Sarei sorpreso se entro la fine dell'anno il lettone non riuscisse a fare il suo ingresso tra i primi dieci del mondo. Sharapova distratta dalle troppe copertine... Rino Tommasi
WIMBLEDON - Nessun dubbio nello scegliere l’incontro più bello (Nadal-Gulbis) e la sorpresa più clamorosa (la sconfitta di Maria Sharapova) della quarta giornata di un torneo finora eccezionalmente risparmiato dalla pioggia.
Da qualche tempo seguo con attenzione le partite di Ernests Gulbis, prima ancora di sapere che nel prossimo settembre questo giovane lettone sarà nostro avversario in un incontro di Coppa Davis già programmato per Montecatini.
Questo Gulbis, che compirà 20 anni il prossimo 30 agosto, viene da un paese che ha prodotto solo qualche buon giocatore di basket ma dove trent’anni fa il tennis era uno sport sconosciuto.
Viene anche da una famiglia benestante e gli dovrebbe mancare unba delle motivazioni che hanno condotto al tennis tanti giovani dell’Europa orientale.
Rafael Nadal sapeva che la sua non sarebbe stata una partita facile e ne ha avuto conferma fin dall’avvio. In tutto il primo set (47 minuti) Gulbis gli ha lasciato la miseria di quattro punti e glielo ha strappato per 7-5 malgrado un errore nella volee che poteva costargli caro.
Era impossibile che Gulbis potesse continuare in quel modo ed infatti alla fine Nadal, che aveva capito subito che doveva stare attento, Ha finito per vincere in quattro set senza però diventare mai il padrone assoluto del match.
Sarei sorpreso se questo Gulbis non fosse tra i primi dieci (o nei pressi) prima della fine della stagione.
Per anni ho pensato e scritto che nel tennis femminile i valori fossero molto più definiti che in quello maschile. Vent’anni fa, forse anche meno, non sarebbe stato possibile che la numero 154 del mondo (nel caso specifico Alla Kudryavtseva) battesse la numero 3 (Maria Sharapova). Ebbene non solo la Sharapova, per la costernazione degli stilisti e dei guardoni, ha perso ma il punteggio (6-2, 6-4) non lascia spazio a nessuna recriminazione. La mia personali impressione è che la Sharapova sia troppo distratta dalle troppe copertine e che il suo interesse per il tennis stia diminuendo. Sbagliando, qualcuno fa l’esempio di Anna Kournikova, un’altra ragazza russa strappata al tennis dalla moda e dal jet-set ma non si deve dimenticare che la Kournikova non ha vinto nulla, la Sharapova ha all’attivo due prove del Grande Slam.
Stefano Galvani, che era già stato bravo a qualificarsi ed a passare il primo turno, ha sfiorato il grande colpo costringendo al quinto set il russo Mikhail Youzhny, testa di serie numero 17. Quest’ultimo non è mai stato un modello di regolarità ma il padovano, che ha ormai 31 anni, deve essere soddisfatto del suo torneo.