Rino e Gianni interpretano al meglio l'incontro tra Nadal e Gulbis. I due cronisti, sinceramente ammirati dal gioco del giovane lettone e dalla capacità erbivora di Rafa, si divertono come ai vecchi tempi. Marcos
Clerici/Tommasi – Gulbis/Nadal
“Ahhh, mi dicono che la mia linea si era bloccata: per fortuna non era un’arteria!”
“Il campo è in condizioni ancora buone. Se non piove per molti giorni, i fili d’erba di rizzano, per così dire, ed aumentano l’attrito”. “Ah…pensavo alla loro virilità!”. “Tommasi…è un po’ tardi per diventare maniaco sessuale!”. Iniziamo bene. “Beh! Signori miei!”. “Guarda Rino…guarda che ce lo fanno rivedere: passante di rovescio lungoriga di grandissima qualità su un attacco mica male di Nadal”, che riesce, comunque, a tenere il servizio: 1 pari. “Beh! Non ha toccato la palla, Nadal. Non l’ha toccata, sul servizio di Gulbis: 2 a 1”, Tommasi è molto eccitato. “Nooooooo! Complimenti!! È clamoroso: dritto lungoriga da fuori campo. Ivan Lendl in buona giornata. Comincerò a chiamarlo Ernesto perché ho l’impressione che lo vedrò spesso”. Anche Clerici è molto eccitato e cerca già quel po’ d’intimità. “Gianni…pochi minuti di gioco e abbiamo già visto del gran tennis”. “Accidenti!”. Nadal non fa una piega: con una prima centrale, si porta sul 2 pari.
“Rafa comincia a chiedersi quando potrà prendere questa prima palla: 3 a 2 Gulbis”, Tommasi interpreta l’attonito spagnolo, che, con un rovescio diagonale vincente, pareggia i conti. “Però! Anche sui colpi a rimbalzo non è male!”, Rino s’entusiasma al rovescio vincente, lungolinea e lettone. Gianni s’impressiona: “Nadal era tre metri fuori dal campo e ci arriva lo stesso! Quattordici metri di corsa: bello sprint”, ma Ernesto chiude il game con un dritto lungolinea. 4 a 3. “Gianni…sono alla ricerca delle righe!”. “Eh sì, stanno giocando ad un livello preoccupante…”. Io mi diverto moltissimo! Gulbis chiede un HawkEye, ma gli servono uno Stock al cacao. “Questo era un falco chiamato per delusione”, sentenzia Tommasi. “Madonna ragazzi, che roba! È da tanto tempo che non vedo giocare così bene al tennis!”, s’emoziona il vecchio scriba. “Eh insomma!!”, sbotta Tommasi. “Stavo battendo le mani…guardalo lì: tac, volée rallentata. Meravigliosa!”. Ernesto mostra tutti i suoi gioielli, ma Rafa non si preoccupa: 4 pari.
“E ci risiamo: a zero un’altra volta. Probabilità di tie break, Rino?”. “Molto elevate”. Macchè. “Sta servendo con la stessa efficacia di Ivanisevic”, azzarda Clerici. 5 a 4 per Gulbis. Nadal non si lascia impressionare: con autorità pareggia i conti. Tommasi li fa: “Rafa ha perso sei punti col servizio. Gulbis due”. “Trentuno minuti di grandissima qualità”, riassume il vecchio compagno di cronache. “Secondo rimbalzo!! Non so…Nadal è arrabbiatissimo! I can’t believe, dice all’arbitro…”. “Non era il secondo rimbalzo…”, continua Clerici, “…ha assolutamente torto l’arbitro!” Confermo: sarebbe stato il punto che avrebbe portato lo spagnolo al break point, invece, si trova sotto per 6 a 5. “Nadal è furibondo, però, al cambio campo, non ha detto niente all’arbitro”, segnala Rino. “E’ una persona bene educata, ma profondamente irritata”, aggiunge Gianni. Nel dodicesimo gioco, anche Nadal chiede un HawkEye: gli servono un Vat 69, che gli va di traverso, 0015. Gulbis, nel punto successivo, sbaglia la più banale delle volées, soffocandola in rete. Scosso dal grossolano errore, sbaglia ancora per due volte: 4015 per il rivale. “Beh!!”, riesce a dire Tommasi. “E’ un dritto destro alla Nadal”, spiega meglio Clerici, commentando uno spaventoso anomalo vincente di Gulbis. Nel tentativo di recuperare la palla nel punto successivo, Rafa sprigiona tutti i suoi cavalli, sgomma, piomba per terra e concede la parità. “Fuori!”, grida Gianni. “Out!”, si sente l’eco di Rino, “Set point per Gulbis!!”. Rafa si salva col classico slice esterno da sinistra (a mio parere, il suo colpo più efficace), ma, al secondo set point, deve capitolare. 75 Gulbis.
“Io sono ancora convinto che Nadal se la porti a casa questa partita”, afferma Tommasi. È d’accordo anche il collega. “Pilic è stato un grande giocatore, al contrario di Bollettieri. Da lui passano grandi giocatori”, continua Clerici, che insiste: “Nadal messo in ginocchio da Gulbis, ma guarda…tiene una lunghezza di palla, ‘sto ragazzo, insomma!”. “Una striscia di otto punti a zero per il lettone!”, entra Tommasi. Nadal non ci sta e recupera: 1 pari. Scocca l’ora di gioco ed Ernesto affonda un dritto in rete: “E’ la prima volta che Gulbis si trova 40 pari sul suo servizio”, avverte Tommasi. E, infatti, arriva il break: 2 a 1 per lo spagnolo. La Cedrata Tassoni torna a trovarci. Nadal controlla il gioco per tutto il secondo set. Gulbis non ritrova la baldanza della prima frazione e cede per 62.
Con una splendida palla corta, accompagnata da una classica volée rovescia, il lettone parte in vantaggio nel terzo set, tenendo il servizio: 1 a 0. Gianni scruta Nadal: “Non è contentissimo di se stesso: lo vedo raramente così autocritico”. Forse, ma tiene il servizio, imitato dal rivale, che mostra anche un notevole serve&volley: 2 a 1 per Gulbis. “Taglio assassino di Nadal…si scusa addirittura!”. “Si scusa, ma non è per nulla implicato nel cattivo rimbalzo della palla: eccesso di buona educazione”. Eccesso premiato: 2 pari. Rino avvisa: “Io credo che Gulbis abbia esaurito l’autonomia del livello del primo set: sto aspettando il break da un momento all’altro”. “Rino…ma guarda che l’abbiamo visto pochissime volte: tu tre, io due. La mia teoria è che un giocatore vada visto cinque volte, su superfici diverse. Poi, possiamo permetterci di sbagliare il commento fondatamente”. Teoria che appoggio, valida per tutti i cronisti, vecchi e giovani, maschi e femmine. Valida anche per me, naturalmente. Troppo spesso, si lanciano commenti sul comportamento in campo di giocatori di recente apparizione televisiva, senza conoscere a fondo il loro percorso ed il loro carattere.
“Eilà!!”, esplode Tommasi. “Sì, però, Gulbis ha atteso troppo a prendere posizione a rete. Pensava d’aver fatto punto già con l’attacco”, Clerici prova a sminuire i meriti di un gran passante in diagonale di Nadal; poi, si pente: “Era, comunque, un passante difficilissimo”. “Però, eh? La manina…”. “Sì, sì…ha tutti i talenti!”, Ernesto appoggia una volée rallentata con soave leggerezza. Ha tutti i talenti, ma: “Nooooooooo!! Ragazzo mio…questo è un bruttissimo segno!”. Tommasi ne approfitta: “Ha esaurito l’autonomia del livello del primo set!”. “Ma che ne sai, Rino…”. Gulbis gonfia la rete con uno smash da due passi, orribile. Non si scompone, però: 4 a 3 per lui, al servizio Nadal. Nell’ottavo game, i due giocano come in paradiso: Rafa indovina il suo slice migliore (“E questo è un ace!”, afferma Tommasi, mentre la palla sfiora la riga), Ernesto s’inventa una risposta rovescia miracolosa, ad una mano, con la punta della racchetta; la palla finisce a mezzo metro dalla rete, nel campo del rivale, che si avventa come la tigre, colpendola con un terrificante dritto lungolinea; Gulbis, in recupero, trova un meraviglioso passante di dritto incrociato, sul quale Nadal in semituffo chiude con una volée rovescia e rallentata. Anche il successivo è uno scambio meraviglioso, chiuso dallo spagnolo con un dritto accompagnato in mezzo al campo, con Gulbis impegnato a disimpegnarsi tra le prime file della tribuna laterale: “Erano anni che aspettavo che un giocatore mi concludeva il punto, mettendo la palla piano, lontano dall’avversario…dai tempi di Pietrangeli, avec sa main. E me lo devo fare proprio Nadal!”, nostalgico Gianni. L’autonomia di Gulbis, però, non cala: 5 a 4 per lui, malgrado la strenua difesa di Rafa. “Raccatta tutto, raccatta…è un grande raccattapalle!”, si diverte Clerici.
Insiste: “Intanto, non avendoti sentito, questo povero Gulbis rimane in partita, altro che autonomia…”. “Ma io sono contento!”. “Lo so…lo so. Siamo mica qui per esser seri: saremmo altrove, se dovessimo esser seri!”. “Sì, saremmo al cabaret!”, chiude Rino. “Ma allora Nadal è bravo anche nel calcio: hai visto, Rino, come ha deviato la palla col tacco?”. E’ bravo anche a tennis: 5 pari. Tommasi ne dice una piuttosto interessante: “Poi, ha giocato male. Però, è arrivato bene”. Nadal corre come una gazzella, ma sbaglia una controcorta. “Però, Nadal mi lascia perplesso: o non è una buona giornata per lui, o questo torneo non lo vince”. Oppure Gulbis è più forte di quanto pensasse, Gianni? Un rovescio fuoricampo del lettone decreta l’inizio del tie break: “Un equivoco, più che un tiro”, così è capace di descriverlo.
Dopo l’equivoco, il giovanotto di ottime speranze sprofonda un rovescio in rete, ma recupera il minibreak, con un notevole pressing da fondo: è sotto per 2 a 1. Il rivale, che sa di giocarsi con questo tie la possibilità di vedere la sua Spagna in semifinale dei campionati europei di calcio in diretta, affretta i tempi, riconquista un minibreak e si porta rapidamente sul 5 a 2. “Gran dritto di Nadal!! Quattro set point per lui!”, irrompe Rino, felice che il suo pronostico stia per avverarsi (Nadal in quattro set). Ernesto lancia un rovescio un metro oltre la riga di fondo: 2 set a 1 per il re della terra rossa, in grado di cavarsela egregiamente anche sull’erba. “Escono tutti e due…”, registra Tommasi. “Sì, ma non è ancora l’ora del the…”. “Ma è l’ora della pipì!”. Rino non dimentica l’impresa di Galvani: “Complimenti a Stefano, veramente: ha perso al quinto con Youzhny, ma è stato bravissimo!”. Mi unisco.
Nel quarto set, fino al 3 pari, i due tennisti giocano ancora il loro miglior tennis, strappando diversi “pero!” e qualche “mammamia!” ai cronisti, mai paghi di tanto spettacolo. Dopo aver tenuto a zero il settimo gioco, Rafa, seduto per i dispari, allinea con maniacale precisione le bottigliette davanti ai suoi piedi: “Mi ha detto sua moglie…”, racconta Clerici, “…che Lendl, prima di addormentarsi, faceva la stessa cosa con le ciabatte, ai bordi del letto”. “Questa te la sei inventata, ma è carina lo stesso!”, lo scopre il collega, divertito dalla fantasia dello scrittore. Gianni continua a rimarcare che le scarpe di Gulbis (le stesse, dice, che calza Djokovic) non sono adeguate all’erba: “Ma quella ditta lì…fabbrica anche degli sci? Sono specialisti in scivolate…ahi: forse ha esaurito l’autonomia, Gulbis…noooo! Gulbis, Gulbis…cosa mi fai?”. Un rovescio sbagliato consegna il break definitivo a Nadal: 5 a 3. “Gran risposta di Gulbis, che cerca di rimandare la doccia”, Tommasi va sul classico. Ci si mette anche Rafa, con un doppiofallo: 1530. La voce di Clerici sparisce per qualche secondo: “Ahhh, mi dicono che la mia linea si era bloccata: per fortuna non era un’arteria!”. Straordinario, Gianni! “Ha preso anche questa! Ha preso anche questa!!”. Nadal non finisce di stupire per le sue capacità di recupero: “Sì…ma quello lì bisogna che vada alle serali, per migliorare la volée di dritto! Bisogna che lo dica a Pilic, quando lo incontro…”. Match point. “Eccolo là!”. “Ecco qua!”. Eccaallà! “Hanno vinto in due, eh? Nadal la partita, Gulbis promosso!”, decreta Tommasi. “Altro che! E’ il futuro numero quattro, e son cauto!”.
Il finale è strepitoso. Inizia Tommasi “Questo Gulbis lo troveremo presto…purtroppo, anche a Montecatini”. “Ahh! Fa la cura delle acque?”. “No, fa la cura della Coppa Davis. E, secondo me, può batterci!”. “Ma perché…ce l’ha un amico per il doppio?”. “Perché…noi abbiamo un doppio?”
Tommasi: 8
Clerici: 8
Nadal: 9
Gulbis: 9