Il campano non riesce ad imporre il suo gioco contro l'ottimo Melzer: sfuma per Potito il sogno di ripetere la finale dell'anno scorso. Marcos
Nessun precedente tra i due: Potito (61 Atp Ranking) giunge in semifinale senza perdere un set, Jurgen (66 Atp Ranking) lasciandone uno a Schuettler, eccezionale protagonista nell’ultimo torneo di Wimbledon. L’italiano vanta in questo torneo una finale (2007), l’austriaco, oggi padrone di casa, un quarto (2006). Dopo l’erba di Londra, Starace colleziona due terzi turni (Lugano e Bastad), Melzer una sconfitta al primo turno contro Calleri, a Stoccarda. Secondo Bet365, a pochi minuti dall’inizio dell’incontro, il nostro si presenta in campo da favorito: puntando un copeco sulla sua vittoria, se ne vince uno e mezzo; puntando pari cifra sulla vittoria del rivale, se ne vincono due e mezzo.
Inizia a servire Potito, ma è un inizio amaro: si fa immediatamente breccare da Jurgen, entrato in campo pieno di fiducia e scortato da calorosi applausi. Al termine del secondo game, Starace lancia la racchetta in terra, senza particolare violenza: 2 a 0. C’è un gran sole, ma entrambi tengono la visiera del berrettino al contrario: qualche anno fa, cercai di convincere Potito ad utilizzarlo in maniera corretta. Niente da fare: l’importante è che, con delle buone prime, riesca a tenere la battuta. 2 a 1. Un passante dritto in diagonale ed un rovescio vincente gli consegnano due break point consecutivi: con due ottimi serve&volley, Melzer si porta in parità e chiude il quarto game con un ace esterno. Pantaloncino bianco e maglietta azzurra per Jurgen; pantaloncino azzurro e maglietta bianca per Potito: sembra che abbiano sbagliato a mettersi d’accordo. L’austriaco inizia il quinto, tirando splendide risposte vincenti, ma l’italiano lo chiude con un ottimo passante di dritto incrociato: 3 a 2, sempre un break di vantaggio per l’idolo locale.
Melzer insiste a seguire il servizio a rete ed è uno schema che gli riesce particolarmente bene: l’ace centrale decreta il 4 a 2. Nel turno di risposta, Jurgen picchia sulla palla con tutta l’energia possibile: in questo game, però, non tiene una palla in campo. 4 a 3. Il disegno tattico austriaco è chiarissimo: evitare gli scambi da fondo ad ogni costo. Starace non riesce a tenere basse le risposte ed il rivale, talvolta con qualche imbarazzo, macina punti a rete, uno dietro l’altro: 5 a 3. Urgono contromisure al prepotente servizio avversario, che, in risposta, abbandona ogni pudore e spara legnate alla ‘ndo cojo, cojo: 5 a 4. Il pubblico s’esercita nell’applauso ritmato, a sostegno del servizio interno e Potito prova, con qualche frutto, a rispondere col back rovescio: 3015, Jurgen a due punti dal set. Ancora due buone prime per lui: 64 in trentacinque minuti. Potito non contiene il nervosismo e lancia per la seconda volta lo strumento a terra.
I giovani addetti tirano il campo e spazzano le righe: l’addetto all’innaffiamento ne piglia un paio, malgrado il loro inutile tentativo di scansarsi. Starace inizia a servire e sbuffa: è troppo falloso, anche da fondo campo…non pare la giornata giusta. Melzer comprende il momento di difficoltà dell’avversario e si fa sempre più aggressivo, presentandosi a rete alla prima occasione buona; con grande applicazione, il nostro si salva dal 1540, ma, alla quarta palla break, cede nuovamente il servizio: 1 a 0. Un set ed un break sotto: la situazione si complica. Potito applaude ad uno splendido lungolinea dritto del rivale: 2 a 0, in un attimo. Nel terzo game, l’austriaco si disfa nuovamente di ogni freno inibitore e spara risposte oltre la siepe: è una tattica anche questa. In questo modo, infatti, Starace non riesce mai a trovare il ritmo del suo gioco: o è sottoposto ai continui attacchi del rivale, o è sfiorato da proiettili che mirano a non farlo giocare, piuttosto che il campo. 2 a 1.
Il pubblico s’entusiasma ad un meraviglioso recupero a rete del locale: oggi, vince anche gli scambi ravvicinati. 3 a 1. Vi sintetizzo il quinto gioco, con Melzer alla risposta: due gli entrano e son punti; quattro gli escono, però. 3 a 2. Un passante rovescio sul nastro non consente a Potito di portarsi sul 1530 e Jurgen, dopo un doppiofallo, mette a segno un ace di seconda: 4030. Potrebbe essere il momento buono: l’austriaco sbaglia una facile volée rovescia, ma si riprende subito, sempre a rete per il vantaggio e col servizio per il game. 4 a 2. Il nostro si salva dallo 0030, con ottime prime palle, e si siede per la pausa, sotto per 4 a 3. Batte a 220 chilometri orari: oggi, Melzer è ingiocabile, quando serve. A parte i game d’inizio di entrambi i set, anche Starace non scherza al servizio: sotto 5 a 4, si prepara all’ultima difesa.
Parte l’applauso ritmato. Servizio e volée smorzata: 1500. Rispostone rovescio, diagonale e vincente del Poto: il pubblico mormora stupito. Un urlo di rabbia accompagna una risposta fuori dal campo: 3015. Altra risposta vincente per il nostro: 3030. Nuovamente l’applauso ritmato: muore in rete una volata austriaca. Palla break! Starace si prepara, saltellando nervoso, fissa negli occhi il nordico rivale, intuisce la sua bordata e l’incontra con precisione: risposta diagonale, rovescia e vincente. Ed è break, signori! 5 pari. Deve faticare per conquistare l’undicesimo game: l’indomito ospite capitola solo dopo quattro drittoni liftati, marchio di fabbrica del campano. S’alza per primo dalla sedia: Jurgen è pronto a servire. Potito, però, è ancor più pronto a rispondere: profittando di un paio di doppifalli conquista due set point consecutivi. Non bastano: il rivale, caparbio ed attento, sfodera ottime volées. Tie break, serve Starace.
10, smash vincente del nostro, dopo ottimo dritto d’attacco.
11, slice esterno ed austriaco.
12, smash vincente.
22, risposta troppo lunga.
32, volée dritta troppo lunga.
42, altra volée giocata male dall’austriaco.
43, meravigliosa stopvolley rovescia.
53, buona prima centrale di Potito.
54, fulminante rispostone rovescio anomalo.
55, risposta diagonale rovescia in corridoio del nostro. Per un pelo.
56, deliziosa demivolée rovescia, con saltello: match point per Melzer.
66, kick esterno vincente: si cambia campo. Il pubblico ritma come sa.
76, passantino rovescio monòmane, stretto stretto, come piace a me.
86, passante lungolinea di dritto, appena sfiorato dal telaio ospite. Un set pari!
I giovani addetti tirano il campo e spazzano le righe: l’addetto all’innaffiamento ne piglia un paio, malgrado il loro inutile tentativo di scansarsi. Questa volta, però, si piglia anche due maledizioni, abbastanza ambiziose. Melzer inizia a servire ed è subito in difficoltà: è costretto a salvare una palla break, con una buona volée rovescia, dopo aver commesso due doppifalli consecutivi. La risposta nelle stringhe, però, non si controlla: break per Potito, e, per reazione, palla austriaca scagliata nel centro di Innsbruck. Jurgen non ci sta: profitta di due negativi nastri azzurri e spinge in risposta, fino al controbreak. 1 pari. Il pubblico esulta incontenibile. Continua l’esercizio di serve&volley e va a buon fine: 2 a 1. Il secondo anello dello stadio è desolatamente vuoto, forse, in attesa della finale. Aggressivo in risposta (ottimo timing con la rovescia), Melzer si porta sullo 0040. Dopo averne sprecate due col dritto, Potito gli serve sul rovescio: mal gliene incolse, tornò un missile. L’austriaco conduce 3 a 1 e servizio. La situazione si ricomplica.
Sul 3000, il beniamino locale opta per il doppiofallo, ma giunge al 4015 con l’ennesima volée rovescia vincente. La racchetta di Potito ritrova il terreno: 4 a 1, con Melzer che addenta una banana, evidentemente soddisfatto. “Staraci under pressure…”, avvisa il cronista di Bet365. Riesce, però, a tenere il servizio: 4 a 2. L’austriaco, ora, esprime solo sicurezza: col servizio e, quando serve, col dritto, si porta ad un game dalla vittoria. S’alza una musichetta da thriller anni ’70, che accompagna Potito alla battuta: 5 a 3, con un gran passante lungolinea dritto del nostro. E’ il momento della verità, come dicono quasi tutti. Potito s’aggiusta il berretto, Melzer lo guarda, serve e chiude una bella volée di dritto: 1500. Straordinario duello a rete tra i due, vinto da Starace con uno stupendo pallonetto: 1515. Palla corta e volée dritta vincente: 3015. Si ferma sul nastro, il passantino stretto e dritto dell’italiano, dopo l’ennesima rincorsa: 4015, match point! Con l’ace centrale, Jurgen vince l’incontro: 64 67 63, in due ore e pochi minuti.
Melzer ha meritato di vincere, imponendo la sua tattica di gioco ed il suo ottimo stato di forma. Starace ha lottato fino al termine, ma non è riuscito a mettere in campo la sua trama preferita.