Due mancini si tre li piazza nei quarti. Nadal esclama: "L'avevo detto!". Ha esultato più per il gol di Torres che dopo il matchpoint con Youzhny. Prosegue la rivoluzione femminile. Ubaldo Scanagatta.
WIMBLEDON - Arriba Espana! Mentre la Spagna “euro” del pallone impazza, con Piccadilly Circus presa d’assalto non meno che due anni fa dagli italiani campioni del mondo, quella della palline gialle sull’erba è stata ad un passo dal piazzare tutti e tre i suoi mancini nei quarti di finale.
Nadal e Lopez ce l’hanno fatta, Verdasco no perché avanti due set a uno e 4-1 nel quarto con Ancic, ha finito per perdere 13-11 al quinto. E così Ancic ritroverà Federer, da lui battuto nel 2002.
Ma la Spagna resta sugli scudi perchè Rafa Nadal ha dominato 6-3,6-3,6-1 il russo Youznhy dal quale aveva perso 4 volte, con 21 discese a rete vincenti su 24. E nel trasformare il matchpoint non ha nemmeno esultato. Mentre una decina di testimoni oculari nel suo appartamento sostengono che sia uscito quasi fuori di testa domenica sera, sia al gol di Torres che al fischio finale di Rosetti, quando ha subito inviato un SMS al suo amico Casillas.
“Ho fatto dei gran salti…ma niente champagne, semmai lo teniamo in fresco …per la fine del torneo. Ve l’avevo detto che era più facile che vincessimo l’Europeo che io Wimbledon! Adesso stiamo a vedere che succede qui …"
Intimi riferivano che Rafa preferisse affrontare nei quarti il francese Gasquet piuttosto che …”Murray e tutto il Regno Unito!” Per pensare a Federer c’è tempo: intanto lo svizzero ha dominato Hewitt, 7-6,6-2,6-4 senza mai perdere il servizio.
Prima Feliciano Lopez aveva battuto 8-6 al quinto a Baghdatis, annullando al cipriota tre matchpoints sul 4-5, il terzo con un ace sparato, ai limiti dell’incoscienza, con la “seconda” di servizio.
La rivoluzione del pianeta donna sull’erba di Wimbledon continua nel SuperMonday, il giorno in cui si sono disputati tutti gli ottavi di finale, uomini e donne, di questo torneo sorprendentemente ancora baciato dal sole.
Per la prima volta nella storia dei Championships, dacchè nel 1927 _ su idea di Lewis Carroll, l’autore di Alice nel Paese delle Meraviglie _ fu introdotto il sistema delle teste di serie per evitare che i favoriti si potessero scontrare ai primi turni, nessuna delle prime quattro “star” è arrivata ai quarti di finale, fra le otto “superstiti” (gli inglesi dicono proprio “survive”). Sempre, in 70 anni, almeno una era giunta in semifinale. Alle sconfitte della n.3 Sharapova (con la Kudryavtseva) e della n. Ivanovic (Zheng) si sono aggiunte quelle di Jelena Jankovic n.2 sorpresa dalla thailandese Tamarine Tanasugarn (31 anni, n.60 Wta e “veterana” di 45 Slam nei quali mai, nonostante un antico “best ranking” di n.19, era andata così avanti) e di Svetlana Kuznetsova, n.4 crollata dal 4-1 nel terzo con la polacca Agnes Radwanska, n.11.
La Ivanovic resta n.1. Per la Polonia è una “prima” a simili traguardi. Ma è una “prima” anche trovare nei quarti di oggi (Zheng-Vaidisova, Radwanska-Serena Williams, Dementieva-Petrova, venus Williams-Tanasugarn) due ragazze con gli occhi a mandorla. Oltre alla Tanasugarn la cinese Jie Zheng che qui aveva vinto il doppio un paio d’anni fa ma in singolo non era mai andata oltre al terzo turno. “Darò tutto il mio montepremi alle vittime del terremoto, l’avevo già fatto con quello del Roland Garros”. Chapeau.
Ubaldo Scanagatta