Trad. di Enrico Riva - 27 agosto 2008
Q. Come hai giocato oggi? Come ti sentivi?
NIKOLAY DAVYDENKO: Molto sorpreso. Per essere il primo turno ho giocato bene, perché di solito si è nervosi e non molto in fiducia il primo turno. Ho giocato bene tutti e tre i set, ho lottato e ho mantenuto la concentrazione.
Q. alle Olimpiadi hai detto che eri stanco e che ti mancavano le motivazioni. Ti senti ancora così?
NIKOLAY DAVYDENKO: Si. Sono stanco tutto l’anno ma sono un giocatore e mi preparo e concentro per ogni torneo. Ora è il torneo più grande e l’ultimo dell’anno e quest’anno non ho fatto granchè negli Slam. È importante per me fare un buon torneo e sentirmi ancora tra i primi dieci al mondo. Forse sono stanco ma non così tanto.
Q. L’affare Arguello è alle tue spalle o ce l’hai sempre in mente?
NIKOLAY DAVYDENKO: Cosa intendi?
Q. Quello che è successo con Arguello in Polonia. Anche se sei stato scagionato è un fardello che ti porti addosso o no?
NIKOLAY DAVYDENKO: Quello che è successo l’anno passato mi ha portato molta pressione addosso. Mi ha stancato molto mentalmente.
Ma sono ancora qui a giocare. Non voglio lasciare il tennis. cerco di giocare sempre meglio. Forse ritroverò il mio gioco e la fiducia mentale per giocare al meglio.
Q. Pensi che sia stato ingiusto trascinarti in uno scandalo quando ti sei trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato?
NIKOLAY DAVYDENKO: Ero nel posto sbagliato ma questàanno sono tornado in Russia e ho vinto. Amo quel torneo perché gli organizzatori sono molto gentili con me. Quello che è successo a Sopot è lo stesso torneo in Russia (sic).
Ma sono andato là, ho giocato ed ho vinto. Spero di andarci l’anno prossimo e vincere di nuovo.
Q. A che punto è l’investigazione? È ancora in corso che tu sappia?
NIKOLAY DAVYDENKO: Non so nulla. Dovete chiedere all’ATP o al mio manager. Non so cosa succederà. Non li sento da molto.
Per me è meglio perché mi concentro su altro. Solo sul tennis.
Q. Pensi non sia ancora finita?
NIKOLAY DAVYDENKO: Lo sarà di certo alla fine dell’anno.
Q. Se vincessi questo torneo sarebbe un’arma a doppio taglio? Perché con la vittoria e i soldi arriverebbero più controlli e più pressione per i fatti polacchi.
NIKOLAY DAVYDENKO: Non so. È stato abbastanza vincere Miami. Ho avuto molto supporto, la gente mi riconosceva per strada, mi riconoscevano come Davydenko. È stato stupefacente.