Ubitennis
Interviste da New York

Andy Roddick

Trad. di Enrico Riva - 27 agosto

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Q. Tu e John come siete arrivati alla conclusione che c’era bisogno di un cambiamento?
ANDY RODDICK: Ci siamo incontrati dopo Washington e penso che John senta un po’ la stanchezza di essere sempre in giro. Quando abbiamo deciso di collaborare era una cosa temporanea. Era solo un aiuto, e come niente sono passati due anni e mezzo. Lui era stanco, io stavo lottando, è stata una decisione semplice. È stato “sono bloccato” e si fa sentire tutti i giorni e lo sento tutti i giorni. Non è stato facile.
Ma lui è stato accanto a me sempre, siamo usciti assieme, non sarà un grande problema, rimarremo sempre fratelli. Non è stata una lunga e drammatica conversazione. Doveva farlo lui prima che lo facessi io.
Q. Hai mai pensato a Patrick in questo ruolo?
ANDY RODDICK: Beh, di fatto è cosa facciamo così di punto in bianco? Non voglio andare con qualcuno che non conosco. So che Patrick è molto occupato come capitano della Davis Cup ma se qualcuno che conosce il mio gioco e la mia personalità certo sarebbe l’ideale per aiutarmi, soprattutto in questo torneo.
Q. Sei rimasto sorpreso dalla reazione di Fabrice al tuo penultimo servizio? Cosa vi siete detti a rete?
ANDY RODDICK: Si, gli ho detto che non volevo colpirlo. Non cerco di colpire un avversario sul 62 62 52. ho sbagliato il colpo ma è venuto fuori molto potente. Ero molto eccitato da come stavo giocando e finire così è stato effettivamente un po’ seccante. E posso anche capirlo. Se fosse successo a me sarei stato scocciato anche io.
È quello che è. Cercherò di parlargli nei prossimi giorni e dirglielo. Non era mia intenzione. Volevo servire forte ma non colpirlo al corpo. È stato sfortunato, ma succede.
Siamo sempre andati d’accordo. Sono sicuro che andrà tutto beme, ma cercherò comunque di parlargli.
Q. Come cercherai, se di ricerca si può parlare? Hai avuto ottimi coach e i tuoi standard saranno alti. Lo farai personalmente?
ANDY RODDICK: Non lo so. Non sto pensando a questo ora. Non adesso.
Sono molto contento con Patrick in questo torneo. Con tutto quello che ha da fare, occuparsi anche si me è stato grande. Dopo qui avrò il tempo necessario per pensarci.
Q. Quale pensi sia la differenza più grande del tuo gioco rispetto a cinque anni fa?
ANDY RODDICK: Probabilmente la fiducia. Quest’anno prima di farmi male stavo giocando bene, ero competitivo e stavo ottenendo risultati, vincendo partite da pronostico. La cosa più importante è avere fiducia, vinci anche se non stai giocando al meglio. Lo vedi fare spesso.
Solo che questa arriva solo giocando partite e vincendole e sfortunatamente non l’ho fatto negli ultimi due mesi. Ma è stato bello prepararmi la settimana scora senza infortuni. Sono arrivato dall’infortunio direttamente a giocare tornei e non è stato facile. Ora mi sento più preparato.

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