La russa non ha dato la minima chance all'azzurra che non ha giocato neppur male ma incassa la quinta sconfitta consecutiva. Ubaldo Scanagatta
NEW YORK _ Cinquantaquattro anni d’attesa non sono purtroppo bastati. Flavia Pennetta non è riuscita ad arginare la straripante potenza di Dinarona Safina e ci ha perso per la quinta volta di fila, 6-2,6-3 stavolta in un’ora e 11 minuti. No trips for cats, si diceva in tribuna stampa dopo poche palle, anzi...pallate di Dinarona.
Così Silvana Lazzarino resta l’ultima italiana capace di conquistare una semifinale in uno Slam, anche se poi a Parigi nel ’54 non riuscì a strappare che un solo game a Little Mo Connolly.
Nonostante la dura lezione patita la nostra ragazza non ha giocato male, anzi a tratti ha giocato perfino bene. Ma il suo tennis è troppo simile a quello della Safina, quasi a specchio, colpi piatti e profondi, più diritti che angolati, un tennis basato sul ritmo, senza però possedere la stessa potenza né al servizio (soprattutto la “seconda” di battuta) né nei “fondamentali”, dritto e rovescio, della giovane virago russa.
Una tennista con caratteristiche diverse, con maggior varietà di schemi, tipo Francesca Schiavone, può magari permettersi cambi tattici, rallentamenti e improvvise accelerazioni di ritmo, qualche chop, qualche smorzata _ difficile comunque contro una che ti bombarda dalla prima palla all'ultima _ ma Flavia non poteva improvvisarsi giocatrice diversa da quella che è, che è sempre stata.
Si poteva sperare, tutt’al più, in una cattiva giornata di Dinarona, in passato spesso discontinua, ma invece la sorellona di Marat _ che cammina proprio come lui, in modo tutt’altro che femminile, piedi larghi, andatura da cowboy _ a dispetto della tensione tradita dalla grande sudorazione che ha ben presto trasformato il suo completone rosa in un fuxia più acceso, ha sbagliato pochissimo. Qualche dritto, pochi rovesci, appena 5 doppi falli, briciole rispetto ai 25 poderosi vincenti messi a segno in confronto ai 13 (comunque coraggiosi) di Flavia. Non darei peso, invece, agli 8 errori cosiddetti gratuiti di Flavia _ comunque pochi _ che in realtà arrivavano su veri e propri tram scagliati dalla poderosa settima tennista del mondo (in procinto di salire ben più su). Flavia non può quindi migliorare il proprio best ranking, sarà n.16 lunedì prossimo, ma avrà incassato con 160.000 dollari per questo posto nei quarti la sua “borsa” più alta. Sarebbero stati 320.000 se avesse vinto, ma non c’è proprio andata neppur vicino. I soldi sono la cosa che contano meno, a questo punto. Avrebbe pagato di tasca sua per potersi difendere meglio, per fare un match più ravvicinato.
Archiaviata la pratica Pennetta vorrei aggiungere che dall’inizio del torneo si parla soltanto di tre possibili favoriti per il singolare maschile, il neo n.1 del mondo Nadal, il campione delle ultime quattro edizioni dell’US Open Roger Federer, il serbo Novak Djokovic qui finalista un anno fa nonché vincitore del primo slam della stagione in Australia.
Ma gli altri tennisti, per fortuna, non si fanno influenzare e provano con tutte le loro forze a smentire questi pronostici apparentemente scontati. Così il lungo e giovane americano Querrey è stato 3 volte a 3 punti da passare a condurre 2 set a uno con Nadal che ha giocato il suo miglior tennis proprio nel tiebreak del terzo set (6-2,5-7,7-6,6-3), così lo spagnolo Robredo che sembrava in crisi di risultati ha trascinato al quinto set Djokovic, così il russo Igor Andreev (uno degli ultimi a battere Nadal sulla terra rossa anche se si bisogna risalire Valencia 2005) ha messo in serie ambasce Roger Federer costringendo al quinto set e mancando quattro palle break per il 4 pari nel set decisivo, quando trasformandole avrebbero potuto creare seri grattacapi allo svizzero che giocava alla grande solo a sprazzi, più spesso a rete del solito, e lì abbastanza convincente, ma piuttosto falloso con il dritto.
“Se gioca così con Djokovic o Nadal, perde_ sentenziava perplesso il suo allenatore Higueras che ho incontrato nel bus subito dopo il match di Roger con Andreev _ E' tutto l'anno che gioca così alternando grandi momenti a errori abbastanza madornali Ha servito bene, in genere, ma ha sbagliato un paio di smash non da lui, al volo e al rimbalzo, ha commesso un paio di errori a rete ...dove pure dovrebbe andare ancora più spesso quando gioca contro avversari di questo tipo anzichè farsi prendere a pallate da fondo...ha lasciato che la partita si riaprisse quando doveva chiuderla...e ora comunque in seifinale dovrebbe arrivare, lì si vedrà.
Già, nei quarti Federer incontrerà l'outsider lussemburghese Muller. Rischia più Djokovic con Roddick, per arrivare a Roger. Ma nemmeno "Djoko" è apparso in forma strepitosa. e neppure Rafa. Sembra quasi che tutti stiano pagando lo sforzo di Pechino. Ne risentiamo ancora perfino noi giornalisti, figurarsi i giocatori.
Ubaldo Scanagatta