fernando Gonzalez, quindicesima testa di serie. Al contrario di Seppi, Bolelli ha fatto del tie-break il suo cavallo di battaglia perché ne ha vinti tre su tre, quello del quarto set dopo aver recuperato due servizi da 0-40.
Come Gonzalez, Bolelli non è un giocatore da erba però la conosce meno mentre il cileno vantava da queste parti sei partecipazioni ed un quarto di finale.
Mentre Seppi troverà domani quel Marat Safin che ieri ha provocato, battendo Djokovic, la più clamorosa sorpresa di questo torneo, Bolelli dovrà affrontare l’australiano Lleyton Hewitt, che non è più quello che ha vinto questo torneo nel 2002 ma vanta comunque qualità agonistiche ed atletiche che non si possono trascurare.
Dopo avere applaudito Maria Elena Camerin, che ha ceduto solo al terzo set alla Dementieva (due finali nei tornei dello Slam), mi devo occupare della incredibile sconfitta subita da Francesca Schiavone che aveva di fronte la spagnola Anabel Medina, contro la quale aveva perso tre volte su tre incontri (l’ultimo quest’anno a Napoli in Federation Cup).
Sembrava fosse la volta buona per Francesca per smentire una tradizione negativa. Come ho detto il vantaggio di un set e di un 4 a 0 nel secondo sembrava definitivo. Invece Francesca ha finito per perdere il secondo set facendosi agganciare nel punteggio e nel gioco. Comunque la Schiavone è comunque arrivata ad avere, sul 5 a 4 del terzo set, due match point sul proprio servizio. Li ha mancati banalmente ed ha finito per perdere il set decisivo per 9-7. E’ vero che nel turno precedente Francesca aveva vinto per 10-8 al terzo set ma a quel punto la psicosi Medina sembrava cancellata.
Ho appena accennato alla grande sorpresa provocata da Marat Safin che ha battuto in tre set Novak Djokovic. Malgrado la proverbiale discontinuità Safin ha confermato che nelle giornate giuste è in grado di battere chiunque. Non so se sia stato Djokovic a sottovalutarlo ma mi pare difficile ricordando che in un incontro del 2005 nell’Australian Open il giovane serbo, all’esordio in una prova dello Slam, aveva raccolto contro Safin solo tre giochi.
Un servizio perduto nel terzo set è stato l’unico momento di incertezza nella partita che Roger Federer ha vinto contro lo svedese Soderling. Con molta fortuna ma confermando la sua scarsa adattabilità a questi campi, si è salvata Ana Ivanovic, la prima testa di serie. La campionessa del Roland Garros ha annullato due match point, uno con l’aiuto del nastro, contro la francese Nathalie Dechy.