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Volandri la fenice con la racchetta

Filippo si aggiudica il secondo torneo di fila. Nella finale del Challenger di Cordenons si impone sullo spagnolo Oscar Hernandez col punteggio di 6-3, 7-5. Tornerà nei primi 100 tra poche settimane.

Roberto Commentucci
 

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Continua a ritmo sostenuto il percorso di rientro di Filippo Volandri nel tennis che conta. Ieri il livornese, già vincitore la scorsa settimana nel grosso (85.000 euro di montepremi) challenger di San Marino, si è aggiudicato il secondo torneo di fila, l’altrettanto importante challenger di Cordenons, superando in finale con un 63 75 più netto di quanto dica il punteggio lo spagnolo Oscar Hernandez, n. 85 Atp. In totale, Filippo nelle ultime 2 settimane ha messo insieme una serie di 10 vittorie consecutive (delle quali 7 su giocatori classificati nei primi 100).

Chi conosce le insidie del circuito professionistico sa che si è trattato di un exploit notevole, che richiede la capacità di esprimere un tennis di alto livello con grande continuità. Sotto il profilo tecnico, può essere considerata un’impresa equivalente al vincere un torneo Atp di fascia medio-bassa. E infatti Filippo nelle ultime due settimane ha messo insieme 160 punti, bottino quasi equivalente a quello che spetta la vincitore di un evento “International Series”.

Con questo risultato, tra l’altro, il livornese è già sicuro di tornare, fra un paio di settimane, nei primi 100 giocatori del mondo. Non appena, infatti, il computer gli scarterà dal suo best 18 (i punteggi che concorrono a formare la classifica Atp) i risultati dei due Masters Series americani dello scorso anno, Volandri, che è attualmente al n. 112 con 435 punti, guadagnerà altri 45 punti. Gli verranno conteggiati, infatti, non avendo avuto quest’anno la classifica per partecipare ai MS sul cemento, gli attuali 19° e 20° risultato, che ora vengono scartati per far posto ai tornei “obbligatori”. Il punteggio totale dell’azzurro passerà così a 480, e dovrebbe consentirgli di attestarsi intorno alla 92a posizione.

L’azzurro è davvero la fenice del nostro tennis. Un giocatore capace di infilarsi in momenti davvero neri, in autentici tunnel senza uscita apparente, ma sempre in grado di risorgere dalle proprie ceneri, come il mitologico uccello.

Già nella primavera-estate 2006 Filippo aveva imbroccato un durissimo periodo, punteggiato da sconfitte in serie, alcune anche umilianti, come quelle subite dallo svedese Vinciguerra a Biella e dall’argentino Junqueira a Stoccarda. Allora l’emorragia in classifica era stata meno grave, ma Filippo, poco tranquillo, distratto da fattori extratennistici, era comunque uscito dai primi 50 e non sembrava più in grado di esprimere il suo miglior tennis. Invece, improvvisamente l’azzurro si sbloccò. Nel secondo turno del torneo di Umago riuscì a recuperare un match già perso, indietro 46 04, contro lo spagnolo Ramirez Hidalgo, e da lì in poi mise insieme due semifinali e una finale a livello Atp, per poi aggiudicarsi il titolo del defunto (purtroppo) Atp di Palermo e chiudere la stagione nei primi 40 del mondo.

Ora Filippo, che sembra davvero aver riacquistato la piena efficienza fisica dopo i malanni al ginocchio sinistro, ha ancora a disposizione un torneo Atp (Bucharest) e vari challenger sulla terra per consolidare ulteriormente la sua classifica prima della fine di questo per lui tribolatissimo 2008. Lo aspettiamo con curiosità, fiduciosi che la fenice saprà spiccare, ancora una volta, il volo.
 

Roberto Commentucci

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