Ubitennis
US Open 2008

Vince Serena, Venus spreca 10 set point

Nei due tie-break  Venus ha condotto 4 a 2 e 4 a  5.Due set point li ha sprecati nel primo set e otto nel secondo. Il miglior match della saga  Williams-Show. Serena 'Primo o poi tornerò la n. 1'. Ubaldo Scanagatta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

NEW YORK _ Non ricordo più quanti sorellicidi fra Williams ho visto, certo tutti i dieci precedenti confronti avvenuti negli Slam _ e ne avevano vinti cinque per ciascuna _ ma questa di stanotte all’US open è stata di gran lunga la sfida più bella, più avvincente, più vera, più carica di emozioni. Più bella perfino di quella Wimbledon che non era stata affatto male, anzi la migliore.

Gli antichi sospetti sulle presunte combines fra le due sorellone saranno adesso completamente fugati, a meno che qualche spiritoso voglia appigliarsi ai 10 setpoints non sfruttati da Venus fra primo set (2) e secondo (8!) e in genere piuttosto mal giocati. Si sono tirate addosso randellate senza paura, e direi senza pietà anche se può sembrare banale. Due tiebreak mozzafiato, vinti da Serena 8-6 e 9-7! Serena ha gridato i suoi “com’on!” come se giocasse con una sconosciuta, ha mostrato i pugni al cielo…anche se mai rivolti alla sorella, questo no.

“Non la guardavo mai in faccia per non lasciarmi condizionare…ma mi arrivavano servizi a velocità tali che non poteva essere che Venus a tirare così forte, è una grande tennista…mi è parso, per la partita, e l’atmosfera, di disputare una finale…è un peccato essersi trovate contro già nei quarti”. Tutti d’accordo, su questo. Soprattutto gli organizzatori americani.

Non accadrà forse più, ora che la WTA ha cambiato radicalmente il sistema dei punti per la classifica e una vittoria in uno Slam varrà 2.000 punti anziché 1.000.

Poiché le Williams danno spesso il meglio di sé negli Slam vedrete che non finiranno più così indietro in classifica, anche se dovessero giocare poco. E se non stanno male fra le prime 4 ci dovrebbero stare sempre, quindi non dovrebbero più incontrarsi prima delle semifinali.

Venus è stata avanti di un break sia nel primo sia nel secondo set, e sebbene raggiunta è stata avanti 5-3 e 6-4 nel primo tiebreak e 5-2 nel secondo (nel quale sul 3-0 per lei, con due minibreak di vantaggio, ha commesso un doppio fallo che ha pagato molto caro)

“Non ho mai visto nessuna donna giocare su questi ritmi _ mi diceva Olga Morozova sul bus di ritorno da Flushing Meadows _ e sì che ricordo quel match fra Seles e Capriati quando Jennifer aveva 16 anni, e poi anche un Capriati-Dementieva (questo se lo ricorda solo lei…) di grandissimo spessore, ma due ore e 25 minuti di tennis femminile così non sono mai stati giocati da nessuna tennista…”

E a me che, per farle coraggio, le dicevo che anche la Dinara Safina degli ultimi tempi aveva le sue chances, Olga (finalista a Parigi e Wimbledon 1974, battuta dalla Evert in entrambe le occasioni) ribatteva: “Dinara è effettivamente fortissima, ha la stessa potenza delle Williams, ma non si muove bene come loro, è meno agile. Le sue chances in semifinale sono legate magari a un po’ di deconcentrazione che potrebbe impossessarsi di Serena…hai sentito quante volte stasera ha detto che le sembrava di aver giocato una finale? Un po’ Serena lo faceva per gli spettatori e la tv americana, ma probabilmente la sentiva davvero così”.

Credo che chi, come chi scrive, sostiene che le Williams in forma sono le più forti tenniste del mondo dal match di stasera abbiano avuto conforto.

Tuttavia l’ennesimo Williams-show, il diciassettesimo della saga (stavano 8 pari nei precedenti e 5 pari negli Slam), con Serena vestita dalla Reebok con un abito color vinaccia (e under pants neri) e con Venus invece molto elegante nel suo completo nero della sua EleVen, era cominciato all’insegna di qualche errore di troppo, che peseranno certo nel computo finale che registra 36 “vincenti” di Venus contro i 24 di Serena, ma anche 45 errori gratuiti (unforced) di Venus di fronte ai 28 di Serena. Sul fatto che fossero davvero gratuiti, però, dopo scambi allucinanti e seguiti da servizi tirati a 205 km orari da parte di Venus e appena un po’ meno da parte di Serena, ho parecchi dubbi.

Serena ha vinto perché è stata più solida. Prendeva meno rischi, sbagliava di meno, recuperava il recuperabile, e l’ha fatto con grande umiltà anche in tutti quei setpoints. Venus, peraltro, ha messo poche volte la prima sui propri setpoints. Nel tiebreak sul 6-4 ha servito una “seconda” e Serena le ha tirato una mina terrificante. Serena invece sul 5-6 ha messo a segno un ace. Poi Serena è venuta a rete e ha giocato una volee di rovescio imprendibile seguita da un urlo e da uno yes gridato a squarciagola. Un dritto fuori di Venus ha chiuso il primo set dopo 66 minuti.

Una volta si pensava che fra sorelle e fratelli ci fosse un accordo, più o meno esplicito, che il vincitore del primo set dovesse essere anche quello del secondo, giusto per evitare inutili maratone, possibili infortuni e vantaggi agli avversari dle turno successivo.

Ma non è stato così fra Serena e Venus perché la sorella maggiore è partita di spron battuto nel secondo set, prima mancando una palla-break sul 2-1, poi strappando la battuta a 15 a Serena sul 3-2. Sul 4-2 15-40 Venus salvava due palle break e sul 5-3 40 a 0 il terzo set sembrava alle porte. Tre setpoint consecutivi sembravano una garanzia. Erano trascorsi un’ora e 45 minuti dall’inizio del match. Serena però conquistava cinque punti di fila, alcuni per merito suo, altri per demerito di Venus, troppo frettolosa di concludere.

Si arrivava di nuovo al tiebreak, fra scambi bellissimi e qualche errore, anche se sul 5-6 Serena esordendo con un doppio fallo si trovava indietro 0-30, poi 30-40 quando Venus sbagliava ancora un dritto sul suo quarto set point (sesto considerando i due avuti sul 6-4 nel tiebreak del primo set).

Ad un certo punto, incalzata da Serena, Venus provava _ fra una rincorsa e l’altra _ a difendersi da un attacco lobbando perfino con la sinistra, ma Serena non perdonava sulla successiva volee alta.

Nel tiebreak del secondo set Venus deve rimproverarsi parecchie cose: il doppio fallo sul 3-0, un rigore di rovescio a due passi dalla rete sul 5-2, proprio subito dopo che un punto fantastico fatto da Venus dopo che Serena aveva recuperato almeno tre palle impossibili era stato salutato da una meritatissima standing ovation: tutti in piedi, e le stesse due sorelle che da lontano _ ansimanti _ trovavano la forza di sorridersi, come per dirsi l’un l’altra. “Ma che disgraziata che sei, non potresti giocare un po’ meno bene, con un po’ meno di grinta?”.

Altro che combine! Papà Williams non c’era _ in questo atteggiamento è sempre stato coerente _ la mamma sì. Idem. Venus, mancato il rigore, è salita sul 6-3 grazie a uno stupendo passante di rovescio, con Serena che è quasi caduta a terra nel tentativo di acchiappare quel cross. Ma sul 6-3 Venus ha sbagliato prima un rovescio, poi un dritto, quindi uno smash al volo che non era facilissimo dopo un grande scambio…ma non c’era nemmeno bisogno di cercare la riga per Bacco!

Come sempre accade non appena Serena è arrivata al suo primo matchpoint, ed erano trascorsi 2 ore e 17 minuti dall’inizio e 42 minuti dai primi 3 setpoint consecutivi per Venus, l’ha trasformato. Era lungo il dritto di Venus che, aggrappandosi alle fui del cielo, ha provato a chiedere l’intervento dell’Occhio di Falco. Nemmeno quello le ha dato retta.

Così Serena troverà Dinara, un altro match fra bombardiere. Il pensiero va, in momenti come questi, a Justine Henin. Ma come faceva ad arginare questi mostri di potenza?

 

Serena Williams in inglese

Venus Williams  in inglese

Ubaldo Scanagatta

Cerca  su Quotidiano.net nel Web