Le ragazze cinesi hanno già fatto irruzione nel tennis di vertice. Gli uomini no. Anche ai Giochi sono apparsi modesti. Ma dicono di sentirsi in progresso.... Verranno fuori prima degli italiani o il gap è ancora troppo grande? Ubaldo Scanagatta
La Li Na (che ha messo sotto la Kuznetsova e la Morita), la Zheng Jie continuano a vincere e entusiasmano i cinesi qua, la Shuai Peng no ma insomma (ha perso 6-2,6-2 dalla Cornet, ci sta)…insomma di tenniste cinesi che si siano distinte in questi anni più recenti ce ne sono state diverse. Ma gli uomini? Salvo Michael Chang, che di cinese aveva soltanto i genitori, non ce n’è stato uno decente e nemmeno queste Olimpiadi hanno segnalato un’inversione di tendenza.
C’è un Peng anche al maschile, Sun invece di Shuai, ed è il miglior cinese nel ranking Atp, ma sapete quant’è? N.459! Chun ha perso da Gonzalez in modo dignitoso, 6-3,6-4, mentre un altro cinese Yu Kinyuan è stato travolto da Berdych 6-1,6-2.
Questo cinese, n.782, aveva goduto del forfait di Karlovic, a proposito del quale si parla diffusamente in altro articolo su questo sito e con il croato che ringrazio per essersi scomodato a replicare cortesemente ad un mio art. che riportava le critiche del collega Neven Berticevic.
Quest’ultimo ieri con me, informato della replica di Karlovic, ha rincarato la dose, dicendo
a) che mai nella storia delle Olimpiadi un giocatore si era ritirato con un SMS;
b) che Karlovic non parla (né concede interviste) con altri noti giornalisti croati (Gordan Gabrovec… e altri ancora piuttosto noti che mi ha citato ma di cui non ho potuto ricordarmi i nomi) e quindi non solo con lui;
c) che segnalare un forfait all’ATP per una prova ITF come sono le Olimpiadi significa aver capito ben poco di come stanno le cose;
d) che comunque la segnalazione è stata fatta in ritardo rispetto ai tempi dovuti ed ha dimostrato poca sensibilità anche nei confronti degli altri tennisti croati;
e) che lui Berticevic non ha mai criticato altri forfait di altri giocatori croati perché quelli li riteneva giustificati e questo invece no, soprattutto per i modi usati da Karlovic: “Ha scritto soltanto I am sick…” senza nemmeno dare spiegazioni della sua malattia …Se vi sembra un modo civile di comportarsi questo…”.
Tornando ai cinesi…soltanto Sun Peng sembra nutrire fiducia sui progressi del tennis maschile cinese: “Abbiamo avuto molte più opportunità negli ultimi due anni rispetto a prima, sponsor e dirigentici stanno aiutando molto di più e vedrete che presto faremo gli stessi risultati delle donne. Non l’avrete forse notato ma stiamo continuamente migliorando”.
Mah…Certo per la legge dei grandi numeri, fuori da un miliardo e 300 cinesi qualcuno prima o poi verrà fuori. Se è saltato fuori uno Yao Ming da due metri e 26, e un bel gruppetto di tipi da 2m e 14, 2m e 11, 2m e 07, non si vede perché non possano uscire un po’ di ragazzoni da un metro e 85 con racchetta in mano diversa da quella del ping pong.
Insiste mr. Peng: “Il gap fra noi e i migliori si è assottigliato. Siamo in grado di giocare con i giocatori stranieri senza sfigurare”.
In effetti se si pensa che 4 anni fa il n.1 cinese era Wang Yu (n.700) e alle sue spalle non c’era nemmeno un altro fra i primi 1000 ( e i soci ATP erano meno…), essendo riuscito a entrare tra i top 500 Sun Peng il suo passettino in avanti l’ha fatto. In doppio poi è salito a n.290. Non granchè…ma finchè giocano i brevilinei…almeno il campo del doppio è diviso a metà e …poi tutti i migliori lo snobbano quindi ci sono più chances per tutti.
Il coach nazionale Xie Zhao osserva che ora i migliori giocatori cinesi competono in almeno 15 tornei ATP l’anno (anche se di livello minore) “mentre cinque anni fa ne giocavano massimo due o tre in 12 mesi. Non siamo naturalmente ancora al livello delle ragazze, ma stiamo migliorando e anche loro dovrebbero cercare di competere nel maggior numero possibile di tornei” dice anche lui.
Intanto proprio in questi Giochi il cinese “straniero” di Taipei, Yen Hsun Lu n.77 Atp, ha messo sotto Andy Murray n.6 (un po’ svogliato è vero nel secondo set) e questo significa che non ci sono codici genetici che rendano impossibile ad un cinese di ottenere buoni risultati.
Il momento migliore per il tennis cinese è legato agli anni Novanta grazie a un solo giocatore, Pan Bing che si arrampicò _ udite udite _ fino al 180mo posto. Mentre tal Xia Japing era stato prima di lui n.235. Nel ’90 _ ma non chiedetemi come _ i cinesi avevano vinto a Pechino i Giochi Asiatici. Chissà se vi parteciparono i migliori indiani. Io ne dubito. E i thailandesi non erano quelli dell’era Srichapan, Udomchoke e doppisti gemelli…
Quell’edizione dei Giochi Asiatici è stata considerata …il canto del cigno per il tennis maschile cinese per tutti questi anni. “Ma ora abbiamo cinque teen-agers che promettono di poter diventare buoni professionisti” garantisce Xie .
Certo l’organizzazione dei Giochi, del Masters a Shanghai, del torneo di Pechino e di altre prove, sembrano aver dato nuovo impulso, almeno in termini di numeri, di quantità prima che di qualità. Ma conoscendo la determinazione di questo popolo c’è da credere che effettivamente, tempo un quinquennio, qualcuno salterà fuori.
Verrà prima fuori un buon giocatore, o un gruppo di buoni giocatori, dalla Cina o dall’Italia?
Proporre quest’interrogativo può sembrare un quesito ammantato di negatività _ così mi direbbe, con le sue parole, Pistolesi _ ma attenzione: il mondo sportivo cinese negli ultimi tempi ha fatto progressi impensabili in una serie impressionante di discipline per le quali non sembravano proprio portati e non avevano alcuna tradizione.
Ubaldo Scanagatta