Analisi della "caduta" dello svizzero, vittima delle sue stesse (?) scelte: da Higueras alla tattica suicida contro Nadal. Cino Marchese
Penso che tutti coloro che amano il tennis domenica abbiano sofferto vedendo la finale di Wimbledon. Al di là dei meriti straordinari di Rafa Nadal, che ha vinto una partita piena di emozioni e che poteva certamente finire diversamente se Roger avesse approfittato di quella palla break che l’avrebbe portato a servire per il match, tutti avranno notato che la tattica di Roger faceva acqua da tutte le parti e che, come ha commentato in diretta Gianni Clerici, lo avrebbe portato sicuramente alla sconfitta. Nadal tuttavia è stato formidabile ed ha supplito alla sua minore attitudine alla superficie con un’energia ed una determinazione incredibile. Alla fine ha meritato di vincere perché è stato superiore a Roger, nella tattica e nella grinta.
Sono sicuro che gli affezionati lettori del blog si ricorderanno di cosa ho scritto ai primi di aprile e quanti commenti controversi suscitò il mio articolo. Ora non vorrei trovarmi a dire “ve lo avevo detto”, anche perché ho sperato che Roger facesse quel break e che l’epica sfida con Rafa fosse rinviata. La vittoria a Wimbledon di Federer avrebbe tamponato una situazione che ormai non è più sostenibile. Lo svizzero è un immenso campione, ha deliziato gli appassionati di tutto il mondo con un tennis irreale, fatto di musica e di poesia. In tutto il 2008, però, ha vinto i tornei dell’Estoril e di Halle battendo avversari nettamente inferiori e collezionando una serie incredibile di sconfitte in tutti i principali campi del mondo. Dopo l’Australian Open dove ha perso con innumerevoli occasioni mancate, sono arrivate le sconfitte con Murray a Dubai, con Mardy Fish a Indian Wells, con Roddick a Miami, prima dei ko a Montecarlo contro Nadal (sprecando un break nel primo set ed un vantaggio di 4 a 0 nel secondo) e a Roma contro Stepanek (anche qui sciupando set point e break a favore). Una “Via Crucis” sul rosso caratterizzata da altre due sconfitte per mano di Nadal: ad Amburgo con vantaggi di 5-3 e 5-2, e al Roland Garros.
Ma visto come Federer ha giocato i primi turni a Wimbledon tutti ci siamo detti che forse sull’erba sarebbero usciti dalla sua mente le ansie e gli incubi ormai troppo frequenti e che il suo “giardino” lo avrebbe aiutato. Una vittoria gli avrebbe regalato nuova bellezza ed uno spirito vincente, come auspicato prima di Wimbledon da tutti i suoi tifosi.
Indubbiamente incontrare Nadal accentua nella mente di Federer le ansie ed i timori che ormai albergano in lui, ma era difficile ipotizzare che i fantasmi spagnoli potessero apparire così “reali” anche sul centrale di Wimbledon. Eppure sono apparsi, vigorosi come mai. Anche sul verde Roger, con una tattica suicida, ha accentuato i tanti meriti dello spagnolo intestardendosi a scambiare sulla diagonale rovescio-diritto che lo portava a perdere la maggioranza dei punti e solo con il servizio ed il suo diritto è stato in partita. E molto deve anche alla complicità della pioggia, perché altrimenti il match si sarebbe chiuso tre set a zero e niente finale champagne.
In tutti questi disastri però una morale c’è, deve esserci. Io sono convinto che Roger non è sereno e che ci siano dei fattori che influenzano in modo negativo la sua vita e di conseguenza la sua carriera. Tutto deve essere iniziato lo scorso anno con la discutibile decisione di licenziare Tony Roche che poco si armonizzava con il suo clan. Tutti ci siamo chiesti chi sarebbe stato il sostituto perché con Tony, anche se poco poteva parlare di tennis, c’era rispetto per l’uomo e per la sua competenza. Invece niente, non è arrivato nessuno e per mesi Roger ha fatto tutto da solo. La sua immensa classe lo ha aiutato a sopravvivere anche se i suoi problemi latenti si sono accentuati sempre più e non si sono intraviste soluzioni. Le vittorie importanti, che comunque sono arrivate, nascondono una realtà che non può più essere celata. Così improvvisamente salta fuori Josè Higueras e Roger spiazza tutti. Io conosco bene Josè e vi posso assicurare che non c’entra nulla con Federer, sono distanti anni luce per stile e per modo di essere. Certamente la scelta di Higueras va bene a qualcuno, anche al manager dell’IMG che si occupa di Federer ed anche qui vi posso dire conoscendolo molto bene che forse ha delle responsabilità perché Josè viene fuori dall’entourage della moglie. Higueras dovrebbe essere il consulente di Roger per la terra battuta in ottica Roland Garros! Beh, confrontate i risultati prima e dopo e traetene le conclusioni. Secondo voi Roger ha bisogno di qualcuno che gli dica di come giocare sulla terra? Anche un bambino capisce che Roger deve fugare le sue ansie e le sue paure quando si trova davanti a Nadal.
Ora è il momento delle conclusioni. Ci si dovrebbe fermare e fare il punto. Ci si dovrebbe rendere conto che il bilancio è fallimentare e se si vuole continuare a giocare bisogna fare qualcosa. Cosa? È difficile dirlo, ma provate a rileggere quanto ho scritto ad Aprile e forse potrete capire meglio quello che sta succedendo. Sicuramente esistono dei problemi al di fuori del tennis e sono più correlati alla maniera di vivere del campione. Essere numero uno comporta molti obblighi, alcuni piacevoli, ma la maggior parte no. È necessario però avere autonomia nelle decisioni, prendersi delle responsabilità e dei rischi. A volte si può sbagliare, ma con la propria testa. Non puoi sempre accettare o convincerti che certi passi sono quelli giusti. Perché quando la realtà mostra la verità arrivano i rimorsi ed i pentimenti, che complicano incredibilmente la vita di ogni uomo e ancor di più se è un tennista. Roger è un ragazzo intelligente e non posso credere che Higueras sia farina del suo sacco, così come non credo che lui non riesca a capire che scambiare con Nadal sulla diagonale del suo diritto è totalmente sbagliato anzi suicida, così come portarsi sul palco dei parenti un cantante rock e la sua truccatissima morosa. Ma questi sono esempi che dovrebbero accendere la luce a chiunque e se invece si cerca di metabolizzarli vuol dire che c’è qualcosa di molto più importante che non funziona e che deve essere ritoccato. Io spero che Roger Federer cambi qualcosa della sua vita perché vorrei proprio che ritornasse ad essere quel magnifico campione che è.