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Curiosità

Un passato dorato
nel mitico museo

E' una tappa assolutamente obbligatoria per ogni appassionato che si rispetti. Tra cimeli d'epoca e oggetti inediti, ecco il racconto di un percorso emozionante modificato negli anni. Francesca Cicchitti

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La prima volta che sono venuta a Wimbledon nel 1996, dopo aver fatto la classica fila di circa cinque ore, svegliandomi al mattino verso le quattro e mezzo, non mi sembrava vero di essere riuscita ad entrare nel Tempio del Tennis e di poter accedere al campo centrale. Non volevo perdermi nulla di tutto ciò che c’era da vedere. Era una giornata simile a quella di oggi, un tempo variabile sole che si alternava alle “showers”, tipiche qui a Londra, così in un momento di pioggia decisi insieme alla mia amica Silvia, di andare a vedere il famoso Museo di Wimbledon. Mi ricordo che rimasi impressionata nel vedere quanta storia era racchiusa tra quelle mura.
Così oggi, approfittando dell’ennesima interruzione per pioggia mi sono recata nel nuovo Museo, che dal 2006 si trova entrando dai cancelli principali di Church Road, subito sulla sinistra. E’ la terza volta che il museo cambia sede, quello odierno ha spazi molto più grandi a disposizione, in questo modo gli oggetti esposti hanno una migliore visibilità. Si possono ammirare le prime racchette in legno, tutta la loro evoluzione sino ad arrivare a quelle odierne.

Ci sono oggetti antichi e preziosi, in argento e in oro, tutti in tema tennistico. Medaglie, monete con il simbolo di Wimbledon, targhe e poi tutti i trofei dei vincitori del torneo: coppe di ogni grandezza e di spettacolare bellezza per le decorazioni. Continuando la mia visita nella storia del tennis, trovo teoriche ricostruzioni degli spogliatoi di un tempo, quelli maschili e quelli femminili, che lasciano spazio alla mia fantasia di immaginare i grandi tennisti di una volta mentre si preparavano prima si affrontare una partita importante. Arrivo poi al settore degli indumenti quelli che maggiormente mi hanno colpito sono i completi delle tenniste: dai primi anni venti, abiti che pesavano fino a tre chili; sino a quelli delle attuali campionesse, come ad esempio, un completo dello scorso anno di Jelena Jankovic Sempre dei nostri giorni, non potevano di certo mancare un paio di scarpe color oro, indossate della regina del glamour, Maria Sharapova.
 

La grande novità che differenzia e che rende questo museo unico nel suo genere, é la tecnologia che ormai è diventata di casa. Durante il percorso da seguire, che potremmo definire un percorso multimediale, si ha la possibilità, tramite dei monitor digitali, di poter guardare filmati originali, di tutto ciò che vi ho appena descritto. In più si possono vedere spezzoni di partite memorabili, di campioni altrettanto importanti. Oppure tutti i cambiamenti strutturali dell’impianto sportivo. L’ampliamento del centrale, la costruzione del nuovo campo numero uno, e le fotografie complete di spiegazioni del progetto del tetto che il prossimo anno coprirà il centrale.
Per finire, la cosa più originale, almeno secondo me, è stato quello di incontrare nel percorso multimediale, un John McEnroe tridimensionale, che spiega attraverso la sua esperienza personale la storia di Wimbledon.
Una visita da non perdere, estremamente interessante, che penso piacerà molto anche a chi non ha molta dimestichezza con la tecnologia.
 

Francesca Cicchitti

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