Ieri le sorelle Williams hanno offerto un saggio di qualità superiore a quello che potrebbero proporre le loro colleghe più giovani. Gran match anche tra Murray e Del Potro. E intanto Bolelli è stato convocato per la Davis... Rino Tommasi
NEW YORK - Credo di dovere delle scuse a Venus ed a Serena Williams. Senza poter attribuire loro alcuna colpa, molte delle loro sfide, che hanno compreso molte finali di tornei dello Slam, non mi avevano entusiasmato perché non offrivano quella componente di curiosità che rende affascinanti molti eventi sportivi.
Ebbene l’altra notte, in un confronto che impropriamente era soltanto un quarto di finale dell’Open degli Stati Uniti, le due sorelle hanno offerto un saggio probabilmente di qualità superiore a quello che oggi potrebbero proporre le loro colleghe più giovani e di migliore classifica.
Ingiustamente accusate di essere manovrate dal loro padre-padrone ed addirittura di avere accomodato alcune partite secondo esigenze commerciali o famigliari , le due ragazze non hanno mai potuto sottrarsi da un rapporto anomalo come quello che hanno vissuto insieme, passando dalla povertà del ghetto alla ribalta ed alla ricchezza del grande tennis.
E’ vero che molte volte le loro partite mi avevano annoiato ma è anche vero – e credo di averlo scritto – che già a Wimbledon due mesi fa la loro partita, vinta in quella occasione da Venus, era stata la migliore di quelle precedenti.
Ebbene quella dell’altra sera è stata ancora più bella. Questa volta ha vinto Serena, ma avrebbe potuto vincere anche Venus tante sono state le occasioni che la maggiore delle sorelle ha avuto per vincere il secondo set. Conta però che, finale o quarto di finale, le due ragazze abbiano giocato per vincere senza risparmiarsi pur sapendo che la vincitrice avrebbe trovato, ad attenderla in semifinale, Dinara Safina.
A completare una buona gionata di tennis ci sono stati due quarti di finale del singolare maschile che hanno offerto di più di quanto promettevano. Andy Murray ha dovuto giocare al meglio per battere in quattro set l’argentino Juan Martin Del Potro che era in serie positiva da 23 incontri. Quest’ultimo, dopo aver perso al tie-break i primi due set, ha vinto il terzo ed ha avuto molte opportunità per incamerare il quarto, tutto questo su ritmi molto interessanti e che garantiscono della qualità dei due giocatori. Murray, che sarà numero 4 alla fine del torneo, era ormai una certezza, Del Potro, che compirà 20 anni il prossimo 28 settembre, è una delle novità più interessanti ella stagione.
Rafael Nadal non aveva mai raggiunto la semifinale di questo torneo. Lo ha fatto battendo in quattro set l’americano Mardy Fish confermando che il cemento non è la sua superficie favorita e che le fatiche della sua straordinaria striscia vincente cominciano a farsi sentire. Si tratta di vedere se le sue infinite risorse agonistiche riusciranno a sostenerlo.
Infine ho letto le convocazioni per l’incontro di Coppa Davis Italia-Lettonia. Malgrado Bolelli ed il suo allenatore Pistolesi abbiano già fatto sapere di avere altri programmi, Bolelli, come Seppi, Fognini e Starace è stato giustamente convocato.
Voglio chiarire, per quel poco che conta, il mio parere. La decisione, se sarà mantenuta, di Bolelli di non giocare è al tempo stesso un grave errore ma anche un sacrosanto diritto. Ugualmente sarebbe un errore se venissero presi provvedimenti come squalifiche o altro. Il rifiuto ingiustificato ad una convocazione dovrebbe unicamente comportare l’esclusione di un giocatore dalle future competizioni internazionali. Giudichino Bolelli e Pistolesi se questo è nel loro interesse.
Raggiungendo i quarti di finale Gilles Muller, un lussemburghese numero 130 in classifica passato attraverso le qualificazioni, aveva già vinto il suo torneo. Tuttavia nel suo record si trovavano segnali di un talento mai completamente espresso come un paio di vittorie importanti, una ottenuta a Wimbledon prima che Nadal imparasse a giocare sull’erba, ed una contro Roddick in questo torneo.
Ebbene anche ieri Muller, un mancino che evidentemente si trova bene sui campi rapidi, ha tenuto fede a questa sua caratteristica tenendo le ruote di Roger Federer per tutto il primo set. Lo ha perduto al tie-break, è rimasto in corsa fino al 4 pari del secondo quando ha ceduto il primo ed unico servizio dell’incontro. Muller non si è arreso, infatti è rimasto brillantemente in partita arrivando addirittura a condurre per 5 a 3 nel tie-break del terzo set prima di arrendersi dopo 2 ore e 25 minuti.
Federer ha trasformato solo una delle 11 palle break che ha avuto a disposizione.
Per il campione svizzero si tratta della 18a semifinale consecutiva in un torneo del Grande Slam, una serie iniziata a Wimbledon nel 2004.