Quando il lettone 12 mesi fa sconfisse Starace mi impressionò. Però ha dimostrato col tempo di essere un tennista che non gioca bene tutti i giorni. Grande è la curiosità di vederlo all'opera a Montecatini. Rino Tommasi
NEW YORK - C’erano buoni motivi per noi italiani, per rinunciare a qualche ora di sonno ed assistere ad un incontro di secondo turno che si è concluso all’1,33 di venerdì notte.
Mi interessava verificare le possibilità e le ambizioni di un giocatore, Ernst Gulbis, che da qualche tempo tengo sott’occhio nella speranza che possa diventare un protagonista.
Ogni tanto succede, in questa vita da guardone professionista, di imbatterti in un giocatore che sembra avere certe qualità, che non sono ovviamente solo quelle tennistiche. Qualche volta si indovina (Edberg), qualche volta si sbaglia (Berdych) perché per diventare campioni non basta saper giocare a tennis. Ci vogliono risorse che non sempre appaiono evidenti, mascherate , come fu nel caso di Edberg, dalla buona educazione.
Ebbene questo Gulbis, lettone che compie oggi 20 anni, mi ha impressionato la prima volta l’anno scorso quando proprio in questo torneo ha battuto in tre set il nostro Potito Starace. Mi ha indotto a confermare quel giudizio quest’anno quando l’ho visto dominare per un set Rafaedl Nadal a Wimbledon.
Seguendo i suoi risultati ho anche capito che è uno che non gioca bene tutti i giorni. In Davis, ad esempio, ha perso da un avversario, il polacco Przyezny, che non è tra i primi 400 del mondo.
Proprio la Davis giustificava la mia curiosità perché Gulbis giocherà contro di noi a Montecatini dal 19 al 21 settembre in un incontro di spareggio per evitare la retrocessione in serie C.
Ebbene la notte scorsa Gulbis ha tenuto sotto scacco Andy Roddick per quasi due set, vincendo il primo e tenendo aperto il secondo fino al 5 pari. Ha finito per perdere al quarto dopo aver messo a segno 19 aces.
Mentre Gulbis strappava applausi sul centrale, Andreas Seppi ha regolato con incoraggiante sicurezza uno spagnolo atipico, Guillermo Garcia Lopez, che gioca un tennis abbastanza allegro ma vale la sua classifica, n. 67.
Ora Seppi troverà proprio Roddick, uno dei pochi top ten che non ha mai incontrato, Gulbis lo troverà invece a Montecatini.
L’eroe della nostra giornata è stato comunque Flavio Cipolla, romano di Monteverde, entrato nel torneo dalla porta di servizio (era stato eliminato nelle qualificazioni) ma poi capace di superare due turni contro avversari di classifica superiore (lui è numero 142). Ebbene per oltre due ore Cipolla ha tenuto sotto scacco lo svizzero Stanislas Wawrinka, testa di serie numero 10 e vincitore in tre set al primo turno del nostro Bolelli. Giocando con grande intelligenza ed offrendo all’avversario palle senza peso Cipolla ha vinto i primi due set ed è stato in partita fino al 3 pari del terzo set. Perduto il terzo ed a zero il quarto, Cipolla è stato comunque bravo a rimanere agganciato fino al 4 pari del quinto set arrendendosi soltanto dopo 4 ore e 15 minuti
Intanto sono stati eliminati due idoli del pubblico femminile, Carlos Moya battuto dal francese Tsonga e Marat Safin, sconfitto da uno spagnolo più giovane e determinato, Tommy Robredo..
Ha vinto invece senza problemi, contro il serbo Troicki, Rafael Nadal.