Ritratto del tennista serbo, approdato al quarto turno del torneo, amante delle buone letture con una particolare predilizione per Friedrich Nietzche. Luigi Ansaloni
Wimbledon - Ama leggere Dostojevsky a tal punto da farsi tatuare sul braccio sinistro la frase più celebre del leggendario autore russo: “La bellezza salverà il mondo”. Passa le ore prima della partita leggendo e contemplando“Così parlò Zarathrustra” di Friedrich Nietzche. Lo chiamano il “tennista filosofo”, Janko Tipsarevic, classe 1984, numero 40 delle classifiche Atp, approdato (per il secondo anno consecutivo) agli ottavi di finale, dopo una bella partita contro Tursunov . Un animale raro, quello dell’uomo con la racchetta in un mano e un buon libro nell'altra, specie in un mondo spesso dorato come quello dei Country Club: “Questi libri mi lasciano qualcosa - ha detto oggi Tipsarevic al termine della partita - Se cerco di capirli, che non vuol dire che succede sempre la prima volta che leggo un libro, mi lasciano delle forti tracce. Per fare un esempio, il mondo della psicologia e della filosofia e il pensiero che Nadal ha quando è sotto 6 - 1, 6- 2, 5 -2, 15 - 0 e fa un vincente e dice “vamos” perché ci crede ancora, sono due cose differenti”. La lettura fa talmente tanto parte del suo mondo che condiziona persino il suo modo di giocare: “Negli ultimi tempi non sto leggendo moltissimo. Alcune delle cose che stavo leggendo erano un po’ deprimenti e non riuscivo a pensare positivamente al mondo che mi circonda dopo aver letto quei libri - confessa il serbo - specialmente con la vita che faccio nel circuito. Non aiutavano il mio tennis. Non penso di essere migliorato perché ho smesso di leggere. Mi sono preso una pausa di un paio di mesi”. Tipsarevic è il numero due di Serbia, dietro al suo amico Novak Djokovic, al quale porta tanto rispetto ma non invidia: Janko è consapevole delle sue grandi qualità, tanto che, a chi gli chiede se può arrivare al livello del suo connazionale, dice senza mezzi termini “Se c’è riuscito lui, non vedo perché non dovrei riuscirci io”. Roger Federer si ricorda molto bene di questo giocatore che usa gli occhiali rossi per avere una migliore visibilità durante il gioco: in Australia il numero uno del mondo dovette sudare le proverbiali sette camice per avere la meglio su Janko, dopo una partita finita 10-8 al quinto set e 4 ore e 26 minuti di grande tennis (clicca qui per leggere l’articolo di Ubaldo Scanagatta su quel match dal blog). Il mondo dopo quel match scoprì Tipsarevic. Adesso il quarto turno gli ha riservato un incontro con il destino, visto che il suo avversario sarà il suo grande amico Schuettler, al quale però Janko sembra pronto a fare un brutto scherzo, in attesa di mostrare a tutti il suo nuovo tatuaggio che, promette, sarà “prossimamente sui vostri schermi”.
Luigi Ansaloni