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US Open 2008

Supershow Williams
Le 4 semifinaliste possono diventare n.1

Le Williams danno grande spettacolo.  Vince Serena che si candida a riprendersi il primo posto della classifica mondiale. Ma dovrà vedersela con la Jankovic e le due russe Safina e Dementieva.

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NEW YORK _ Chi dubitava ancora che le due sorellone Williams fossero le tenniste capaci di esprimere il miglior tennis di sempre si sarà ricreduto. La loro sfida n.17 ( e n.11 in uno Slam) è stata la migliore di tutte, assolutamente straordinaria, in grado di fugare gli antichi, presunti sospetti di combine. Peccato sia avvenuta a livello di quarti di finale. Meritava la finale.

Si sono battute l’una contro l’altra senza quasi mai guardarsi in faccia, nemmeno ai cambi di campo quando sfilavano una davanti l’altra quasi sfiorandosi per raggiungere le loro sedie. “Ho cercato di non guardarla _ ha detto Serena, ora in semifinale contro Dinara Safina la giustiziera della nostra Pennetta_ perché dopo tutti quei setpoints mancati da Venus avrei potuto sentirmi dispiaciuta. Venus è la mia miglior amica, voglio “the best” per lei. Non posso credere d’aver vinto questa partita…ma quando mi sono trovata indietro nel punteggio (cioè sempre…) ero così rilassata…”

“Di solito chiudo sempre bene le partite che sto vincendo, è la prima volta che mi succede una cosa del genere, Serena riprendeva tutto, sbagliava meno di me…” avrebbe spiegato Venus.

E la gente, che in gran parte delle 16 sfide _ salomonicamente vinte 8 da Venus e 8 da Serena, 5 ciascuna negli Slam _ aveva assistito alla saga dei Williams-show senza scaldarsi troppo, chè tanto vincesse una sorella oppure l’altra non cambiava niente a nessuno, beh l’altra notte a New York ha avvertito scariche di elettricità straordinarie. In mezzo ai tanti Cameron Diaz, Candice Bergen, Kim Cattrall (Sex and the Cities), i nuotatori Amanda Beard e Jason Lezak (lo staffettista cui Phelps deve tanto)…

Ha finito per vincere Serena, 26 anni, contro la sorella maggiore, 28, e l’ha fatto in due set che avrebbe potuto – e forse dovuto _ perdere entrambi. Tutti e due al tiebreak, 8 punti a 6 e 9 punti a 7, ma dopo che Venus si è lasciata sfuggire 2 setpoints consecutivi nel primo set _ conduceva 6-4 nel tiebreak _ e addirittura 8 nel secondo, tre di fila sul 5-3 40-0 e servizio, un quarto sul 6-5 e servizio Serena, ancora tre di fila nel tiebreak condotto 6-3, l’ottavo ed ultimo sul 7-6. Alla fine è stata Venus invece a sbagliare il dritto finale sul primo matchpoint per Serena, sull’8 a 7. Due ore e 26 minuti di partita straordinaria, meglio dell’ultima finale di Wimbledon che già era stata bella ed era riuscita a far dimenticare che era stata giocata da due sorelle.

Servizi di Venus a 205 km orari, recuperi di Serena impossibili come quello che ha fatto scattare in piedi per una meritatissima standing ovation i 23.000 spettatori dell’Arthur Ashe Stadium. Venus, elegantissima nel suo completo nero da lei stessa disegnato per la EleVen (la sua società di abbigliamento) ha accettata la sconfitta con il sorriso sule labbra soltanto perché a vincere era stata Serena. Nei momenti decisivi ha sbagliato dritti semplici, ma _ va ribadito _ il ritmo del match e la potenza dei colpi erano spaventosi. Come alcune angolazioni, molti passanti.

Ora tutte le quattro semifinaliste dell’US Open, possono diventare n.1 del mondo. Serena e Dementieva devono vincere il torneo. Alla Safina non basta vincerlo ma bisogna che la Jankovic perda in semifinale dalla Dementieva. La serba è la sola che potrebbe diventare n.1 (al posto della Ivanovic) anche perdendo, ma in finale e dalla Safina.

In precedenza il talentuosissimo scozzese Murray _ che spettacolo guardare l’erede di Mecir che sarà n.4 del mondo lunedì _ aveva spezzato la serie vincente dell’argentino Del Potro, 23 partite e 4 tornei: 7-6,7-6,4-6,7-5, quasi 4 ore di lotta. Insomma Nadal, sceso in campo alle 23,30, ne è uscito dopo quattro set e due ore e mezzo con Fish (3-6,6-1,6-4,6-2) raggiungendo la sua prima semifinale in sei partecipazioni all’US open prima che Federer e Muller, Roddick e Djokovic giocassero i quarti di finale. Nadal ha vinto con Murray cinque volte su cinque, ma un anno fa in Australia in cinque set. E Murray è molto migliorato.

 

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