La giovane britannica ha eliminato la numero 1 del torneo Junior. Per lei una conferenza stampa degna di un big. Gli inglesi, dopo Murray, sperano di aver trovato anche una campioncina. Michele Fimiani
“Non so se ero più nervosa prima del match o prima di venire in conferenza stampa!” ha detto Laura Robson, 14 anni britannica che quest’oggi ha eliminato la testa di serie numero uno del tabellone dal torneo Junior femminile. Ci aveva perso appena una settimana fa con la statunitense Oudin, nella finale del torneo di Roehampton, dopo aver vinto il primo set. “Ho capito il suo gioco e questa volta non mi sono fatta rimontare e ho continuato ad attaccare!”
Proprio il gioco d’attacco è la caratteristica principale di questa giovane inglese che dà l’impressione di essere molto sicura di sé a dispetto della giovanissima età. “Una giocatrice a cui mi ispiro? Sinceramente provo a giocare il più possibile a modo mio. Se proprio devo scegliere apprezzavo molto Martina Hingis.”
E piano piano anche i giornalisti inglesi si stanno rendendo conto che forse sta nascendo una nuova campioncina britannica, visto che quest’oggi erano presenti alla sua conferenza stampa alcuni dei principali "tennis writer" di Oltremanica tra cui Barry Flatman del Sunday Times. Per una Williams che si lamenta di essere relegata in un campo secondario, c’è una Robson che addirittura viene ricevuta dai media nella sala interviste principale, per intendersi quella utilizzata di solito per i vari Federer e Nadal. Appena si è seduta davanti ai cronisti l’espressione di Laura era simile a quella di una studentessa di fronte ad una commissione esaminatrice. Tanto che ad un certo punto l’amico del nostro Ubaldo, Charles Bricker del Sun Sentinel, la interroga scherzosamente: “Sai chi è stata l’ultima grande giocatrice britannica?” Promossa con lode la piccola Laura che prontamente risponde: “Credo sia stata Virginia Wade, molto tempo fa…”
Pantaloncino corto, maglietta rosa e felpa nera, fisico ancora da ragazzina; faceva quasi impressione vedere un visino così pulito ed infantile rispondere alle domande che di solito vengono rivolte ai veterani del circuito.
Anche i giornalisti, capito l’imbarazzo della quasi bambina, hanno tenuto un comportamento quasi “paterno”, rivolgendole le domande in modo, per così dire, affettuoso. Ed è proprio in conferenza stampa che abbiamo appreso che la Robson dopo essere nata a Melbourne si è trasferita a Singapore quando aveva 18 mesi per poi stabilirsi in Inghilterra per motivi di lavoro del padre. Di quale mestiere si tratta? “Al momento non ne sono sicura…sicuramente lavora alla Shell!” Adesso vive a Londra, anzi proprio a Wimbledon tanto che per venire a giocare le occorrono appena cinque minuti di camminata.
Allenata lo scorso anno dall’ex finalista di Wimbledon Olga Morozova, il giovane talento britannico è passata ora sotto le mani di Martijn Bok.
A causa della così detta “regola Capriati”, secondo la quale fino a 14 anni non si possono giocare più di 10 tornei l’anno, Laura sarà costretta a saltare i prossimi US Open.
Negli ottavi di finale la giovanissima Robson incontrerà adesso l’olandese Kerkhove, ma lei non sembra affatto spaventata di avere addosso gli occhi dei media inglesi, che dopo Murray tra gli uomini adesso sperano di aver trovato una campionessa anche in campo femminile.