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Los Angeles
Flavia non ce la fa

Troppi errori per l'azzurra, tradita dal diritto e dal servizio. Ma da domani sarà n. 18 del mondo. Roberto Commentucci

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Si chiude con una sconfitta in finale, in verità abbastanza prevedibile, l'ottima settimana di Flavia Pennetta sulla West Coast. Nell'atto conclusivo del Tier 2 di Los Angeles, la brindisina è stata battuta dalla russa Dinara Safina, la sorellona di Marat, una delle giocatrici più in forma di questa stagione, con un 64 62 abbastanza netto, in un'ora e 10 minuti di gioco. Va detto che la Safina negli ultimi mesi, a partire dal tier 1 di Berlino nel maggio scorso, ha collezionato 4 finali (fra cui quella del Roland Garros) in 5 tornei disputati, passando dalla 17a alla ottava posizione della classifica. Rispetto agli anni scorsi, la russa è un'altra giocatrice: molto più mobile in campo, e molto meno fallosa con il suo potente ma spesso ballerino diritto. E i risultati si vedono. Oggi invece è stata la bella brindisina, la nostra Piccola Penna, ad essere tradita dal diritto. Flavia, alla sua prima finale in carriera in un torneo di questo livello, forse anche stanca dopo la maratona sostenuta ieri in semifinale contro l'americana Mattek, ha faticato tantissimo a trovare il tempo e la distanza dalla palla e si è imballata in un gran numero di errori, favoriti anche dalla lucidità tattica della russa, brava a picchiare prevalentemente sul lato destro della nostra rappresentante.
Eppure la Pennetta aveva cominciato bene, e con alcune buone risposte si era procurata una palla break già nel primo game, opportunità peraltro ben cancellata dalla Safina. Il punteggio ha poi seguito i servizi fino al 43 Russia, quando Flavia, fin lì solidissima al servizio, ha iniziato a servire sempre più seconde e a subire inevitabilmente l'iniziativa della più potente avversaria. Da lì in poi la Pennetta non è più riuscita a difendere la propria battuta e la Safina, pur facendosi brekkare a 0 mentre serviva per il set sul 53, ha finito per trovarsi in pochi minuti a servire per chiudere il match sul 64 51. Altro passaggio a vuoto della russa (peraltro aiutata da un sensazionale passante di rovescio in corsa di Flavia) e poi il 62 finale, con l'ennesimo break subìto dall'azzurra.
Flavia si consola con i 190 punti conquistati, che la riporteranno tra le prime 20 del mondo. Da domani la pugliese sarà la n. 1 d'Italia e la n. 18 del mondo, guadagnando così una buona testa di serie al prossimo US Open.
Tuttavia, il match di questa sera ha anche ribadito in modo netto i limiti della brindisina contro avversarie di grande livello. Se i tantissimi errori di diritto (comunque il suo fondamentale meno sicuro) possono essere dovuti alla stanchezza, o a una cattiva giornata, la fragilità della seconda di servizio (con la quale ha ottenuto alla fine un misero 26%) è invece una debolezza strutturale, che rende molto difficile ambire a mete più prestigiose di un posto, comunque molto onorevole, fra le prime 20.
Ma nel tennis, non c'è molto tempo per fermarsi a riflettere. Flavia già domani sarà in viaggio per Montreal, dove questa settimana si gioca il prestigioso Tier 1 canadese. La brindisina, testa di serie n. 15, se la vedrà con l'americana Ashley Harkleroad, per poi incrociare, presumibilmente, la Kutznetsova negli ottavi. Al via anche Francesca Schiavone, opposta a Tamira Paszek.
 

Roberto Commentucci

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