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Nadal è il nuovo re di Wimbledon

Dopo quasi 5 ore di gioco lo spagnolo vince 9-7 al quinto. Finale straordinaria: 149 colpi vincenti contro 79 errori gratuiti! Battuti tutti i record di durata e di games.  Ubaldo Scanagatta

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WIMBLEDON _ Rafael Nadal è il nuovo campione di Wimbledon. Il primo spagnolo 42 anni dopo Manolo Santana, unico iberico vittorioso qui (1966). E non poteva trovare modo più epico per battere il n.1 del mondo che aveva trionfato a Wimbledon per cinque anni di fila: 6-4,6-4,6-7,6-7,9-7 al quinto set, 4 ore e 48 minuti al quarto matchpoint utile! Due nel quarto set, due nel quinto. Una finale incredibile, davvero memorabile. Il più incredulo di tutti pareva proprio Nadal, che alla fine ha scalato le tribune alla Pat Cash per salutare amici, parenti, allenatori, manager e poi è corso come se nulla fosse sul tetto fino al Royal Box per salutare gli amici, il principe, infrangendo tutte le regole del protocollo.

Un grandissimo campione che riesce a vincere al quinto set dopo aver mancato due matchpoint nel quarto dimostra di avere una solidità mentale assolutamente fuori dal comune. Che attributi il ragazzone di Manacor! A Federer resta la consolazione di rimanere n.1 del mondo, ma dopo aver perso assai nettamente a Parigi e in questo modo a Wimbledon _ sul 4-3 al quinto ha avuto la palla break del 5-3 _ temo che questa sconfitta gli brucerà ancora di più.

Se sono passate alla storia la finale Borg-McEnroe del 1980 (con il tiebreak 18-16), o quella fra Connors e McEnroe dell’82 (durò 5 set e 4 ore e 16 m), a maggior ragione passerà questa, assolutamente straordinaria, fra Roger Federer e Rafa Nadal. E’ successo davvero di tutto, non ha solo battuto tutti i record di durata e di games.

Lo merita ancor più perché la qualità messa in mostra dai due fenomeni dell’era contemporanea è stata nettamente migliore, circa il doppio dei colpi vincenti rispetto agli errori non forzati (60 a 27 per Nadal, 89 a 52 per Federer, anche se Federer ha messo a segno 25 aces contro i 6 di Nadal), sebbene possa sembrare ingiusto confrontare epoche, atleti, premi (quasi un milione di euro oggi) e attrezzi così diversi.

Di tutto? Beh sì. Il match è cominciato con 35 minuti di ritardo per la pioggia. Nadal sale due set a zero e sul 3 pari al terzo è 0-40 sul servizio di Federer: ha tre pallegame che hanno tutta l’aria di altrettanti mini-matchpoint. Non riesce a sfruttarli. Dopo una prima interruzione di un’ora e 20 minuti (ancora pioggia: sembra venuta a salvare Federer in difficoltà) con lo spagnolo in vantaggio 6-4,6-4, 4-5 e servizio, Nadal perde il set al tiebreak 7 punti a 5. Pare strano che Federer si sia fatto annullare 11 pallebreak su 12, lui per solito maestro dei punti importanti.

Nel quarto set entrambi tengono agevolmente i propri turni di servizio senza concedere nulla. Il tiebreak è la conclusione più naturale ed inevitabile: prima c’è un setpoint sul 6-5 per Federer, poi due matchpoint per Nadal, 7-6 e 8-7 (il secondo conquistato da Nadal con un passante di dritto strepitoso), Federer li salva aggrappandosi al servizio prima e, sul servizio di Nadal, ad uno straordinario passante lungolinea di rovescio (è il primo che gli riesce nel match!).

Dopo 3 ore e 56 minuti di battaglia (alle 20,54 italiane) Federer n.1 del mondo da 231 settimane e Nadal n.2 da 154 erano ancora in perfetto equilibrio: 6-4,6-4,6-7,6-7, 2 pari e 40 pari al quinto set. Seconda sospensione per la pioggia. Tutto era ancora in ballo.

Certo i primi due tennisti del mondo non potevano offrire spettacolo migliore ed emozioni più forti per un match che avrebbe portato comunque a un record, o le sei vittorie consecutive di Federer a Wimbledon o la prima accoppiata Parigi-Wimbledon di Nadal a 28 anni di distanza da Bjorn Borg.

Si riprende: Federer mette subito a segno due aces. 3-2, 3-3, 4-3 e lì Nadal salva con uno smash la palla-break del 3-5. E’ l’opportunità più grossa per lo svizzero.

In tribuna Bjorn Borg (fermo al pokerissimo di vittorie e destinato ad essere detronizzato da Federer o uguagliato da Nadal) siede nel Royal Box accanto a Santana. Sul 5 pari Federer è sotto 15-40, ma annulla con il 23mo ace la prima palla break, con un dritto la seconda. Che forza anche Roger ragazzi! Il pubblico non è mai stato così entusiasta e rumoroso da Ivanisevic-Rafter (2001, ma quello era il pubblico del lunedì): maggioranza per Roger, ma tanti anche per Rafa, due campionissimi. Cinque volte nella storia di Wimbledon un giocatore era stato capace di rimontare una finale sotto di due set a zero, ma l’ultima l’aveva vinta Henri Cochet sull’altro mousquetaire Jean Borotra nel 1927 (Cochet aveva perso 6-4 6-4 i primi due set…). E resta l’ultimo perché a Federer la rimonta non riesce. 62 games totali: i 58 games della finale fra Drobny e Rosewall nel ’54 (quando non esisteva ancora il tiebreak, chissà se non ci fossero stati neppure quest’anno!) è un record strabattuto. Per Nadal è il quinto Slam. Per Federer il traguardo dei 14 Slam appartenenti a Sampras non potrà essere eguagliato quest’anno: resta fermo a quota 12. L’appuntamento è all’US Open, ma prima ci sono anche le Olimpiadi. Un’altra finale Nadal-Federer?

"Quando ho rimontato i due set di svantaggio" ha detto Federer ai giornalisti francesi, "mi è tornata in mente la finale di Miami in cui vinsi contro Rafa al quinto, ed ho pensato: "Ci sono riuscito una volta, perchè non posso farcela di nuovo?""
  

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