Con una prestazione superlativa, Djokovic batte nettamente con il punteggio di 6-1 7-5 Nadal, che così diventerà numero 1 del mondo solo il 18 agosto. Il serbo si qualifica così per la quinta finale della stagione, dove incontrerà Andy Murray. Andrea Nizzero
Affermare che di Novak Djokovic non si era più parlato dal giorno della semifinale del Roland Garros sarebbe sicuramente un’esagerazione. Non lo è di certo, invece, constatare come da allora e fino ad oggi, l’attenzione di media e appassionati era stata quasi duopolizzata da Rafael Nadal e Roger Federer. Il serbo, relegato per qualche tempo a un ruolo un po’ più defilato rispetto a quello di assoluto protagonista che si era guadagnato all’inizio della stagione, aveva in qualche modo mostrato di soffrire tale situazione con le sconfitte patite a Wimbledon da Safin e a Toronto da Murray.
Ma oggi, a Cincinnati, Nole torna prepotentemente a far parlare di sé, battendo in modo autoritario il fresco numero 1 del mondo “in pectore” Rafael Nadal, con il punteggio di 6-1 7-5. Lo spagnolo, che non perdeva una partita dal secondo turno del Masters Series di Roma (7 maggio), vede così fermarsi a 32 la sua striscia di vittorie consecutive. Con questa sconfitta, per vedere il suo nome in vetta alla classifica ATP, Rafa dovrà attendere il lunedì successivo al torneo olimpico, vale a dire il 18agosto.
Nella semifinale odierna, Djokovic è partito subito forte, portandosi sul 3 a zero in suo favore e guadagnandosi una palla del 4-0 nel successivo turno di servizio di Nadal. Diversamente da quanto era già accaduto ad Amburgo e al Queen’s Club, Novak non si è lasciato sfuggire l’occasione, trasformando la palla break e aggiudicandosi di fatto il primo set, conclusosi poi per 6-1 in soli 25 minuti. Il secondo set ha visto una timida reazione di Nadal, che sul 4-3 arrivava a procurarsi l’unica palla break della sua partita. Sfumata l’opportunità, lo spagnolo si è visto sempre più in difficoltà nei tentativi di arginare il gioco del suo avversario, e sul 5 pari si è trovato sotto 15-40. A Nole è bastata la prima delle due palle break per andare a servire e chiudere set e match per 6-1 7-5, in 1 ora e 25 minuti.
Rafa, oggi, si è trovato davanti un avversario più forte di lui. Un’affermazione simile, sapendo di chi si sta parlando, può fare un certo effetto, ma su questa superficie è qualcosa che corrisponde evidentemente a verità. Che Djokovic avesse i colpi e la solidità per dare grande fastidio a Nadal, su questi campi in particolare ma non solo, già si sapeva. Ma oggi ha compiuto un vero capolavoro anche dal punto di vista tattico, neutralizzando l’avversario sia in difesa sia in attacco. Per quanto riguarda Rafa, non va comunque esclusa l’ipotesi che dopo la sua grandiosa cavalcata la stanchezza abbia iniziato a farsi sentire, limitandone reattività e efficacia dei colpi.
Nel match di oggi il serbo si trovava davanti quel giocatore che solo due mesi fa si giocava con lui la seconda posizione del ranking mondiale. E’ quasi incredibile osservare come lo scenario sia cambiato a distanza di così poche settimane. Ma non basta, ovviamente, a spegnere le ambizioni di Djokovic.
Andrea Nizzero