Svetlana Kuznetsova d Zahlavova Strycova 6‑2, 6‑4 Trad. a cura di Enrico Riva
Q. Posso chiederti cosa pensi del tuo gioco e se sei soddifatta?
SVETLANA KUZNETSOVA: Non è stato un buon inizio, non giocavo con lei da un po’ e non sapevo cosa attendermi. Ho avuto problemi alla risposta, poi mi sono abituata.
Ero un set avanti e 2-0 e ha iniziato a piovere ed era molto buio. Ho mangiato qualcosa e siamo immediatamente tornati in campo, non mi sentivo al meglio. Ma dovevo giocare.
Non mi muovevo bene e lei mi ha brekkato un po’ di volte. Lei commetteva molti errori e io non servivo bene e sbagliavo molti approcci.
Q. Sei stata colpita dalla sua “furia” nel primo set?
SVETLANA KUZNETSOVA: E’ stato strano perchè stavo guardando il pubblico e poi ho visto un giudice di linea avvicinarsi all’arbitro e dire qualcosa di strano e la sua reazione è stata ancora più inaspettata. Ma la conosco da junior, so che è fatta così.
Q. Pensi di poter andare oltre i quarti quest’anno?
SVETLANA KUZNETSOVA: Certo, posso migliorare. Ho un match molto difficile il prossimo turno, e non vedo l’ora perché mi sento sempre meglio sull’erba.
Q. Pensi di avere il rispetto che meriti relativamente alla tua classifica? Si parla sempre si Ana e Maria. Sei gelosa?
SVETLANA KUZNETSOVA: Non so, perchè non so cosa hanno loro, non le seguo più di tanto. Sono contenta di quello che ho. Se ottengo di più meglio. Va così. Se ottengo men ova bene uguale.
Non posso cambiare le cose per cui non val la pena concentrarsi su questo. Ana è la numero 1, ha vinto a Parigi è normale che abbia più attenzione.
Anche Maria è stata numero 1. Hanno un marketing diverso dal mio. Sono più commerciali. Ma io vengo qui e penso a loro come tenniste perché qui si gioca a tennis. Quello che succede fuori è un’altra cosa.
Q. C’era un certo calore del pubblico verso di te alla fine della partita quando hai lanciato i polsini e loro hanno applaudito.
SVETLANA KUZNETSOVA: E’ fantastico. Ma a me non importa quanta attenzione ottengo. Non mi interessa come la gente mi tratta. Mi piace essere gentile e di solito questo è il risultato.
Per me giocare davanti al pubblico e trovare con loro un legame è molto speciale. È molto importante per me.
Q. Pensi che non sarai mai una giocatrice completa finchè non vincerai uno Slam?
SVETLANA KUZNETSOVA: Ho vinto uno Slam.
Q. Scusa, finchè non vincerai Wimbledon.
SVETLANA KUZNETSOVA: Beh, Justine non ha mai vinto Wimbledon ed è stata la numero 1. ha vinto altri tornei, altri Slam. Per me è stata una delle migliori, per cui è difficile dirlo.
Q. Ci sono nove russe tra le ultime trentadue giocatrici, non è male. Quale pensi sia la ragione di tanto successo?
SVETLANA KUZNETSOVA: Me lo chiedono più spesso di quanto mi venga chiesto il mio nome. Il successo è dovuto alla mentalità, per come siamo cresciute, perché per nessuna è stato semplice. Non abbiamo una federazione che ci da soldi o ci supporta. Ci sono grandi persone nella federazione ma sono i genitori che ti spingono. Nessuno aveva soldi quando siamo cresciuti, tutti avevano poco. Vivevamo in bungalow quando viaggiavamo e cercavamo di risparmiare su tutto. È un po il caso di Kafelnikov. Viaggiava con me con una o due racchette perché non ne aveva. Si allenava indoor senza riscaldamento. C’erano zero gradi. Siamo cresciuti forti perchè eravamo senza niente. Ci siamo temprati. Siamo gente dura.