Ubitennis
Atp Umago

Fognini vola
in semifinale

Ottima prestazione del 21enne ligure, che estromette con autorevolezza il 5 volte vincitore del torneo croato, Carlos Moya. In semifinale se la vedrà con la testa di serie numero 1, Fernando Verdasco. Riva e Marcos

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di Enrico Riva

Un Fognini di lusso mette alle corda Moya sconfiggendolo nettamente 64 63. Lo spagnolo si presentava all’incontro con due precedenti a suo favore, entrambi del 2006 e soprattutto con i cinque titoli conquistati ad Umag, l’ultimo l’anno scorso. Il ligure dalla sua vantava gli ottimi risultati sulla terra di quest’anno che lo hanno visto in semifinale a Varsavia sconfitto da Davydenko e a Costa do Sauipe battuto da Almagro.
Fognini ha dominato l’incontro mettendo costantemente in difficoltà Moya soprattutto sul rovescio.
Una qualità di gioco notevole da parte di Fabio che ha alternato colpi vincenti da fondo, discese a rete e palle corte, spostando tantissimo il maiorchino e costringendolo spesso all’errore. Se si vuole trovare un unico neo alla prestazione di Fognini, la paura di chiudere l’incontro che lo ha portato a servire un doppio fallo sul primo match point, uno sulla palla break del game e infine a chiudere il match grazie all’errore di Carlos. In ogni caso una vittoria netta e meritata, in una partita tatticamente perfetta.

Fognini inizia in grande spolvero, disegnando il campo e centrando le righe. Suo il primo punto con un gran dritto vincente lungo linea, seguito immediatamente da un dritto vincente a uscire e da una palla corta e volè. Avanti di un break Fabio tiene agevolmente il servizio nonostante un doppio fallo. Moya per venirne a capo gli serve prevalentemente sul rovescio, cercando poi il dritto ad uscire per sfondare. Fognini inizialmente è sorpreso dalla tattica dello spagnolo che prova spesso il rovescio lungo linea sorprendendolo. Nel quarto gioco Fabio salva una palla break con un dritto vincente lungo linea ma sul vantaggio serve il secondo doppio fallo e poi affossa uno smash in rete regalando il break.

Fognini arretra di due metri e Moya lo fa correre. È l’unico momento di equilibrio dell’incontro anche perché quando Fabio ha l’iniziativa manda sempre fuori giri l’avversario, soprattutto sul rovescio. Si conquista un’altra palla break con un dritto vincente a uscire e Moya lo aiuta sparacchiando un dritto al volo in tribuna. Non è ancora il momento della fuga, sono ancora troppi gli errori e Moya rientra nuovamente in partita, tenendo poi il turno di battuta a zero.

Fognini però ricomincia a spostare Moya col dritto e inizia a giocargli prevalentemente in contropiede. L’ex numero uno non è granché in giornata e il pubblico sottolinea con una sonora risata una sua risposta che non arriva nemmeno alla linea di battuta. Fabio capisce che è il momento di spingere, commette qualche errore ma si procura altre due palle break e va a servire per il set.
Il ligure è in forma e lo si capisce dal primo strepitoso punto in cui ricaccia a fondo Moya con un pallonetto in recupero con la mano sinistra e viene a rete a conquistare il 15 con lo smash. Il game fila via tranquillo e Fognini chiude a zero in 41 minuti.
Nel secondo set il servizio la fa da padrone nei due game iniziali, ma nel terzo Fabio ingrana la marcia e sovrasta Moya da fondo conquistandosi il break con un gran dritto. Il ligure è ormai in fiducia e alterna palle corte a ace di seconda. Allo spagnolo non resta che servirgli sul rovescio e forzare i colpi. Fabio è reattivo, è sempre in piedi prima del “time” dell’arbitro, serve un’ottima percentuale di prime e si spinge anche a fare serve and volley.
Moya è in seria difficoltà sul rovescio e Fognini se ne accorge, giocandogli spesso il dritto in contropiede. Nel settimo gioco il campione di Parigi deve attingere al suo repertorio per annullare le prime tre palle break, ma deve cedere al dritto vincente di Fabio che va a servire sul 5-2. Qui il passaggio a vuoto, con una palla corta che non raggiunge la rete, un doppio fallo sul match point e uno per perdere il servizio. Moya si accorge della tensione e lo fa giocare ma Fognini è bravo a non strafare, conquista un gran punto con palla corta e pallonetto e si conquista altri due match point. Moya lo aiuta con un doppio fallo e con un dritto in corridoio ma la vittoria è tutta merito del 21enne italiano. In semifinale domani ci sarà Fernando Verdasco in un match inedito ed alla portata di Fabio.  

Una vittoria che vale più di una semifinale Atp
di Marcos

Il pubblico è ancora scosso dalla sconfitta del proprio alfiere nel tie break del terzo set: Roko Karanusic non è riuscito a vendicare la sconfitta patita poche settimane fa al Roland Garros dall’argentino Maximo Gonzalez. S’alza dal centrale il chiacchiericcio tipico dello stadio di tennis, quando commenta il match appena visto, attendendo impaziente il prossimo. La signorina al microfono presenta i due contendenti: l’applauso maggiore spetta a Carlos, pluridecorato in terra istriana. Tredici partecipazioni, cinque vittorie: meriterebbe la cittadinanza onoraria. Ad Umago, sono tutti innamorati di lui. L’applauso minore all’arbitro Lahyani: è uno dei migliori ed è rispettato da tutti i giocatori. Un nutrito gruppo di tifosi sostiene Fabio fin dal primo punto: un lungolinea dritto e vincente, tanto per chiarire subito lo spartito.

Lo spagnolo serve per primo, ma è il nostro a menare le danze: break immediato. L’Istria è terra stupenda, dai frutti dolcissimi: il regista indugia sugli spalti, per scovarne qualcuno…non è compito difficile. Duecentodieci chilometri orari, il servizio centrale dell’italiano: 2 a 0. Fabio alterna colpi assai pesanti e profondi a deliziose palle corte, ma Carlos aggiusta il servizio e s’avvicina, profittando di qualche errore in risposta del rivale. Durante la pausa dei dispari, a dei “Vamos Moya!”, rispondono dei “Forza Fognini!”. Carlos veste un completo nero Nike, Fabio un più luminoso completo bianco Fila. Una volée di rovescio in rete ed un dritto sul nastro offrono allo spagnolo un break point, annullato con autorevolezza da un lungolinea dritto; uno smash in rete ne offre un altro: Moya, questa volta, ne approfitta e chiude il game con un dritto vincente. Controbreak, 2 pari. Nel quinto game, il nostro lascia andare il braccio in risposta e conquista la possibilità di togliere nuovamente il servizio all’avversario: Carlos ha la palla giusta per portarsi in parità, ma, forse accecato da un riflettore, forse dalla bellezza d’una tifosa, spedisce il dritto al volo direttamente alla Capitaneria del porto di Umago. 3 a 2, servizio per Fognini e 1500, con delicato passante sulla riga di fondo. Poco dopo, autoironico, Fabio sorride amaramente per aver mal giudicato un iberico passante, finito sulla riga. Altro break, signori: 3 pari!

Il regista, dopo aver ben scandagliato gli spalti alla ricerca di meravigliose stelle marine, si sofferma spesso sul viso dei contendenti: difficile dire chi sia il più bello tra i due. Nel settimo game, comunque, Moya tiene facilmente il servizio. Gran scambio sulla diagonale destra, vinto dal nostro, nel game successivo: 4 pari, con l’ultima risposta dello spagnolo, che mette a repentaglio l’incolumità dell’ottimo giudice di sedia. Se la cava con un sorriso, Lahyani, ma negli occhi si legge ancora il terrore del naufrago, miracolosamente approdato sull’amica battigia. Lo spagnolo, nel nono gioco, salva una palla break con un rovescio lungolinea magistrale; deve affrontarne subito un’altra, però: Fabio lo tempesta di dritti fino alla capitolazione e, dopo la pausa, s’appresta a servire per il primo set. “Really good point!!”, esclama il telecronista del livestream: il nostro conquista uno scambio interminabile, di quelli che tanto emozionano, chiudendolo con uno smash liberatorio e s’aggiudica il primo set tra gli applausi del pubblico.

Parte in quarta lo spagnolo, nel secondo set: pim, pum, pam: 1 a 0, con ace finale. Fabio continua a spingere col dritto da fondo e serve bene: 1 pari, con Riccardo Piatti che gesticola convinto. Nel terzo game, Fognini pizzica quel po’ di riga con una riposta rovescia lungolinea; poi, spinge con la risposta di dritto ed ottiene tre palle break consecutive; la seconda è quella buona: con un dritto anomalo si porta sul 2 a 1. Non del tutto soddisfatto del tennis che ci sta mostrando, Fabio ci spiazza con un ace centrale di seconda e chiude il quarto game con una corta di rovescio, dal gesto ampio e naturale: fantastico! Il rivale non cede, si concentra al servizio ed accorcia le distanze: 3 a 2, si cambiano le palle. Un appena nato sbadiglia sulla camicia optical della mamma sorridente: secondo me, l’ha chiamato Goran. Rapido come l’Eurostar, Fabio chiude il sesto con l’ennesimo dritto anomalo. Carlos si guarda un pò in giro, ma è sotto per 4 a 2. L’italiano sale in cattedra e mena colpi di rara profondità e precisione: l’avversario sembra stordito, ormai…salva una palla break con un rabbioso anomalo di dritto, caparbio ne salva un’altra, portandosi a rete; un’altra ancora, con un diagonale dritto, che pulisce mezzo metro di riga…ma nulla può contro il gioco del nostro, che ribatte colpo su colpo e chiude alla prima palla disponibile. Fabio Fognini serve per il match sul 5 a 2.

Una riga di fondo spagnola trova il punto, subito pareggiato da un lungolinea italiano. L’anomalo dritto del nostro conquista il 3015. Il pubblico mormora. Un tentativo di palla corta si ferma sulle corde di Fabio, ma un dritto d’attacco lo porta al match point. Inizia il tradizionale applauso d’incoraggiamento per colui che sta per perdere: il pubblico tedesco e quello russo, in questo frangente, tengono il ritmo migliore al mondo. Doppiofallo, parità. Sono i momenti più difficili per un giocatore che sta crescendo. Un altro doppiofallo, infatti, consegna il break al campione più navigato: 5 a 3. Il nostro non fa una piega: si mette a fondo e continua a giocare come sa. E’ ancora il suo dritto a comandare: un diagonale lo riporta al match point, ma la sua corta successiva muore sul nastro. Deuce! Questa volta è il più esperto a cadere nella trappola del doppiofallo: terzo match point, ma il rovescio del nostro si spegne sul nastro, ancora lui. E’ a rete Fabio, adesso…con accortezza chiude piano una volée alta di dritto, dopo aver spinto nell’angolo il suo rivale: quarto match point. Carlos capisce che il giovane avversario merita la vittoria, sbaglia la sua ultima palla e si avvicina a rete per congratularsi. Dopo la cortese stretta di mano, s’alzano al cielo le braccia festose del nostro, pieno il suo viso del più appagato sorriso.

Non è solo il passaggio ad una semifinale Atp: battere Moya sulla terra ad Umago significa molto di più.

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