Non ha idea di quanto guadagnerà. Perchè non sa quanto preleverà il Governo Cinese. "Il tennis resta uno sport minore rispetto a ping-pong e tuffi" Quando Andrey sorprese Wilander e la sua camera d'albergo. Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON - Non solo ping-pong, non solo tuffi, i due sport più popolari al di qua della Muraglia Cinese. Una cinesina di 25 anni, Jie Zheng, n.133 del mondo ed in tabellone grazie ad una wild card _ come Ivanisevic sei anni fa…_ è la prima rappresentante del suo immenso Paese in semifinale ad uno Slam.
La dolcissima Jie, ex n.27 Wta, aveva vinto qui il doppio nel 2006 con la Yan Zi (prima vittoria cinese di sempre a Wimbledon), ma non vedrà mai i 236.000 euro che spettano a chi arriva in semifinale a Wimbledon. Per due motivi, ci ha spiegato (tramite interprete): a) non sa assolutamente quanto il Governo cinese le tratterrà; b)ha comunque deciso di devolvere i suoi guadagni alle vittime del terribile terremoto che ha devastato la regione del Szechuan: “Anch’io vengo da quelle parti”.
Una storia simile a quella del russo Chesnokov che nell’86 battè il campione in carica Mats Wilander al Roland Garros. La glasnost di Gorbaciov non era arrivata, i tennisti russi erano spesati se vincevano (con mille problemi per il visto ad ogni torneo), ma i soldi del montepremi, né lui né la Zvereva finalista nel 1988, non li vedevano mai. “La mia camera d’albergo qui a Parigi è più grande del nostro appartamento a Mosca…” scappò detto a Chesnokov che, così, passò i suoi guai. Non si scherzava con il Soviet Supremo allora, non può scherzare oggi Jie Zheng, piccola reincarnazione di un Davide cinese al cospetto delle due (avvenenti) gigantesse d’un metro e 83 cm eliminate in questi giorni, la serba Ana Ivanovic (6-1,6-4) e la ceca Nicole Vaidisova (6-2,5-7,6-1) che le ha strappato il primo set del torneo.
“Mi innamorai del tennis guardando in tv Steffi Graf e Monica Seles e mia sorella maggiore giocava un po’…ma in Cina il tennis era (ed è) uno sport minore. E’ stato un caso che io mi ci sia avvicinata. Avevo tanta energia e i miei genitori allora…_ ha spiegato Jie grata al marito Li Chen che l’allena: (“Senza di lui il mio servizio non sarebbe mai diventato quello che è oggi”).”
Tante ragazze cinesi, sette in tabellone con quelle di Taipei, e nessun uomo…perché?
“Vorrei saperlo…i cinesi non hanno abbastanza muscoli. Nel basket c’è Yao Ming ma…i ragazzi scelgono il ping-pong…forse ora qualcuno in più abbraccerà il tennis”.
Soprattutto se lei vincesse un oro olimpico a Pechino, magari in doppio. Due cinesi lo vinsero ad Atene. “Ma a Pechino sarebbe un’altra cosa…”.
Oggi i quarti maschili mentre dilaga la “Murray-fever” con i biglietti vendono venduti al mercato nero a cifre folli. Federer dovrebbe vendicare l’unica sconfitta con Ancic (5-1 i duelli, ma il croato è stato l’ultimo a batterlo a Wimbledon, 2002), Nadal sta 3-0 con Murray ma avrà tutti contro e sarà certo più dura che poi in semifinale contro il vincente del quarto meno nobile Clement-Schuettler (1-4). Safin ha battuto una sola volta il mancino di Madrid Lopez in cinque sfide. Ma è più giocatore. Basterà per arrivare a Federer?
Ubaldo Scanagatta