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Dopo Wimbledon

Venus e Serena. Chi più grande?

Dopo il quinto trionfo londinese della sorella maggiore, ci si chiede quale tra le due Williams sia da considersi più forte. Samuele Delpozzi

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Jon Wertheim ha posto per primo la domanda: col quinto titolo di Wimbledon, ottenuto proprio a spese della sorella, la carriera di Venus Williams oscura quella di Serena?
Questione spinosa, non fosse altro per il fatto che quest’ultima è ancora avanti nel computo degli Slam, 8 a 7. Però è innegabile che mai le distanze tra le due sono state più sottili, da quando sei anni orsono Serena attuò il grande ribaltone, passando rapidamente da sorella minore di Venus allo status di più forte delle Williams, una supremazia che allora (o forse anche oggi, nonostante le indicazioni del computer?) tendeva a coincidere con la vetta del tennis femminile.
Da allora nessuno ha più rimesso in discussione il primato familiare di Serena, considerata da molti addetti ai lavori la miglior giocatrice della storia, o quantomeno la più intimidatoria per le avversarie. Già, perché nell’era del power tennis, senza dubbio la più competitiva di sempre, nessuno ha dominato come lei tra il 2002 ed il 2003: un lasso di tempo che le ha fruttato 5 titoli dello Slam su 6 disputati, di cui 4 consecutivi spalmati tra le due annate, il cosiddetto “Serena Slam”. Tutte finali peraltro vinte a spese della sorellona, relegata per qualche tempo al ruolo di eterna seconda, fino alla nuova svolta. Ora i numeri sono tornati in pareggio, 8-8 negli scontri diretti, 5-5 negli Slam (ma 5-2 Serena nelle finali) e 2-2 sui prati di Wimbledon.
28 anni Venus, 27 Serena, entrambe sono state numero 1 del mondo, anche se per un numero di settimane relativamente piccolo se rapportato all’entità del loro dominio a cavallo del nuovo millennio: questo a causa del ridotto numero di tornei cui hanno sempre partecipato.Va però detto che delle due carriere quella di Serena è la più completa, potendo vantare almeno una vittoria in tutte e 4 le prove dello Slam, mentre Venus “solo” a Wimbledon ed all’Open degli Stati Uniti.
Proprio Wimbledon è lo snodo cruciale per la Venere nera: lì ha conquistato il suo primo major nel 2000 e riconfermandosi da padrona un anno dopo, lì è tornata ad imporsi quando molti la davano ormai in declino (2005 e 2007), e sempre nel Tempio ha dettato la sua legge anche quest’anno con un cammino immacolato, neppure un set ceduto tra singolo e doppio. 5 titoli londinesi, da un certo punto di vista ambivalenti: i detrattori possono infatti leggervi una Venus solo più specialista dell’erba, ormai vulnerabile sugli altri terreni, ipotesi non del tutto priva di fondamento. Per contro i suoi numeri “verdi” nei confronti della concorrenza sono schiaccianti, inclusa Serena rimasta ferma a 2 piatti e domata in 2 set nella più bella finale all-Williams. E per quanto l’erba sia una superficie desueta, da 3-4 settimane l’anno, il fascino ed il prestigio di Wimbledon continuano a non avere eguali, anche nei confronti dei pari livello.
In conclusione è difficile dare una risposta alla domanda di partenza, gli aspetti da considerare sono molteplici e difficilmente univoci. Quel che è certo è che Venus ha riaperto la sfida, fino al prossimo Slam.
 

Samuele Delpozzi

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