Incredibile sorprese a Wimbledon; la Sharapova cede alla compatriota Kudryavtseva 6-2 6-4 in un'ora e 24 minuti. Tipsarevic fa fuori l'americano. Bene Nadal. Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON - Ha vent’anni, è russa e bionda, abita in Florida…ma le similitudini finiscono lì. A buttar fuori Maria Sharapova dal torneo che aveva vinto 4 anni fa, è una sua connazionale (ma di Mosca e mai stata in Siberia) con il viso infestato dall’acne, nè bella, né elegante, né ricca, tantomeno ben classificata. Anzi, delle diciassette russe nel tabellone di Wimbledon è quella che sta peggio di tutte: n.154!
Ciò non le ha impedito di dare una lezione, 6-2,6-4 alla n.1 del suo Paese (vinceva 4-2 anche nel secondo set), nonchè n.2 del mondo. Gioca con un gonnellino come fan tutte le altre, Alla Kudryavtseva, figlia di un campione del mondo di lotta greco-romana degli anni Ottanta (e di una ex professoressa di chimica), centocinquantadue posti più giù di Maria nel ranking Wta. E così oggi è fin troppo facile ironizzare. E dire che la bella Masha con il suo strombazzatissimo e fotografatissimo completino Nike chic e sexy (camicetta plissettata e trasparente, pantaloncini avvitati) che le avevano conquistato ben tre foto sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport con tanto di servizi a corredo (dopo lo “speciale” di SportWeek _ figurarsi i giornali inglesi qui! _ forse si pentirà di aver indossato lo smoking della festa davvero un po’ troppo presto.
“Non mi piace neppure quel vestito…alla fine tutta quell’attenzione ha finito per costituire quasi una motivazione in più_ ha spiegato quel peperino della Kudryavtseva che ha poi tentato di correggere un po’ il tiro _ a Parigi il suo vestito mi piaceva, questo no, però a Maria bisogna dar atto di aver coraggio nell’innovare sempre…”.
Tipetto di personalità, però, questa Alla che lo scorso anno qui vinceva 5-3 al terzo con la futura campionessa del torneo Venus Williams. Giunse a due punti dalla vittoria: “Sì ma decisi di non prendere rischi…Stavolta invece li ho presi”
Che non fosse una bella giornata per Maria Alla l’aveva capito “quando ha fatto tre doppi falli nello stesso game, la prima volta che le ho strappato il servizio”. Maria ne avrebbe fatti otto, l’ultimo subito prima del matchpoint finale.
Così è schizzata fuori al secondo turno, l’ex reginetta di Wimbledon. Non so se sia perché non riesce a diventare simpatica, perché sembra finta quando ride, o se sia l’invidia per la sua bellezza e per i 23 milioni di dollari annualmente prosciugati agli sponsor, ma il dritto vincente della Kudryavtseva che ha messo k.o. la Sharapova è stato salutato nella più grande delle quattro sale stampa dell’All England Club da grida di giubilo.
“Anche i ricchi piangono” diceva qualcuno, mentre Maria cercava visibilmente di mantenere l’algido aplomb. Guai a chiederle, come ha osato fare un collega più intrepido di altri, se per caso non l’avessero distratta tutte le chiacchiere sulle sue mises, i discorsi di moda: “Non è la prima volta che si parla di che cosa indosso…ho vinto un sacco di tornei dove si facevano gli stessi discorsi”. Risposta certo più convincente di quelle di cui era stata capace sul campo n.1. Su quello mercoledì sera Safin aveva sorpreso Djokovic. Si sarebbe detto che l'1 ha sostituito il campo 2 come il “cimitero dei campioni” se lì Nadal, perso il primo set con il talentuoso Gulbis, non avesse finito per vincere la miglior partita delle giornata in 4 set (5-7,6-2,7-6,6-3).
In una giornata disastrosa per il tennis americano, caratterizzata dalla sconfitta di James Blake, testa di serie numero 9, per mano del redivivo tedesco Rainer Schuetteler, fa molto scalpore l'eliminazione di Andy Roddick, due volte finalista del torneo, uscito sconfitto dopo una bellissima partita sul Centrale da Janko Tipsarevic, numero 40 del mondo. Il serbo, che già tanti problemi aveva causato a Roger Federer in Australia, si è imposto con il risultato di 6 - 7, 7 - 5, 6-4, 7-6. E' la prima volta che Roddick perde prima del terzo turno a Wimbledon. Dei dodici americani in tabellone all'avvio, solo uno è rimasto in corsa, ed è certo il meno conosciuto: si tratta di Bobby Reynolds, numero 102 del mondo. Giocherà adesso contro lo spagnolo Feliciano Lopez. Una considerazione: al terzo turno ci sono più italiani (Seppi e Bolelli) che americani. Evento raro ma sicuramente da segnalare.
Roddick era considerato il più probabile semifinalista nella metà del tabellone di Rafael Nadal. Una finale dunque tra il mancino di Maiorca e Roger Federer appare sempre più probabile. Ciò non toglie che la parte bassa del tabellone resta quella più ricca di giocatori di livello. Infatti sulla strada di Nadal ci sono Kiefer (prossimo avversario), Stepaneck o Youznhy, Murray, Haas e Gasquet, tutta gente che sull'erba può dire la sua.
Ubaldo Scanagatta