Dichiarazione di Binaghi all’Ansa, da Pechino. L’Italia rischia di perdere il diritto ad organizzare il torneo. Roberto Commentucci
E’ allarme Internazionali d’Italia.
E a lanciarlo non è uno qualunque, ma il Presidente della Federazione Italiana Tennis, l’ing. Angelo Binaghi. Da Pechino, dove è alla guida della delegazione azzurra nell’avventura olimpica, il Presidente invia, attraverso i microfoni dell’Ansa, un preoccupato e polemico appello al sindaco della capitale, Gianni Alemanno, che avrebbe bloccato i fondi comunali destinati alla costruzione del nuovo Campo Centrale del Foro Italico, da ultimare, secondo i programmi originari, entro il prossimo mese di maggio, in tempo per l’edizione 2009 degli Internazionali..
Ma ecco il testo dell’intervista rilasciata da Binaghi all’Ansa:
(ANSA) - PECHINO,11 AGO-Roma rischia di perdere gli open d'Italia di tennis se la giunta Alemanno non sblocchera' i fondi per la costruzione del nuovo Foro Italico. A dirlo da Pechino e' il presidente della Federtennis Angelo Binaghi. 'Due tribunali americani hanno confermato che l'Atp puo' spostare a suo piacimento i tornei del circuito. Per non far declassare il torneo di Roma noi e il Coni abbiamo fatto la nostra parte. Ora il Comune si assuma le sue responsabilita''.
La dichiarazione di Binaghi segna l’ennesimo colpo di scena su una vicenda intricata, quella della costruzione del nuovo campo centrale, che si innesca nella più ampia questione della riforma del calendario internazionale del tennis maschile.
Negli ultimi anni, la competizione per ottenere e mantenere il diritto ad organizzare eventi di rango Masters Series è diventata fortissima, con il mega progetto di Tiriac a Madrid e con la tumultuosa avanzata dei paesi asiatici a sfidare i tradizionali organizzatori europei, anello debole della catena dei predetti 9 Master Series, i più importanti eventi della stagione dopo i quattro Slam.
Come si ricorderà il nostro paese, in sede di compilazione del calendario 2009, era riuscito a salvare il torneo di Roma dal declassamento, che aveva invece colpito Amburgo e in parte Montecarlo, a vantaggio dei nuovi Masters Series di Madrid e di Shangai.
In tale sede, i negoziatori italiani avevano ampiamente rassicurato l’Atp sull’ammodernamento delle strutture del bellissimo ma angusto (e vetusto) impianto del Foro Italico, cornice tradizionale del torneo. In particolare, il fulcro del programma di ampliamento è costituito dal rifacimento del preesistente campo centrale, realizzato a metà degli anni ’90 in legno lamellare, con un nuovo impianto polifunzionale, dotato di tetto mobile, e della capienza di circa 11.000 spettatori, contro i 9.000 (molto scomodi e angusti) del vecchio.
Si tratta di un’opera che presenta notevoli difficoltà di progettazione, connesse da un lato con i vincoli ambientali e paesaggistici della zona (l’altezza del nuovo stadio non potrà superare quella dei pini) e dall’altro con la natura alluvionale del terreno, poco distante dal Tevere, che rende complicato uno scavo profondo.
Forse anche per queste difficoltà, fin dall’annuncio del progetto, che risale a circa due anni fa, c’è stata sulla vicenda una totale mancanza di trasparenza da parte del CONI e della Fit. Non è stato mai presentato alla stampa un plastico, un disegno, una mappa, con il progetto definitivo del nuovo stadio.
Le notizie più fresche in materia sono quelle fornite da Diego Nepi Molineris, il dirigente Coni che ha guidato (con ottimi risultati, peraltro) l’apparato logistico dell’edizione 2008 degli Internazionali d’Italia, in un’intervista rilasciata lo scorso aprile a Tennis Italiano:
Dello stadio nuovo, che cosa si può dire?
“E’ già stata effettuata la gara d’appalto. C’è già il progetto. Sono partiti i lavori per la demolizione del vecchio impianto. Di sicuro la struttura sarà pronta per l’edizione 2009 degli Internazionali BNL d’Italia (ma verrà utilizzata anche per i successivi Mondiali di nuoto). Il Foro Italico è sinonimo di tennis nel mondo: questo è il senso del progetto su cui stiamo lavorando”
Non è dato sapere, attualmente, a chi farebbe capo l’onere della costruzione del nuovo centrale (circa 25 milioni di euro, secondo Nepi Molineris): doveva essere ripartito fra il Coni e il Comune, come sembrerebbe desumersi dalla dichiarazione di Binaghi? E se sì, in quale misura?
Certo è che l’intervista rilasciata dal Presidente federale non fa presagire nulla di buono.
Intanto, i lavori di costruzione, da un rapido sopralluogo effettuato nell’area del Foro qualche giorno fa, paiono ancora molto, ma molto indietro. E a maggio 2009 mancano ormai solo 9 mesi. Cosa diranno ora i tedeschi all’Atp? “Ma come, per fare spazio a Madrid ci avete tolto il torneo a noi, che abbiamo uno degli impianti più moderni del mondo, e lo avete lasciato a Roma, dove il pubblico siede sui tubolari prefabbricati?” E’ probabile che la nostra Federazione si troverà presto ad affrontare in sede internazionale una situazione molto imbarazzante.
Insomma, avremo ancora un’edizione con il pubblico a trepidare sui tubolari, o perderemo del tutto il nostro torneo?
Roberto Commentucci