Ubitennis
Rassegna stampa del 21 Agosto 2008

Nadal dà lezione di tennis e di spirito olimpico (Rossi), Di Mauro torna prepotente: «Ho ripreso il ritmo giusto» (Facchinetti)

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Rubrica a cura di Daniele Flavi

Nadal da lezione di tennis e di spirito olimpico

Massimo Rossi, Libero del 20.08.08

Federer aveva detto di volere l'oro di Pechino e lo ha avuto. Intendeva l'oro in singolare e invece lo ha vinto nel doppio in coppia con il connazionale Wawrinka ma va bene lo stesso. È pur sempre un titolo olimpico, e a stare alle belle manifestazioni di giubilo dello svizzero forse quella medaglia è servita a fargli capire finalmente lo spirito di Olimpia, cui potrà anche aggrapparsi per ripartire, senza affondare del tutto, dopo aver perso il vertice della classifica mondiale e, soprattutto, la finale di Wimbledon. Dall'altra parte Nadal ha confermato il suo pieno diritto al trono appena conquistato vincendo la medaglia d'oro nel torneo di singolare, ma anche consolidando il favore popolare attraverso la sua speciale capacità di interpretare al meglio le situazioni e le aspettative della gente. Là dove Roger aveva sbagliato scegliendo l'hotel di lusso al posto del villaggio olimpico, col pretesto di voler tutelare la concentrazione messa a rischio dalla promiscuità di vita con tutti gli altri atleti di diverse discipline, Rafa ha dimostrato come la scelta di vivere e condividere fino in fondo lo spirito dei Giochi - foto di gruppo comprese - non abbia affatto nociuto al risultato, anzi. Ma non solo, Rafa ha offerto anche una grande lezione di intelligenza ai tanti che, da sempre, in qualche modo arricciano il naso davanti all'ammissione ai Giochi olimpici del tennis professionistico (ma c'è di peggio), dichiarando con grande semplicità che se è vero che per un tennista il titolo olimpico non vale uno Slam, per uno sportivo la medaglia d'oro ai Giochi è l'obiettivo più ambito in assoluto. E non siamo di fronte a gemme di diplomazia o a sofismi da antica Grecia, bensì al messaggio diretto e perciò definitivo di chi lo sport lo vive e lo rappresenta alla grande. Chapeau, dunque, al giovane campione che da molti, me compreso, era stato un po' troppo frettolosamente identificato con una certa rozzezza muscolare, a discapito di un malinteso stile. Nello sport la vera eleganza va infatti cercata nell'umiltà tesa a migliorare la propria prestazione tecnica e atletica, e Nadal in questo è un vero maestro, come quando dichiara di avere ancora molto da migliorare a livello di servizio e di gioco al volo per avvicinarsi al mito Federer. Grande Rafa! Per quanto riguarda i nostri a Pechino le cronache sono purtroppo scarse. Peccato perché Schiavone e Pennetta almeno in doppio una medaglia potevano agguantarla. Lontano dalla Cina, intanto, continua il cammino vincente del 19enne argentino Del Potrò, giunto al quarto trofeo ATP consecutivo. L'avevamo visto all'Avvenire e al Trofeo Bonfiglio solo tre anni fa, a conferma del valore di queste due manifestazioni giovanili milanesi. Speriamo che presto tocchi a qualcuno dei nostri.


Di Mauro torna prepotente: «Ho ripreso il ritmo giusto»

Andrea Facchinetti, Il Quotidiano Nazionale del 21.08.08

MANERBIO (Brescia) L'aria di Manerbio rigenera le ambizioni di Alessio Di Mauro. Il trentunenne siracusano, tornato a gareggiare nel 2008 soltanto a giugno per le note vicende legate alle scommesse nel mondo del tennis, ha compiuto l'impresa della giornata nel secondo turno del challenger di Manerbio, "Trofeo Dimmidisi", sconfiggendo Diego Junqueira per 6/2, 4/6, 7/5 dopo un'autentica battaglia. Dopo aver vinto il primo parziale in scioltezza nel secondo c'e stato equilibrio fino al 4 pari. Un leggero calo di concentrazione ha favorito il break di Junqueira al decimo gioco che, dopo avere impattato il conto dei parziali, è sembrato prendere in mano le redini del match con un nuovo break che lo ha portato a ser vire sul 4-2. Il ventottenne di Buenos Aires pensava di avere addomesticato l'azzurro come nelle due recenti occasioni in cui i due si sono incontrati quest'anno, ma non ha fatto i conti con l'orgoglio di Di Mauro che ha prima recuperato lo svantaggio, poi ha addirittura strappato il servizio all'avversario sul 5 pari per chiudere con autorevolezza 7/5. «Sono rimasto per tanto tempo lontano dai campi di tennis e inevitabilmente devo ritrovare il ritmo partita ideale - spiega Di Mauro -. Queste partite così combattute mi aiuteranno a trovare la forma giusta». Alessio si qualifica per la quarta volta ai quarti di finale del torneo: nel 2003 venne sconfitto da Wessels, nei due anni successivi arrivò sino alle semifinali. Venerdì troverà sulla sua strada Thiemo De Bakker. L'olandese, numero 240 Atp, arriva da una florida carriera a livello giovanile conclusa con la prima posizione di categoria due anni fa e ieri ha sconfitto 6/3, 6/3 il serboBoris Pashanski, quinto favorito del tabellone. Grande battaglia anche fra Pere Riba (numero 8) e Jean Rene Lisnard: alla fine l'ha spuntata lo spagnolo con 1/6,7/6,7/6. OGGI scendono in campo gli altre tre italiani rimasti in gara: Filippo Volandri contro Simone Vagnozzi, mentre Thomas Fabbiano contro Mikhail Kukushkin. Completano il quadro degli incontri Christoph Rochus-Wessels e Montcourt-Zeballos.
 

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