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Rassegna Stampa del 27 Giugno 2008

Povera Maria, l'erba è sempre più grigia (Clerici).

Indovinate chi andava a passeggio con il "Vecio" scriba per i vialetti di Wimbledon???

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Rubrica a cura di Daniele Flavi


Povera Maria, l'erba è sempre più grigia, Gianni Clerici la repubblica del 27-06-08

 

Le vie del Signore sono infinite. Per arrivare dal mio cottage alla sala stampa, e al loculo televisivo, sono costretto a passare traverso i campi di allenamento di Aorangi Park, lo ex club dei neozelandesi di Londra, ora assorbito dallo All England Lawn Tennis and Croquet Club. In queste splendide giornate estive, lungo i vialetti fioriti di ros e geranie impatiens non è difficile rivolgere sguardi a volte distratti, a volte ammirati, a belle spettatrici o a giovani tenniste, impegnate in palleggi d'allenamento. Camminando l'altro giorno con l'amico Michele Fimiani non cessavamo di lodarne l'avvenenza sinché, di fronte ad uno dei campi, non ci colpiva l'immagine di un diritto scagliato da una bestiolona forzutissima. E non solo di un diritto, ma due, tre, quattro, tutti egualmente potenti , tutti egualmente precisi. L'impressione era tale da bloccarmi di botto, e osservare con attenzione l'esecutrice di similic olpi. Alla mia impressione interrogativa, Fimiani, uno che sa tutto, mi avrebbe informato. «Ma si tratta della Kudryavtseva». E, al mio reiterato stupore: «La chiamano anche la Lottatrice, perché è figlia di un campione olimpico di greco romana». Mi sarebbe venuto da ridere. «Da noi, in Insubria, si dice Luttadura. Al principio del secolo, nelle nostre fiere di paese, era famosissima una certa Pina, soprannominata, appunto, Pina la Luttadura. Acquistando un biglietto di ingresso nel suo circo, si otteneva il diritto di salire sul ring, e sfidarla. E non erano in pochi i bulli di paese che volavano fuori, increduli, dopo averci provato». Rivolgendomi poi nuovamentea Michele: «Ma, a parte la lotta greco romana, sembra brava, al tennis». «Credo che valga molto di più della sua classifica - avrebbe confermato l'amico - anche se per ora è soltanto Numero 154». Non credevo proprio di ritrovare alla Kudryavtseva programmata sul Campo Uno, e mi dicevo, accingendomiad un artico lo sulla partita che avevo commentato, Nadal e Gulbis, che non valeva certo la pena di una visitina, quando il mio vicino di banco, Mark Winters, mi scuoteva letteralmente: «La Bella sta perdendo, contro la Bestia». Ci apprestavamo a raggiungere il Numero Uno, in una tribuna che, da semivuota, era ormai sommersa di giornalisti. Di fronte a noi la bellissima Maria, agghindata nella sua argentea zanzariera, pareva divisa tra il furore e le lagrime.  Si avventava sulla palla gemendo come e più del solito, ma finiva per inviarla dovunque, fuorché all'interno della righe. Di fronte a lei c'era proprio la ragazza dell'altro giorno, la Luttadura russa. L'acne che le butterava il viso non impediva di avvertire la lucidità di due occhi azzurrissimi, mentre il tremito delle labbra avare denunziava un continuo monologo, che si infittiva nelle soste dei cambi di campo. «E' una lettrice grande quanto suo padre fu lottatore», mi avrebbe sussurrato Mark. «Non fa che ripetere frasi di Dostoevskj, e soprattutto di Povera Gente. L'aiutano a soffrire, dice». Sarà. Ma, per una volta, a soffrire era l'altra, era Maria. Ormai avvezza alla recitazione delle star, mascherava con sorrisi tanto stirati da trasformarsi in rictus lo scoramento. Correva, con le sue gambe tanto più lunghe e ben fatte di quelle della Luttadura, ma, raggiunta che avesse la palla, ne traeva disastri. Smarrito miseramente il primo set dopo una striscia negativa di ben quattro games, sembrava riprendersi con un due a zero nel secondo. Nuovamente sommersa da analoga striscia, dal due quattro risaliva una seconda volta a quattro pari, per essere per essere infine giustiziata da un'avversaria che pareva colpire con l'agio mostrato in allenamento. Giusto tre giorni addietro, quando, pur nella mia ben nota esperienza, addirittura nelle mie qualità divinatorie, non l'avrei mai creduta capace di un risultato simile. Non resta ora che attendersi la svendita del celebratissimo modellino Sharapova nei mercati rionali, al settanta per cento di sconto.
 

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