Le sorprese una volta erano una rarità, anche se la sconfitta della Ivanovic è molto meno clamorosa di quella della Sharapova. La serba non ha ancora imparato a giocare sull'erba. Rino Tommasi
WIMBLEDON - Ad un certo punto della partita tra Lleyton Hewitt e Simone Bolelli mi sono chiesto se la voglia di avere finalmente un giocatore importante non mi avesse illuso sulle possibilità e sulle qualità del giocatore bolognese.
E’ certo che alla prova del campo ho avuto l’impressione di rivedere la stessa partita dell’anno scorso quando, proprio sullo stesso campo e contro lo stesso avversario, Bolelli aveva raccolto solo cinque games in tre set.
Claudio Pistolesi, l’allenatore di Bolelli, mi aveva spiegato che l’anno scorso era stata un’altra storia, che il suo giocatore non poteva servire e che era cresciuto molto.
Per due set e mezzo ho temuto il peggio. Nel terzo sul 4 a 3 per Hewitt, Bolelli ha dovuto recuperare da 15-40, sul 5 a 4 ha dovuto salvare un match pont.
Tuttavia quando Bolelli è riuscito a rifugiarsi nel tie-break ho sperato che avendone vinti tre su tre contro Gonzalez la partita potesse allungarsi. Niente da fare, il verdetto del tie-break (7 a 2) è stato impietoso come i primi due set, Bolelli bocciato (o rimandato), speranze rinviate.
Onestamente devo riconoscere che non avevo visto Hewitt giocare così bene dai tempi in cui era numero uno ma bisognerà rivederlo contro Federer, suo prossimo avversario.
Il campione svizzero non ha avuto problemi contro il francese Gicquel. Si è permesso di cedere il primo turno di servizio poi ha lasciato all’avversario solo le briciole.
Dopo Maria Sharapova, la numero 3 del tabellone femminile, anche Ana Ivanovic, la numero uno e la vincitrice del Roland Garros, è stata eliminata ma, almeno a mio parere, questa sorpresa è stata molto meno clamorosa di quella del giorno prima. La Sharapova aveva perso in due set contro una connazionale sconosciuta, Alla Kudryavtseva , numero 154 in classifica. La Ivanovic ha perso, quasi con lo stesso punteggio, contro la cinese Jie Zheng, che il computer segnala al numero 133 ma che vanta due vittorie in doppio nei tornei dello Slam e che due anni fa era numero 27. Peraltro è opportuno ricordare che la Ivanovic aveva dovuto salvare due match point contro la francese Dechy, numero 97.
Insomma viene da chiedersi se sia in atto nel tennis femminile, dove le sorprese erano una volta una rarità, un’autentica rivoluzione.
In realtà la Sharapova ha pagato le troppe distrazioni (le interessano più le copertine delle coppe), per la Ivanovic si tratta di un problema tecnico perché la giocatrice serba non ha ancora imparato a giocare su questi campi.
Dove invece si trovano molto meglio le sorelle Williams. Oggi, ad esempio, Serena non aveva una partita facile contro la Mauresmo, che ora è in declino ma che ha comunque vinto due tornei dello Slam, uno proprio qui. La Mauresmo è stata in partita fino al tie-break del primo set, poi ha ceduto.