I due sono lanciati verso la terza finale consecutiva in modo da scoraggiare qualsiasi ipotesi alternativa. Tra le donne si va verso una finale in famiglia tra le Williams. Rino Tommasi
WIMBLEDON - Non è facile estrarre dal programma più ricco delle due settimane del torneo l’argomento principale. Roger Federer e Rafael Nadal sono lanciati verso la loro terza finale consecutiva in modo da scoraggiare qualsiasi ipotesi alternativa.
Ci si chiedeva se un Lleyton Hewitt che contro il nostro Bolelli sembrava tornato quello di qualche anno prima potesse infastidire Federer, contro il quale era in serie negativa da ben undici incontri. Niente da fare, gli incontri sono diventati 12 senza che Hewitt abbia potuto sperare di invertire la tendenza. Ha lottato per un set riuscendo ad allungarlo al tie-break ma alla fine lo ha dovuto cedere per 9 punti a 7 senza avere la soddisfazione di un set point (ne ha annullati tre prima di arrendersi) e senza procurarsi una sola palla break.
Incassato il primo set in 49 minuti, l’incontro è diventato una formalità, due break nel secondo set ed uno del terzo hanno fatto il risultato, ora tocca ad Ancic, l’ultimo giocatore ad aver battuto Federer a Wimbledon (2002).
“Ho commesso l’errore di sottovalutarlo ha detto Federer, ricordando quella partita, non l’ho più fatto contro nessuno”.
Ancic, peraltro, ha rischiato di mancare l’appuntamento perché era sotto due set a uno ed 1 a 4 nel quarto prima di riuscire a vincere per 13-11 al quinto contro il mancino spagnolo Fernando Verbasco. La Spagna però di mancini nei quarti di finale ne avrà ugualmente due perché oltre a Nadal, che ha tritato uno Youzhny incomprensibilmente tiepido e sottomesso, ci sarà anche Feliciano Lopez che dopo avere annullato tre match point (il terzo con un ace sulla seconda di servizio !) ha battuto per 8-6 al quinto il cipriota Baghdatis, semifinalista l’anno scorso.
Mi ha sorpreso la vittoria del francese Clement, che sembrava in declino dopo essere stato finalista all’Australian Open sette anni fa, sul giovane croato Cilic, che deve ancora imparare a giocare su questi campi.
Nel singolare femminile, dopo la Ivanovic (n. 1) e la Sharapova (n. 3) hanno perso anche la Jankovic (n. 2) e la Kuznetsova (n. 4) per cui si può già affermare che per la prima volta nella storia di questo torneo o almeno da quando (1927) sono state introdotte le teste di serie nessuna delle prime quattro raggiungerà le semifinali, in questo caso nemmeno i quarti di finale che sono in programma oggi.
Della Jankovic, vincitrice delle due ultime edizioni del Foro Italico, si sapeva che non era in brillanti condizioni fisiche ieri è stata s confitta in due set dalla tailandese Tamarine Tanasugarn, 31 anni e figlia di un giocatore di pallavolo che ha partecipato, nel 1960, alle Olimpiadi di Roma. In quanto alla Kuznetsova è stata sconfitta dalla polacca Agnieszka Radwanska che si era già segnalata l’anno scorso battendo a Flushing Meadows la Sharapova.
Nessun problema invece per le due sorelle Williams per cui prende forma la possibilità di avere qui per la terza volta una finale in famiglia.
Nei quarti ci sono due giocatrici orientali (oltre alla Tanasugarn c’è anche la cinese Zheng) , due russe, due giocatrici dell’est europeo (al ceka Vaidisova e la polacca Radwanska) mentre le Williams difendono il prestigio del tennis americano, tradito dagli uomini.
I miei pronostici: Serena sulla Rawaska, Venus su Tanasugarn, Dementieva sulla Petrova, la Vaidisova sulla Zheng.