Il bolognese vuole vendicare la sconfitta dello scorso anno contro l'australiano: "Ora sono un giocatore diverso". Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON - "Ero abbonato al n.18, ne avevo battuti tre (Mathieu, Karlovic e Baghdatis) ora finalmente ho battuto il n.14!”. Simone Bolelli è di buon umore, ha appena raggiunto il terzo turno a Wimbledon dopo la solita battaglia di tiebreak con Fernando Gonzalez, solo che stavolta ha vinto lui.
A Basilea sul cemento indoor due anni fa il cileno dai mille soprannomi, Mano de Piedra, Gonzo, El Bombardero de la Reina, Ferro, aveva battuto il “nostro” 7-6 (7-3),6-7(7-2),7-6(7-3). A Monaco di Baviera un paio di mesi fa sempre Gonzalez aveva vinto 7-6(7-4),6-7(7-4),6-3. Insomma su sei sette cinque erano finiti al tiebreak, tre ne aveva vinti “Gonzo”, due Simone. Ieri li ha vinti tutti e tre Bolelli: “Mi dà fiducia non solo aver battuto un giocatore d’esperienza e meglio classificato di me (n.46) come Gonzalez, ma aver vinto questi tre tiebreak più altri due nel match precedente con Bogdanovic (7-6,4-6,6-3,7-6)…significa giocare bene i punti importanti, senza tremare…è importante, molto importante nel tennis. Significa che mentalmente, di testa insomma, sto bene, proprio bene. Raggiungere il terzo turno negli ultimi due Slam lo è ancora di più...anche perché con Lleyton Hewitt non ho ancora perso.”
_Beh l’anno scorso non andò troppo bene…”
“Sì, ma lo scotto dell’esordio su un cmapo importante, giocammo sul n.1 l’ho già pagato. Feci solo cinque games, ma all’inizio proprio non sapevo che cosa fare…avevo una stiramentino all’addome, me l’ero fatto in doppio a Parigi, ero stato fermo due settimane, ero arrivato qui tre giorni prima del torneo, senza allenamento sull’erba…e poi adesso sono un altro giocatore. Hewitt è un giocatore che qui ha vinto il torneo (2002), è solido…, molto reattivo nella risposta, ma non ha un colpo che t’ammazza…insomma, ora dovrei salire ancora qualcosina in classifica, l’anno scorso qui persi al secondo turno, ora sono al terzo, sono 45 punti in più, beh batto anche Hewitt e siamo a posto!” e ride _ “Scherzi a parte i punti contano fino a un certo punto, se vinci arrivano. Però a Parigi ci sono rimasto male, ne avevo guadagnati una quarantina e sono rimasto in classifica esattamente dov’ero, perché qualcuno che mi era dietro ne ha fatti di più….”
_ I momenti decisivi del match vinto oggi?
“I due tiebreak iniziali, direi: il primo perché lui era avanti 5-3 poi nel tiebreak è stato avanti 6-5 con il servizio, ha messo una “seconda” e ho risposto bene di rovescio…ecco sono contento di come ho giocato oggi perché rispetto a tante altre volte sono stato più aggressivo, l’ho messo in difficoltà con il servizio anche se non ho fatto tanti aces (8 contro 18), ho spinto molto sul suo rovescio e sono venuto a prendermi qualche punto anche a rete...”.
_Più difficile raggiungere il terzo turno a Parigi o a Wimbledon per un giocatore delle tue caratteristiche?
“Mah…a me pare di trovarmi bene dappertutto, quindi dipende più dal tabellone”.
A seguire Simone a Wimbledon tutto il clan Bolelli di Bologna-Budrio e dintorni, papà Daniele, mamma Stefania, il manager Roberto Mosconi, Fabio Tartuferi (“E’ stato il mio primo maestro al T.C.Siro ma ora insegna al Country Club di Villanova”): “Mancava solo mia sorella Simonama lei lavora in banca, non può seguirnmi ovunque, a proposito scrivi che le dedico questa vittoria: è il suo compleanno, compie 24 anni. E’ il mio regalo”.
Ubaldo Scanagatta